Figli di Abramo III Quar. ambr. A4

Non possiamo oggi non pensare a quanto è successo in questi ultimi giorni. Il viaggio del Papa in Irak ci ha fatto toccare con mano quanto abbiamo letto nel Vangelo di ieri, siamo tutti figli di Abramo, ma non sempre ci comportiamo come lui e non sempre ci sentiamo e viviamo da fratelli.

Ricordando la prima lettura di ieri che raccontava quanto è successo al popolo di Israele nel deserto con la costruzione del “vitello d’oro”, anche noi, in cammino in questo deserto della vita e in particolare giunti a metà della quaresima, fermiamoci un attimo per verificare un po’ a che punto siamo per non lasciarci tentare dai nostri piccoli vitelli d’oro….

Ecco l’importanza di questo momento tranquillo e disteso di preghiera, che prolunga in noi la Grazia della messa della domenica.

Come Abramo dobbiamo lasciarci guidare dal Signore, guardare le stelle senza dimenticarci che siamo in cammino in questo mondo!

Ecco allora quanto è importante questo momento di dialogo con il Padre nell’ascolto della Parola per poter conoscere il senso della nostra vita, e per diventare liberi proprio come ci suggeriva Gesù nel Vangelo di ieri.

Troppe volte presupponiamo di credere e ci costruiamo una fede a nostra immagine!

La preghiera è un momento importante in cui noi, figli, ci mettiamo di fronte al Padre e dialoghiamo con Lui, riceviamo da Lui la luce per il nostro cammino e ci riscopriamo fratelli tutti, proprio come ci suggerisce Papa Francesco.

E quale preghiera più bella possiamo fare se non quella che ci ha insegnato Gesù stesso, la preghiera dei figli che si rivolgono al Papà!

Prova a ripetere il Padre nostro, con calma, parola per parola, pensando al significato di ogni parola, lasciandoti guidare dallo Spirito Santo che è in te, scoprirai la bellezza e la grandezza di questa bella preghiera.

È la preghiera del Figlio che si affida al Papà, che si riconosce fratello di tanti altri, che sa che la sua casa è nei cieli e che l’essere figli di Dio comporta l’essere santi e cioè diversi da tutto quanto c’è intorno, pieni di luce e di amore.

È la preghiera di chi ha capito che la volontà del Padre è il nostro unico bene, la fonte della nostra gioia, di chi sa che tutto viene da Lui ed è un dono che si rinnova giorno dopo giorno.

È la preghiera di chi si sente amato e perdonato infinitamente da Lui e che quindi è pronto ad allargare il proprio cuore nei confronti dei fratelli perché possa accogliere ed essere riempito sempre di più dal Suo amore e dal Suo perdono.

È la preghiera di chi sa che anche nella tentazione Lui ci sta vicino e non ci abbandona.

Prova allora a parlare al Padre e riprendere con decisione il tuo cammino quaresimale. E come diceva san Paolo nella lettera ai Tessalonicesi, guardati attorno e ringrazia il Signore, per la bella testimonianza che, come fratelli, ci diamo l’un l’altro con questa nostra preghiera insieme.

Don Mario