Cum la fabrica del Dom . Dedicazione del Duomo 4

In questa domenica dedicata alla riflessione sulla Dedicazione del Duomo di Milano, la Parola di Dio ci invita a riflettere sulla nostra vita, perché noi siamo le pietre vive della chiesa.

La comunità cristiana ha il compito di rendere visibile, proprio come il Duomo, la presenza del Signore nella nostra città e così anche noi, per poter essere all’altezza di questa missione, dobbiamo lavorare sodo e sempre (proprio come la fabbrica del Duomo che non finisce mai).

Nel Vangelo di ieri c’è l’indicazione di un percorso che ci viene suggerita un percorso a ritroso, dalla superficie al profondo, un cammino spirituale che usa immagini prese dalla vita di tutti i giorni.

Questo dell’adorazione, quindi, è il momento più giusto per approfondire questo cammino di ascesi e per applicarlo alla nostra vita spirituale.

La prima immagine è quella dei frutti buoni (o cattivi).

Il primo esame che dobbiamo fare, quindi, è se la nostra vita produce frutti e soprattutto la qualità di questi frutti.

Siamo persone che costruiscono, che donano generosamente cose buone a tutti o persone che sprecano, scartano, dividono, “avvelenano”?

La nostra vita cristiana si manifesta con opere concrete oppure siamo degli alberi belli esteriormente ma senza frutto?

Se poi andiamo più a fondo ecco che il Vangelo ci ricorda che non possiamo dare frutti buoni se il nostro cuore è pieno di male, dobbiamo cambiare il nostro cuore, lasciarci trasformare dall’Amore del Signore, allora potremo dare frutti buoni.

Non occorre moltiplicare le parole quando preghiamo ma dobbiamo ascoltare il Signore e fare la sua volontà proprio come ci suggerisce la seconda immagine, quella dell’uomo buono che trae il bene dal buon tesoro del suo cuore.

Per arrivare però a tutto questo, dobbiamo aver fatto un lavoro precedente molto importante, quello di scavare, scavare e scavare per incontrare la roccia sulla quale poi costruire la nostra casa, il nostro edificio spirituale.

Quando hanno iniziato i lavori per i grattacieli qui vicino, la prima cosa che hanno fatto è stata un enorme voragine perchè più profonde sono le fondamenta più alta e sicura sarà la casa.

Così anche noi, se vogliamo davvero costruire una vita solida e bella, dobbiamo dedicare tanto tempo e tanta fatica per scavare e consolidare le fondamenta e cioè la nostra conoscenza di Gesù e l’amicizia con Lui.

Ecco allora il punto importante di partenza della nostra vita spirituale, ed ecco, allora, che la Messa della Domenica, la lettura quotidiana della Sua Parola e l’adorazione del Lunedì sono momenti forti per scavare queste fondamenta che ci porteranno a fare frutti buoni nella nostra vita di tutti i giorni.

 

Don Mario