Sepolcri aperti o cuori chiusi ?

Anche oggi Gesù ha pronunciato il tuo nome e tu come Lazzaro hai risposto, sei uscito dal tuo “sepolcro” e sei venuto qui.

Il Vangelo della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare ‘oltre’ la morte, ma dalla capacità di accogliere il senso nuovo della vita che Gesù risorto ci dona. Infatti: come Lui, anche noi siamo oggetto di un amore speciale da parte del Padre che vuole averci accanto a Sé, per sempre.

Pregare rende consapevoli di questo amore speciale di Dio per noi e ci invita ad ascoltare la sua chiamata e uscire da ciò che ci tiene chiusi e separati dagli altri e riprendere a vivere.

Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Più volte si fa notare nel vangelo che era Suo amico. Questo spiega la sincerità del Suo pianto, davanti alla tomba.

Anche noi come Lazzaro siamo amici di Gesù, anche noi, allora, lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore.

Troppe volte anche noi siamo legati da bende mortali, abbiamo una pietra sul cuore o addirittura al posto del cuore.

Non solo i porti sappiamo chiudere ma soprattutto il nostro cuore, la nostra vita.

Se però vogliamo accogliere il dono della Sua risurrezione, è decisivo partecipare anche della Sua morte. Un passaggio delicato, che chiede a noi di imparare, con la preghiera, ogni giorno a saper morire per amore, a liberarci da tutte le schiavitù, per abbandonarci a un amore più grande, a vivere proprio come ha fatto Gesù.

Nella luce di Gesù, morto e risorto per noi, non si tratta più di prepararsi a morire, semplicemente e inesorabilmente, solo perché ‘dobbiamo morire’. Nessuna idea mai ci convincerà dell’importanza e del valore di ‘dover morire’. Per i credenti, amici di Gesù, si apre piuttosto ben altra prospettiva: quella di imparare a morire ‘per amore’, proprio come Gesù ci ha insegnato: “Nessuno ha un amore più grande …”

Al rimprovero di Marta e alle sue domande, Gesù risponde non teorizzando la resurrezione, ma dicendole semplicemente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv. 11,25).

In questo momento lasciati afferrare dall’amore di Gesù, mettiti in sintonia con Lui e con il suo Amore, accompagna Gesù a visitare ogni sofferenza, ogni lontananza, ogni male del mondo, cominciando dal tuo fino ai confini dell’umanità. Sii pronto a rispondere alla grazia del Signore che ti invita a “uscire fuori” dal sepolcro a vivere la tua vita per amore fino in fondo.

Ma soprattutto senti il calore dell’amore e delle lacrime di Gesù su di te, lasciati lavare dalla sua Grazia e riscopri ancora una volta la sua amicizia. Buona risuscitazione….

Don Mario

 

 

P.S. Se hai bisogno per “rotolare la pietra” ti può aiutare un sacerdote in fondo alla Chiesa.