Un appuntamento fin dall’ eternità

Come è successo a Zaccheo nel Vangelo di ieri, oggi può capitare anche a te.Stai attento quindi prima di andare avanti a leggere o a pregare, perché adesso è l’“oggi” di Dio, anche ora si ripete quanto è successo duemila anni fa e quanto succede ogni volta che, avendo il desiderio di vedere chi è Gesù, saliamo su un sicomoro…

Sì, perché anche se ti trovi sulla panca, il fatto stesso di essere arrivato fin qui per l’adorazione vuol dire che hai nel cuore il desiderio di vedere Gesù e ti sei dato da fare per realizzare questo desiderio.

Allora ecco che se tu ci sei, sicuramente Lui non manca all’appuntamento e, “passando di qui”, come quel giorno, si ferma e ti guarda.

Lasciati sconvolgere da quello sguardo amoroso di Gesù, senti i suoi occhi su di te… guardaLo negli occhi, allora Lui parlerà al tuo cuore…

La prima parola che pronuncia è il tuo nome perché Lui ti conosce, Lui sa tutto di te, i tuoi problemi, le tue ansie, le gioie e i sogni….

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Penultima dopo Epifania C SEGUIMI

Gesù passando, vide un uomo di nome Matteo e disse…Anche oggi Gesù vede te, e ti dice una parola. È la stessa Parola che ha creato il mondo, è la  stessa parola che ha creato il primo uomo, la prima donna.  Questa parola che un giorno è stata rivolta a Matteo, una Parola ricca di amore, una Parola che dona speranza, una Parola che accoglie così come sei, una Parola che indica un cammino, una Parola che dà vita… Oggi  Gesù la rivolge a te: “Seguimi”,
impara da me, vienimi dietro. A quella Parola, Matteo si alzò (voce del
verbo risorgere) e lo seguì.  Ora sta a te rispondere a quell’invito, lascia il
tuo banco delle imposte che ti tiene prigioniero delle cose di questo mondo, e
mettiti al suo seguito. Fissa il tuo sguardo nel suo così pieno di amore (domenica scorsa è stata la festa della Divina Clemenza) e lasciati guidare da Lui.  Come Matteo, conducilo nella tua casa e fai  festa con tutti. Il banchetto di Gesù con i pubblicani e i farisei ci ricorda la mensa eucaristica dove Gesù si siede con noi e ci dona il suo Amore.  È singolare accorgersi che a questa mensa, dove Gesù sta seduto, accorrono “molti pubblicani e
peccatori”. La comunità cristiana, la Chiesa, non è infatti composta di puri, ma da tutti coloro che, pur sentendosi profondamente indegni – a partire da Pietro stesso che dirà a Gesù: “Signore, allontanati da me perché sono un peccatore” (Lc 5,8) sino al centurione: “non mi sono neppure
ritenuto degno di venire da te” (Lc 7,7) –, tuttavia si sentono coinvolti proprio da Lui, sino ad essere i Suoi commensali.
Per quanto la comunità dei discepoli sia composta da peccatori riconosciuti, che sanno riconoscersi tali, tuttavia, nella stessa casa – forse neppure seduti alla stessa mensa – stanno anche i giusti farisei,
o propriamente coloro che tali si ritengono. Non hanno direttamente il coraggio di rivolgersi a Gesù, forse sin troppo impegnato con i peccatori. La commensalità di Dio con gli empi ha sempre costituito un problema per i benpensanti.  Ma a partire da Gesù questo falso principio viene

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VI dopo epifania C Maggioranza o minoranza?


Nel Vangelo di ieri abbiamo ascoltato la vicenda di un gruppo di dieci lebbrosi che vanno incontro a Gesù e fermandosi a distanza gli chiedono di aver pietà, di guarirli, di togliere il loro dolore, la loro sofferenza, di farli ritornare in comunità (erano esclusi per la loro malattia!).Anche tu oggi sei venuto qui per incontrare Gesù, non sei solo, sei qui insieme ad altri … per chiedere….? Cosa?
Tranquillo, anche nei tuoi confronti, Gesù, appena ti vede, ti ascolta, si commuove e come ai lebbrosi, ti dà un ordine, “vai dal sacerdote”, (magari per
confessarti), vuole che tu sia guarito e possa
rientrare pienamente in comunione. Potremmo chiudere qui il nostro incontro, abbiamo ottenuto quello che volevamo. Ma Gesù non è un distributore automatico di miracoli! La pagina di Vangelo non è finita ma ci
può aiutare ad approfondire la nostra preghiera di
oggi: ci dice che tutti se ne vanno, vengono guariti ma uno solo torna e si avvicina a Gesù, si mette ai suoi piedi, riconosce che tutto ciò che ha avuto è un dono gratuito e allora ringrazia e così non solo è guarito ma salvato per la sua fede.

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IN QUESTO ISTANTE!V dopo Epifania C1

 

Come il Centurione del Vangelo di ieri anche noi oggi ci siamo incamminati per incontrare Gesù.

Ora siamo davanti a Lui, presente nell’Eucarestia, siamo venuti fin qui perché ci fidiamo della sua Parola che è fonte della vita.

Con una Parola infatti ha detto al centurione che il suo servo era guarito.

Dubbi, domande, stanchezze, richieste, speranze che anche a noi in ogni momento sorgono e si accavallano nella nostra mente, e allora, qui, di fronte a Lui apriamo il nostro cuore.

Ma ci crediamo sul serio che la Parola di Gesù è potente?

Anche a noi oggi Gesù dice come quel giorno: “Và, avvenga per te come hai creduto!”

Forse noi vorremmo prima vedere e poi credere ma la logica della fede è proprio inversa.

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Festa della Famiglia Ambr. C5 SOGNA UN PO’ ANCHE TU

SOGNA UN PO’ ANCHE TU


A volte è difficile riconoscere la presenza del Signore nascosta in quel piccolo e fragile pezzetto di pane, ma non capita solo a noi, credo sia capitato qualche volta anche a due personaggi un po’più santi di noi, Maria e Giuseppe.
Anche per loro non deve essere stato facile riconoscere nel bambino Gesù, il Figlio di Dio, il Signore del cielo e della terra anche se tanti prodigi hanno accompagnato la sua attesa, la sua nascita e il suo crescere in età, sapienza e grazia davanti ai loro occhi ogni giorno.
Eppure, tutta la loro avventura d’amore, dal fidanzamento in poi e ancor prima, fin dalla loro nascita, era dentro in un progetto d’amore del Padre. Un sogno più grande di loro, un progetto
incredibile che lascia con il fiato sospeso (“l’anima mia magnifica il Signore”), e che riguarda tutta la storia del mondo, un progetto costruito insieme tra Dio, Maria e Giuseppe con Gesù.

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BASTA UN SMS? O BASTA SMS!

BASTA UN SMS? O BASTA SMS!

Anche oggi abbiamo risposto alla chiamata di Gesù e siamo qui intorno a Lui che si presenta a noi sotto le specie del Pane Eucaristico, proprio quel pane che un giorno moltiplicò per i quattromila affamati nel deserto.

Come i discepoli ci ha “chiamati a sé” per aprire il suo cuore, per comunicarci quello che prova dal più profondo del suo essere: anche oggi come allora Gesù “sente compassione per la folla”.

Pensavi di essere venuto qui per parlargli, per chiedergli qualcosa; invece, è Lui che ti ha chiamato perché vuole dirti che il suo cuore soffre, “patisce” per tutti i bisogni, la sofferenza e la fame che vede nel mondo.

Lui vive tutto ciò “con passione” cioè coinvolgendo tutto il suo cuore e le sue forze e nello stesso tempo soffrendo al fianco di chi soffre.

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II Dom . Dopo Epifania OFFRI DA BERE !

Se ci guardiamo intorno, vediamo che purtroppo sono tante le famiglie che “non hanno più vino” proprio come è successo alla festa di nozze a Cana raccontata nel Vangelo di ieri. Non avere più vino vuol dire non avere più la gioia dello stare insieme e sono tanti i motivi per cui questa gioia viene a mancare in qualche famiglia, il lavoro troppo stressante che non lascia spazio a rapporti più sereni e umani: i litigi che nascono a volte anche a causa del comportamento dei figli o dei genitori o suoceri, ma anche tante cause esterne alla famiglia: il parere della gente che
troppe volte condiziona, le amicizie invidiose e pericolose, il dolore, le malattie e anche questa pandemia che ha scombinato tutti i rapporti. Se però volgiamo guardare bene è perché ciascuno, invece di donarsi cerca solo di avere e di usare gli altri solo per sé senza rispetto e di mettere l’io davanti al tu.
Ora qui davanti a Gesù presente nell’Eucarestia, prendiamoci a cuore tutto il dolore e la sofferenza che c’è quando una famiglia perde la gioia e l’amore, preghiamo innanzitutto per la nostra famiglia… e poi per tutte quelle della nostra comunità e del mondo intero e diciamo con Maria, la mamma di Gesù, “Non hanno vino!”.

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Batti un cinque con il Padre

 

“Mentre …Gesù, ricevuto anche Lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di Lui lo Spirito Santo….”

Oggi, come quel giorno Gesù, anche tu sei venuto qui, proprio a motivo del tuo Battesimo, per “stare in preghiera”.

Come Gesù fermati un po’ a pregare, a riflettere su questo dono per farlo entrare nella tua vita, per farlo diventare tuo.

È bello sapere che quando ci fermiamo a pregare, abbiamo la possibilità di far “aprire il cielo”.

Se ci pensi bene, ogni volta che noi ci mettiamo in preghiera, per metterci come figli di fronte al Padre, inizia un dialogo meraviglioso, proprio come abbiamo sentito nel Vangelo di Luca: “il cielo si apre”, discende lo Spirito e il Padre parla con il Figlio.

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La Favola di Natale 2021 Hey Gesù !

Si chiamava Pietro ma era un nome troppo di Chiesa per lui che non era quasi mai andato a Messa prima della Cresima e … figuratevi dopo, e così si faceva chiamare Piter, tanto il codice fiscale era uguale. Faceva la terza media, gli piaceva viaggiare sui social, costruire mondi fantastici e sterminare nemici virtuali. Studiare, invece, un po’ meno, anzi molto, molto meno, ma soprattutto gli piaceva tanto una sua compagna di classe, Maria, nome troppo di Chiesa anche quello e che lui aveva sostituito con un più confidenziale Trudy. Ma veniamo alla nostra storia. Un giorno, la Trudy, all’uscita dell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, un po’ imbarazzata gli disse: “Vuoi venire al mio debutto in Chiesa? Devo fare Maria nel presepe vivente e quindi, come Madonna, devo cantare per la prima volta da solista!” Un po’ perplesso per la scelta della location (la Chiesa) per questa prima della sua Trudy, non potè tirarsi indietro, si trattava forse di una specie di Talent show dove la sua amica avrebbe cantato come Madonna e chissà, sarebbe stato il primo di una lunga serie di successi che l’avrebbero resa famosa, avrebbe fatto tournè in tutto il mondo e lui, il Piter, sempre al suo fianco.

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La domanda di oggi, che regalo fare?

LA DOMANDA DI OGGI, CHE REGALO FARE?

Guardati attorno e ti accorgerai che sembra di essere dentro al presepe, tutti guardano verso Gesù, che, come nella capanna, è sulla “mangiatoia”, nell’Eucaristia, si dona come nostro cibo.

Sei venuto qui per stare con Lui, per ricevere luce e forza per vivere bene questa settimana e prepararti alla celebrazione del Natale. Ma è proprio vero?

Se per noi Gesù è importante, se lo consideriamo davvero un amico, allora non ci può essere posto per le invidie, le gelosie, i confronti, le lotte, le divisioni, la superbia che troppe volte abitano nel cuore dei cristiani.
Giovanni Battista ci ricorda che tutta la nostra vita, le cose belle che facciamo hanno senso solo se sono fatte per Gesù e non per metterci in mostra o per farci dire bravo.

Lui deve aumentare e noi dobbiamo diminuire, dobbiamo essere trasparenti e traspiranti per far vedere e comunicare Gesù ai nostri fratelli.
Senza di te, del tuo impegno e della tua testimonianza, Gesù non può raggiungere nessuno… stiamo attenti però perché non dobbiamo annunciare noi stessi, usando pure tutte le doti e gli strumenti che il Signore ci ha dato per metterle al suo servizio.

Dobbiamo avere lo stile di Giovanni Battista e prendere l’esempio da lui che, per battezzare si era spostato sull’altra riva del Giordano perché “là c’era molta acqua!”. Anche noi tante volte come nel caso della nostra parrocchia utilizziamo “molta acqua”, pensiamo a tutte le attività, i gruppi, il catechismo, le strutture… ma non dobbiamo mai dimenticare che sono solo mezzi, strumenti, importanti solo se servono per far conoscere Gesù, proprio come ci insegna Giovanni Battista: “Egli deve crescere, io invece diminuire”.

Programma allora una cura “dimagrante” per la tua vita, troppe volte siamo pieni di noi stessi e poco di Lui…
Cura dimagrante non vuol dire digiunare (magari qualche volta sarebbe utile!) ma soprattutto vuol dire dare al cibo il giusto peso. Così per noi non vuol dire smettere ogni attività o impegno ma ricordarci sempre del perché facciamo tante cose e ogni tanto almeno è bene richiamarcelo alla mente.

Rivedi allora i tuoi impegni sotto questo sguardo: faccio tante cose solo per il piacere di farle o per mettermi in mostra o ne potrei fare di meno o anche di più ma con lo spirito di Giovanni Battista o dell’amico dello sposo che è contento solo se lo Sposo è contento e fa tutto per la sua felicità.
Non dobbiamo essere invidiosi se qualcun altro fa del bene, o pretendere che gli altri ci seguano, noi dobbiamo soltanto metterci nelle mani del Signore.

Se ci pensi bene, se oggi sei qui davanti a Gesù è perché qualcuno ti ha condotto qui dandoti questa opportunità, indicandoti la Sposo.
Quale dono più bello possiamo fare a chi amiamo se non quello di fargli conoscere Gesù… l’hai messo questo dono nella lista di quelli che devi fare per Natale?

Don Mario

 

Dammi un segno

III Avv. C Amb.5

“Sei proprio tu o dobbiamo aspettarne un altro?”
Ecco il dubbio di Giovanni Battista.
In prigione per amore della verità e per fedeltà alla
sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente
vicino il giorno della sua morte e vuole essere certo di
aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per
niente, di essersi comportato secondo la volontà di
Dio.
Lui, così deciso ha un momento di crisi, di dubbio!
Non c’è da stupirsi, è una caratteristica di ogni uomo e
soprattutto del credente quello di farsi delle domande,
di voler approfondire sempre di più i motivi del suo
credere. Credere non è avere certezze ma fidarsi di
Qualcuno.
Cosa fa allora Giovanni?
Manda dei messaggeri per chiedere a Gesù di aiutarlo
a risolvere i suoi dubbi.
Non dobbiamo spaventarci se a volte andiamo in crisi
e non riusciamo a capire il senso di quello che stiamo
vivendo, il perché di quello che facciamo, il
fondamento della nostra fede, se ci domandiamo qual
è la nostra vocazione, se stiamo camminando nella
giusta direzione,,,
Anche tu oggi sei qui davanti a Gesù per chiedere di confermare la tua fede in Lui, e, se sei attento, Gesù ti aiuta a scoprire i segni della sua presenza di salvezza intorno a te.
Questo momento di adorazione, una volta la settimana è allora un momento importante di silenzio, di ascolto, di riflessione, di ricerca e di approfondimento del tuo rapporto di amicizia con Gesù per vedere tutte le cose con il suo sguardo.
La sua presenza nell’Eucaristia, nel silenzio del tuo cuore, negli amici che pregano con te, nella vita della nostra comunità, nel tuo impegno a favore dei fratelli… sono segni concreti che Gesù ti offre per confermare la tua fede in Lui, per capire che solo vivendo come Lui e con Lui potremo avere la gioia piena.
Non aver paura allora, mettiti nelle sue mani e impara da Giovanni, qui, oggi, sotto lo sguardo pieno di amore di Gesù Eucarestia. Se guardi bene attorno, scoprirai che nel mondo non c’è solo il male, ma ci sono anche i segni del regno di Dio che avanza, il bene che viene seminato ogni giorno nei confronti di chi ha bisogno da tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che come Gesù si fanno prossimo a chi soffre… il lavoro onesto di tanti, la vicinanza a chi soffre, a chi è solo… chiedi allora a Gesù non solo che aumenti la tua fede ma anche le tue opere, così da realizzare il grande sogno di Dio su di te e diventare anche tu testimone con la vita e segno vivente dell’amore di Dio che già opera tra noi.

III Avv. C Amb.5

don Mario