E tu… da che parte stai?

“Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto… c’era anche una scritta… uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava… l’altro invece lo rimproverava …”

E Lui, con le braccia allargate come in un grande abbraccio d’amore, appeso alla croce, pronunciava solo parole di perdono, di amore, di dono, di accoglienza. Prometteva il Paradiso al ladrone pentito, donava sua Madre a noi e noi a sua Madre, effondeva il suo sangue per la nostra salvezza, pensava solo a salvarci e si abbandonava alla volontà del Padre.

Eccoti qui anche oggi in chiesa, sei entrato, hai fatto una bella genuflessione, hai tracciato un bel segno di croce, ti sei messo un momento in ginocchio, poi ti sei seduto (qualcuno, troppo stanco, si è seduto subito…) e, ora, hai tra le mani questo foglietto.

Sei anche tu qui davanti al Re in Croce!

La solennità di Cristo Re, vertice del nostro cammino liturgico, vuole ricordarci ancora una volta che Lui è il Re e Signore dell’Universo ed è proprio per questo che quando entro in chiesa mi prostro davanti a Lui e faccio la genuflessione per dirgli che Lui è più grande di me, che io non sono degno nemmeno di guardarlo negli occhi, sono piccolo davanti a Lui…

Ma è proprio vero che Lui è il mio Re, il Signore della mia vita?

Un Re diverso dagli altri che ha come trono una croce, ed è proprio il segno di croce che distingue i discepoli di Gesù, quello che domenica abbiamo fatto sulla fronte di Marta che ha dichiarato di fronte alla comunità il desiderio di continuare il cammino per ricevere il Battesimo.

Proprio il segno di croce che facciamo tutte le volte che iniziamo a pregare perché è con la croce che Gesù ha conquistato il Regno ed è la croce il suo trono.

Quante volte pensiamo che per essere Re occorra farsi rispettare essere potenti e incutere timore: “non farsi mettere sotto i piedi!”, ma non è certamente questa la “logica della croce” che deve guidare invece le scelte di un cristiano.

Quante volte siamo pronti ad evitare la fatica, l’impegno, la responsabilità, siamo pronti a scegliere il male facile piuttosto che il bene difficile o abbiamo paura a farci riconoscere come cristiani… Non è questa la logica della croce… Forse sei anche tu come i soldati… o come uno dei ladroni… Quale… o peggio ancora forse sei come Pilato, con le mani pulite?

E allora, di fronte a questo infinito amore misericordioso di Gesù che in croce abbraccia tutta l’umanità, mettiti in ginocchio, in raccoglimento, in preghiera perché è solo così, attraverso l’adorazione, il silenzio, l’ascolto della sua Parola, puoi conoscere la sua volontà, uniformarti al suo pensiero, anche tu puoi così essere un vero “suddito” del suo regno, partecipare pienamente alla sua vittoria sul male e diventare anche tu Re innanzitutto della tua vita per farne un dono come Lui.

Oggi, Lui, qui, presente nell’Eucarestia ci ricorda la fedeltà del suo amore, ma anche oggi come allora la gente intorno continua a sbrigare le proprie faccende, c’è chi lo disprezza, chi lo nega, chi soffre maledicendo, chi guarda, chi pensa agli affari, chi lo strumentalizza politicamente,… e come allora anche oggi Lui qui, dalla croce guarda, accoglie, perdona, dona, ama, muore…

Ma c’è qualcosa di diverso, oggi da allora: oggi, qui, ci sei anche tu…!

E allora, tu, cosa fai? Hai deciso da che parte stare?

Prova allora a “guardare” anche tu verso di Lui, lasciati perdonare, accogliere, amare… allora anche per te oggi, si apriranno le porte del Paradiso e la gioia entrerà nel tuo cuore.

Don Mario