Caro Sergio ti scrivo……..

Caro Sergio ti scrivo…. per farti ridere un po’, sì perché ogni volta che ci incontravamo la gioia e il sorriso non mancavano mai, anche se parlavamo dei nostri ed altrui mali, finivamo sempre con un sorriso e tu eri sempre contento di incontrarmi. Mi piacerebbe tanto che anche questo incontro di oggi sia illuminato dal sorriso. I primi giorni in cui tu sei venuto ad abitare con noi, avevo subito notato che era stato aggiunto un nome nuovo sui citofoni “Timoteo”, uno pseudonimo che avevi scelto e così anch’io ho cambiato la mia targhetta in “Tito”. Voleva essere il segno dell’amicizia che, come discepoli del Signore, avremmo sperimentato in questi anni. La nostra è stata un’amicizia fraterna molto forte. Io vedevo in te un fratello maggiore e ammiravo la tua devozione e umiltà, quante volte invece tu mi hai messo al primo posto, facendomi sentire più grande di te, se devo rimproverarti un peccato è quello di aver avuto troppa stima per me. Quando ci incontravamo, tu congiungevi le mani, abbassavi la testa e dicevi “Padre ci benedica”, e io con larghi gesti delle braccia tracciavo segni di croce su tutti i presenti, devo ammettere che mi hai fatto sentire un po’ vescovo… Ma ti ho ricambiato subito quella sera in via Giusti, quando avrebbe dovuto arrivare l’arcivescovo per la recita del Rosario e tutto era ormai pronto, suonatori, sedia damascata, banner di benvenuto, arrivò la notizia di una improvvisa indisposizione e allora mandai a prendere la croce pettorale con la quale eri stato insignito da un vescovo dell’oriente e ti invitai a presiedere come delegato arcivescovile la preghiera marina. Oggi ancora una volta ti voglio benedire per tutto quello che mi hai donato con il tuo esempio e la tua vita sacerdotale. Quante persone, in questi giorni mi hanno chiesto di te e mi hanno confidato la gioia di tanti cammini fatti assieme a te, quanti bei ricordi preziosi hai lasciato nel cuore di molti, era impossibile non volerti bene, anche se qualche volta ti mostravi un po’ burbero ma penso che era a volte un sintomo di timidezza e a volte un modo di scherzare.

Un sacerdote in più di 50 anni di ministero lascia dietro di sé e nel cuore di un’infinità di persone una scia di santità e oggi questa è la lettera con la quale ti presenti davanti al Signore. La scelta di fare della propria vita un dono per il Signore, ti ha portato ad essere sempre disponibile alla sua volontà manifestata nella Chiesa, madre ma a volte anche Matrona… Il tuo ministero a Meda, alla Fom, negli uffici di curia, alla Lourdes… sempre vissuti come un servizio. Ma non dobbiamo dimenticare che sei stato il coordinatore e fondatore della prima esperienza di unità pastorale e in questi ultimi tempi come parroco emerito della Lourdes e residente alla Trinità, hai reso possibile questa nuova esperienza di unione di fatto tra le nostre due parrocchie, possiamo dire che tu sei il perno, e anche oggi questa celebrazione diventa un’occasione per conoscersi di più e continuare questo cammino dallo stile sinodale che nasce dalla base e che apre a un futuro. È la parabola del seme che muore ma porta frutto. Ti ho considerato sempre amico, fratello, a volte maggiore, a volte minore, tu te ne intendi di fratelli, io ne ho avuto solo uno…. Degno di ammirazione e obbedienza ma anche bisognoso di protezione e sicurezza. Come comunità ti abbiamo accolto con tanto e tanto amore, sei entrato a far parte della famiglia di famiglie che è la nostra parrocchia, ti abbiamo sentito subito come uno di noi, e tu ti sei sentito bene, uno di casa. Ti abbiamo ascoltato e seguito, belle le tue prediche sempre preparate con cura e rispetto dei fedeli, ma ti abbiamo anche sostenuto, soprattutto in questi ultimi tempi, come un nonno, non si può abbandonare un sacerdote che ha dato la vita per la Chiesa, era nostro dovere d’amore e di riconoscenza A nome tuo voglio ringraziare tutta la nostra comunità che ti è stata sempre vicina, un nome solo basta, quello di suor Adelina che come suora dell’ordine delle curatrici di San Luca, ti ha accompagnato sempre, giorno e notte in questi ultimi anni. È vero, qualche volta la sua esuberanza ti infastidiva un po’, ma era segno di un amore grande…. E poi, bisogna comprenderla, siamo o non siamo la chiesa dalle genti? In fondo tu eri già abituato ad avere al tuo fianco una suora forse un po’ più Modestina ma pur sempre grintosa…. Vorrei aggiungere ancora tante cose, ma allora quando ci ritroveremo cosa ti dirò. Ti chiedo però, con tutto il cuore, dal cielo “benedicimi” e benedici tutti coloro che hai incontrato e in particolare queste nostre due comunità che, come Timoteo e Tito, stanno iniziando un cammino inedito per rendere presente il Vangelo lasciandosi guidare dallo Spirito Santo.

Don Mario