Scusa hai da accendermi?

Con la Festa di Pentecoste abbiamo concluso il tempo di Pasqua ed ora iniziamo questo nuovo tempo liturgico dominato dal colore rosso, come il fuoco dello Spirito.

Dopo la Pentecoste, iniziamo un tempo di responsabilità, il cero pasquale, segno della luce di Gesù risorto presente in mezzo a noi, non c’è più sull’altare. Ora noi siamo chiamati a rendere presente l’amore di Gesù in mezzo ai fratelli, una responsabilità grande, un compito impegnativo ma non dobbiamo temere, il Signore ci accompagna con il dono del suo Spirito, questa forza misteriosa e vitale che ieri ha donato a tutti noi.

Mentre negli Atti degli apostoli riuniti in preghiera nel cenacolo, sarà soffio di vento impetuoso, lingue di fuoco, nel vangelo di Giovanni di ieri, lo Spirito è il misterioso Paràclito, il Consolatore, colui che ci asciuga le lacrime, ci fa vedere bene tutte le cose (attraverso le lacrime si vede male), ci coccola, ci sostiene, ci fa tornare il sorriso.

Medita in questo momento queste belle parole di una predica di Pentecoste di Efrem Siro

“Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.

Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l’intera creazione… Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l’ordine di seminare…

Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito… Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell’ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi…

O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l’intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell’azione di grazie!”

Anche noi, come gli Apostoli, lasciamoci accendere come lampade dallo Spirito Santo per illuminare l’intera creazione, lasciamoci seminare come terreno arato e fertile e lasciamoci sospingere dalla brezza verso l’oceano dell’amore e della contemplazione orante.

Preghiamo così: Vieni Spirito Consolatore, trasformaci col tuo soffio ricreatore, dilata il nostro cuore, rendi puro il nostro sguardo, splendente il nostro volto; feconda con la tua forza il seme della Parola perché riecheggi sempre nel nostro cuore e nella nostra mente e venga proclamata con coraggio dalle nostre labbra. Amen!

Ricordiamo nella preghiera tutti i nostri ragazzi, le loro famiglie e ricordiamo anche in maniera particolare tutti quei nostri fratelli cristiani che in questi tempi vivono momenti difficili di persecuzione e di martirio.

Don Mario