Ascolta !

ASCOLTA!

La prima lettura di domenica cominciava così “Ascolta, Israele”

Un grande teologo definì il cristiano come “l’uditore della Parola”.

Una vera preghiera e luogo autentico di incontro con il Signore è l’“ascolto della Parola”

È l’accoglienza della sua Parola che ci fa diventare figli di Dio, tema delle letture di domenica scorsa.

Il Vangelo dice “Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi”, “chi ascolta la Parola del Padre, fa le opere del Padre.” Ma cosa vuol dire ascoltare?

Pensa a quante volte i genitori dicono “Tu non mi ascolti mai!”, eppure quante volte li abbiamo “sentiti” parlare e dare consigli ma forse, è proprio vero, non li abbiamo ascoltati.

Ascoltare è sentire con attenzione e mettere in pratica, è vivere quello che ci viene detto, prenderlo sul serio, farne tesoro, ricordarlo, anche dopo un po’ di tempo.

Come è difficile ascoltare, soprattutto in un mondo come oggi fatto di tanti rumori, di tante parole vuote e di tanti ascoltatori distratti e superficiali. È importante invece mettere al primo posto la Parola di Dio, ascoltarlo, per vivere da Figlio.

Guarda un po’ alla tua vita quanto tempo dedichi ad ascoltare gli altri? Ma soprattutto quanto tempo dedichi all’ascolto della sua Parola, ad ascoltare il Signore?

La tua preghiera non è troppe volte un moltiplicare parole, un chiedere, un lamentarsi, qualche volta anche una lode ma quante volte diventa silenzio e ascolto della sua Parola? Questo momento del lunedì è importante per illuminare la tu giornata e la tua settimana, per aiutarti a vivere da figlio.

Dobbiamo dare molto più spazio all’ascolto della Parola. Come fare allora?

Qualcuno usa il metodo di aprire a caso la Bibbia e di leggere un brano sentendolo diretto a lui. Anche san Francesco usava questo metodo, soprattutto quando volle fondare il suo gruppo di frati, aprì a caso il Vangelo e stilò la regola della comunità.

Noi in otto anni con un appuntamento settimanale abbiamo “letto” tutta la Bibbia, almeno possiamo dire di sapere cosa dice, ma non basta, ogni domenica e anche ogni giorno ascoltiamo la parola di Dio e cerchiamo di capirne il significato per noi ma sarebbe bello però che ciascuno per conto suo o insieme alla famiglia o con altri, dedicasse un po’ di tempo ad approfondire il senso della Parola, ad “Ascoltare”.

Un altro metodo è quello della “Lectio divina” che si struttura in alcuni momenti che il nostro arcivescovo C. Maria Martini sintetizzava così:

La lectio: consiste nel leggere e rileggere la pagina della Scrittura, mettendo in rilievo gli elementi portanti. Si potrebbe leggere con la penna a portata di mano per sottolineare le parole che colpiscono, evidenziando i verbi, le azioni, i soggetti, i sentimenti espressi o la parola-chiave. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata, l’intelligenza, la fantasia e la sensibilità si muovono.

La meditatio è riflettere domandandosi: Che cosa dice a me?

La contemplatio è difficilmente esprimibile e spiegabile. Si tratta di dimorare con amore nel testo, anzi di passare dal testo e dal messaggio alla contemplazione di colui che parla attraverso ogni pagina della Bibbia: Gesù, Figlio del Padre, effusore dello Spirito. Contemplatio è adorazione, lode, silenzio davanti a colui che è l’oggetto ultimo della mia preghiera.

L’actio, è il frutto di tutto il cammino. Leggiamo e meditiamo affinché nascano le giuste decisioni.

Mettiti allora davanti a Gesù Parola del Padre e sosta un po’ con Lui.

Prima di andare, ricordati che anche questo foglietto può correre il rischio di essere preso come tutte le raccomandazioni “sentite” ma non “Ascoltate”. Rileggilo con calma, non essere superficiale.                                                                                                                                                                                                                         Don Mario

P.S.: In fondo alla chiesa puoi sempre trovare chi ti ascolta e ti può guidare nell’ascolto della Parola.