Si muore tutti democristiani

Cineforum

… e la politica?

Mercoledì 7 novembre ore 21.00

Sala Padovese

 

Recensione al film

Commedia con alcuni momenti folgoranti che testimoniano della qualità della satira e dell’autoironia non banale degli autori. Un film di Il Terzo segreto di Satira con Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Valentina Lodovini, Renato Avallone, Martina De Santis, Francesco Mandelli. Genere Commedia durata 89 minuti. Produzione Italia 2017. Uscita nelle sale: giovedì 10 maggio 2018 Tre amici si barcamenano fra lavoretti mentendo una purezza etica di cui sono fieri. Un giorno arriva loro una proposta irrinunciabile.

Giancarlo Zappoli – www.mymovies.it Stefano, Fabrizio ed Enrico sono amici da una vita legati dagli stessi ideali e dagli stessi sogni. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione con la speranza di tornare a realizzare documentari a tema sociale mentre ora debbono accettare riprese di matrimoni e spot in cui prevalgono le scelte compromissorie. Quel tanto desiderato progetto sembra finalmente arrivare insieme a un considerevole guadagno economico. Chi lo propone però non è propriamente ‘immacolato’. “Il terzo segreto di satira” al suo primo lungometraggio affronta un tema su cui è sempre bene interrogarsi: fino a che punto è possibile accettare i compromessi che fanno parte della vita ma nei confronti dei quali è bene restare quantomeno vigili? I protagonisti si trovano dinanzi a un’offerta difficile da rifiutare per quanto è allettante ma buttare a mare quel po’ di ideale sopravvissuto sarà la cosa giusta da fare? Il gruppo affronta l’argomento con spirito e arguzia immutati ma fatica a prendere le giuste misure sul piano della sceneggiatura. Passare dal tempo breve del cortometraggio o dal contatto diretto con il pubblico a un film di 89 minuti crea indubbiamente delle difficoltà che in questo caso emergono con evidenza. Ci sono situazioni come quella della richiesta dello spot proveniente dal sindacato e dall’ANPI che funzionano nel momento in cui vengono proposte, anche grazie alla misura che Paolo Rossi offre al suo sindacalista ormai un po’ usurato. Quando però la si ripete e si reitera anche lo spot il deja vu incombe. Così come accade con tutto il detour legato al desiderio di partecipare al G8 di Genova, finalizzato a rivelare un dettaglio non secondario della vita di uno dei tre, che finisce, essendo troppo lungo, con lo spezzare il ritmo della narrazione. Tutto questo dispiace perché non mancano i momenti folgoranti (uno per tutti: la scena con Peter Gomez e Lilli Gruber) che testimoniano della qualità della satira e dell’autoironia non banale degli autori. Che sarà bene che proseguano nello scrivere e girare lungometraggi. Magari con una revisione di sceneggiatura in più o con qualche ‘cu al montaggio