La Favola di Natale ” Spelata” anno 2017


Si siede davanti al computer e guardate cosa succede……
Dovete sapere che l’altro giorno ero davanti alla tastiera del mio computer perché volevo scrivere la favola di Natale per questa messa della vigilia come ormai tradizione ma non mi veniva in mente niente. Pensa che ripensa quando a un tratto sento qualcosa che gratta alla porta di casa e una vocina flebile che sussurrava: “Mi ao”, “Mi ao”.

Subito ho pensato che ci fosse qualche bambino cinese che veniva a farmi gli auguri. Apro la porta e cosa mi vedo di fronte? Questo gattino o meglio questa gattina che miagolando comincia a spingere con la testa tra i miei piedi per poter entrare in casa, le faccio spazio stupito e incuriosito da questa improvvisa apparizione e appena entrati, con stupore ancora più grande, mi accorgo che questa gattina comincia a parlare…. “Ciao, lo so che stai preparando la favola di Natale per i bambini e allora volevo darti una mano, o meglio una zampina, sì perché io ne ho una bella da raccontarti, ma scusami volevo presentarmi, il mio nome è spelata.”
Subito la interrompo e le chiedo come mai un nome così per una gattina così bella, soffice e pelosa. E lei mi risponde subito e comincia a raccontare questa storia meravigliosa.
“Devi sapere che io sono l’ultimogenita di una stirpe di gatti molto belli e famosi, alcuni dei miei antenati sono stati divi del cinema come gli Aristogatti e Silvestro, altri cantanti, Cat Stevens, i Gatti del vicolo dei miracoli, altri ancora stilisti come il Gatto con gli stivali e altri grandi personaggi della storia, Gattamelata, Mao … e da ultimo il famoso Gattuso.”
E qui, vista la mia fede milanista comincio a interessarmi ancor di più alla storia.
“Però, tutta la fama e la fortuna della nostra famiglia è iniziata circa duemila anni fa…. Ti racconto com’è andata:
C’era una volta in un paesino piccolo piccolo della terra di Giuda di nome Betlemme una gattina nera, molto magra e spelacchiata, era piccola e sola perché la sua mamma era stata stirata un sabato sera da un cavallo guidato da un soldato romano che aveva appena fatto il pieno di vino dei castelli e il suo papà se ne era andato con la gattina vicina, sapete come sono i gatti…
E così lei era rimasta sola, presa in giro da tutti i suoi compagni per il suo aspetto che la faceva assomigliare più all’albero di Natale di Roma che a un signor gatto.
Una notte, durante la festa di Hannukà, che ogni anno il popolo di Israele celebrava con canti e luci, tutto il paese era in fermento e anche i gatti si davano da fare per preparare bene questa festa.
C’è chi passava intere giornate al supermerGatto per fare il pieno di cose buone e succulenti, chi passava le notti a miagolare davanti all’abitazione della gattina più bella del villaggio, chi invece approfittava della festa per dormire tutto il santo giorno al caldo del caminetto.
Alcuni gatti più giovani invece giravano tutto intorno con i campanelli legati al collo per sentire la musica, (sapete i gatti non hanno il cellulare e le cuffie, soprattutto a quei tempi).
Altri invece, non certo quelli vegani, andavano a caccia di topi e uccellini per divertirsi (non c’era ancora la play).
C’erano poi alcuni che passavano ore ed ore a lisciarsi il pelo, a spruzzarsi la lacca e farsi la piega e a provare nastrini e abitini colorati.
Ognuno faceva qualcosa di diverso ma tutti, proprio tutti erano uniti nel prendere in giro “spelata”.
Lei doveva nascondersi il più possibile, aveva tanta amarezza nel cuore e non aveva nessuno, ma proprio nessuno che la guardasse o che giocasse con lei. Ma ecco che mentre stava gattonando triste, si accorse che intorno a lei si era radunata tanta gente ma nessuno la prendeva in giro o le dava qualche pedata, tutti erano in cammino, in fretta verso una meta… ma dove stavano andando? Che abbiano inaugurato un nuovo centro commerciale?
Decise, senza farsi troppo notare, di mettersi anche lei in cammino e così dopo un po’ si trovò in mezzo alla campagna, con tanto freddo ma anche con tanta luce, una luce mai vista prima di allora, forse, pensava, quest’anno il comune si dato da fare alla grande per celebrare la festa delle luci! No, non era così, quella luce proveniva da una misera capanna ma soprattutto da qualcosa o qualcuno che si muoveva al centro di quella capanna, si avvinò: era un bambino piccolo piccolo, appena nato che aveva di fianco la sua mamma e il suo babbo e riconobbe anche lì vicino Nello, l’asinello e Mu il bue del paese, gli unici amici che aveva e con i quali passava molte ore a giocare. Ecco perché oggi non erano a casa! Ecco dove erano finiti, ma mentre si avvicinava sempre di più, noto che Nello e Mu l’avevano vista e le avevano strizzato l’occhio indicando con la testa il bambinello.
Subito intuì di cosa c’era bisogno, il piccolo aveva i piedini nudi e aveva freddo, allora si avvicinò gatton gattoni, raccolse tutti i suoi pochi peli sparsi sul suo corpo e si ranicchiò ai piedi di Gesù per dargli un po di calore e intanto, con la sua linguetta ruvida accarezzava i piedini del bambino.
Nello e Mu la guardarono compiaciuti, ma soprattutto fu lo sguardo intenso e pieno di gratitudine di Gesù che riempì il suo cuore. Lui sorrideva (anche perché lei con la lingua gli stava facendo il solletico), da lui veniva una luce mai vista che avvolse Spelata e da quel giorno il suo corpo divenne un grosso batuffolo morbido e soffice di un colore mai visto, e la sua vita cambiò. Gesù sa sempre ricompensare chi sa avere compassione di chi soffre ed ha bisogno. Anche se possiamo fare poco, l’importante e che diamo tutto.
E ora spelata non parla più ma volevo ringraziarla anche a nome di tutti voi per averci raccontato questa bella storia.
Buon Natale