E tu… da che parte stai?

“Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto… c’era anche una scritta… uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava… l’altro invece lo rimproverava …”

E Lui, con le braccia allargate come in un grande abbraccio d’amore, appeso alla croce, pronunciava solo parole di perdono, di amore, di dono, di accoglienza. Prometteva il Paradiso al ladrone pentito, donava sua Madre a noi e noi a sua Madre, effondeva il suo sangue per la nostra salvezza, pensava solo a salvarci e si abbandonava alla volontà del Padre.

Eccoti qui anche oggi in chiesa, sei entrato, hai fatto una bella genuflessione, hai tracciato un bel segno di croce, ti sei messo un momento in ginocchio, poi ti sei seduto (qualcuno, troppo stanco, si è seduto subito…) e, ora, hai tra le mani questo foglietto.

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Ti prego, co- stringimi, Signore.

Eccomi, Signore, anche oggi ho risposto al tuo invito e sono qui per condividere la tua gioia, per fare festa con te. Forse tante volte come gli invitati della parabola, anch’io trovo delle scuse per rifiutare i tuoi inviti, mi lascio prendere più dalle cose che dalla forza del tuo amore per me.

“Costringili ad entrare”.

È il desiderio di Dio che vuole a tutti i costi i nostri cuori per lui per condividere con noi la gioia Dio allunga la mano: sta a noi lasciarci attrarre. Facciamo nostra questa bella preghiera medievale: “Poiché senza di te nessuno arriva a te, dammi la mano; se non tendo la mia verso la tua, afferrami i capelli, tirami verso te quasi per forza. Voglio venire incontro a te, e non so perché non faccio quello che vorrei” (Ausiàs March).

Forse dovresti “costringermi” un po’ di più ad accogliere i tuoi inviti che in ogni momento mi fai arrivare.  Quante volte ci dimentichiamo dell’amore di Dio!

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Prego si accomodi ( 2018 )

Ieri, festa della nostra parrocchia è stata proprio una bella festa con al centro la celebrazione della Messa di prima Comunione e il Battesimo di alcuni ragazzi. Ci siamo un po’ tutti commossi, da me, ai nostri ragazzi, alle catechiste che li hanno preparati in questi anni, ai genitori, padrini, madrine, a chi c’era in Chiesa, a chi seguiva con la radio parrocchiale, ai parenti e frequentatori del nostro sito che hanno partecipato a migliaia di kilometri di distanza via internet.

Forse qualcuno ha anche versato qualche lacrima ma ora in questo momento di silenzio e di adorazione, è bene fermarsi un po’ davanti al Signore e verificare fino a che punto ci siamo lasciati com-muovere.

Non basta vivere un momento magari intenso di spiritualità, dobbiamo da questi momenti forti ricavare la forza di andare avanti poi giorno per giorno.

Il mistero della Trinità ci indica un cammino, un impegno, quello di vivere con uno stile trinitario, cioè a immagine di Dio guidati dalla forza del suo Amore.

Sì perché il mistero della Trinità è un mistero di amore.

L’essenza di Dio è questo amore: il Padre e il Figlio che si amano a tal punto che il loro reciproco amore è una terza persona: lo Spirito Santo.

È il mistero più alto della nostra fede.

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Scusa hai da accendermi?

Con la Festa di Pentecoste abbiamo concluso il tempo di Pasqua ed ora iniziamo questo nuovo tempo liturgico dominato dal colore rosso, come il fuoco dello Spirito.

Dopo la Pentecoste, iniziamo un tempo di responsabilità, il cero pasquale, segno della luce di Gesù risorto presente in mezzo a noi, non c’è più sull’altare. Ora noi siamo chiamati a rendere presente l’amore di Gesù in mezzo ai fratelli, una responsabilità grande, un compito impegnativo ma non dobbiamo temere, il Signore ci accompagna con il dono del suo Spirito, questa forza misteriosa e vitale che ieri ha donato a tutti noi.

Mentre negli Atti degli apostoli riuniti in preghiera nel cenacolo, sarà soffio di vento impetuoso, lingue di fuoco, nel vangelo di Giovanni di ieri, lo Spirito è il misterioso Paràclito, il Consolatore, colui che ci asciuga le lacrime, ci fa vedere bene tutte le cose (attraverso le lacrime si vede male), ci coccola, ci sostiene, ci fa tornare il sorriso.

Medita in questo momento queste belle parole di una predica di Pentecoste di Efrem Siro

“Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.

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Il tagliando e il tredicesimo ( 2018 )

Quando portiamo la macchina a fare il tagliando, mettiamo una serie di crocette sulle cose che vanno esaminate ed eventualmente revisionate o riparate perché la macchina possa continuare a fare il suo servizio.

Oggi ti propongo di fare anche tu un tagliando della tua vita cristiana di fronte al Signore e soprattutto su come la stai conducendo esaminando le caratteristiche più importanti.

Aiutati dalla Parola di Dio di ieri, possiamo cominciare ad esaminare alcuni punti della nostra vita.

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Siamo in sala d’ attesa ? ( 2018 )

Siamo in sala d’aspetto?

Stiamo ormai per finire questo tempo pasquale e siamo in attesa di tante grazie dal Signore.

La Cresima dei nostri ragazzi di domenica prossima, che porterà a tutta la comunità infiniti doni, la celebrazione della solennità della Pentecoste, la Messa di prima comunione proprio nel giorno della festa della Trinità, la processione Mariana…. sono momenti forti per tutti noi.

Il Vangelo di ieri già ci invitava a preparaci perché il Signore non ci lascia soli, ci dona il Paraclito, lo Spirito consolatore, che ci protegge, ci difende, ci aiuta a leggere tutta la nostra vita con gli occhi di Dio e affrontare con serenità la lotta quotidiana.

In questo tempo di silenzio e di preghiera, chiediamo al Signore di allargare il nostro cuore, di togliere tutto quanto è di ostacolo alla sua venuta.

Apriti al dono dello Spirito che dentro di te “grida Abba, Padre”.

Ricordiamo tutti i nostri ragazzi che tra poco riceveranno la Cresima e la Comunione, e anche quelli che hanno chiesto il Battesimo perché le loro famiglie aiutate dalla nostra testimonianza, li accompagnino seriamente nel cammino di fede.

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Facciamo il punto ( 2018 )

È proprio una bella cosa fermarsi almeno una volta la settimana con un po’ di calma davanti al Signore, guidati dalla Parola della domenica per fare il punto del nostro cammino spirituale.

Molte volte infatti ci lasciamo prendere dalle cose che ci capitano e facciamo delle scelte che, a prima vista, ci sembrano giuste perché ci dimentichiamo di quello Gesù nel Vangelo di ieri ci ha ricordato e cioè che l’importante nella vita è compiere l’Opera per la quale il Padre ci ha creati e cioè fare la sua volontà, camminare nelle sue vie.

Non sempre però riusciamo a capire qual è la sua volontà e molte volte facciamo coincidere la nostra volontà con la sua.

Di questo parlava anche Stefano nella sua predica riportata dagli Atti degli Apostoli e cioè del fatto che troppe volte il popolo di Israele, i suoi capi (ma anche noi, nuovo popolo di Israele), non hanno capito qual era la volontà del Signore e hanno spento lo Spirito che invece portava vita, luce e novità.

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Eutico ti aspetta ( 2018 )

Anche oggi abbiamo ascoltato la voce del Buon Pastore che ci ha chiamati e come pecorelle siamo qui perché ci fidiamo di Lui, perché sappiamo che Lui ci ama.

Oggi il Buon Pastore vuole condividere con noi un suo desiderio: quello di poter essere vicino a tutte le pecore che sono disperse e che hanno bisogno di un pastore che le guidi.

C’è tanto bisogno di sacerdoti che come il Buon Pastore si dedichino totalmente al servizio del gregge, con l’odore delle pecore…. E ci sono, basta guardarsi attorno e non solo leggere i giornali o la TV. Il Papa in questi anni ha compiuto un pellegrinaggio continuo sulle orme di tanti preti santi, don Mazzolari, don Milani, don Zeno, don Puglisi, don Tonino Bello…. È indispensabile il servizio del prete in una comunità! Come sarebbe bello che anche nella nostra parrocchia ci fosse ancora un prete giovane solo per l’oratorio ma purtroppo non è possibile perché ci sono nella nostra diocesi persino numerose parrocchie senza parroco, come sarebbe bello che la nostra comunità fosse così matura e santa da poter esprimere qualche vocazione, qualche giovane che possa innamorarsi di Gesù e della sua Chiesa e si metta in cammino verso il dono di sé nel sacerdozio. E non è così impossibile.

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Gesù sei la più bella TV ( 2018 )

“Chi ha visto me ha visto il Padre”.

Abbiamo ascoltato ieri nel Vangelo questa affermazione di Gesù e oggi siamo qui, Lo vediamo e quindi in Lui vediamo il Padre.

Forse non ci siamo mai soffermati troppo a riflettere su questa affermazione di Gesù.

Gesù ci ricorda anche che Lui è “la Via, la Verità e la Vita”. Lasciamoci allora guidare da queste parole:

Lui è la Via.

Solo attraverso di Lui noi possiamo arrivare al Padre, non c’è altra via. È lui che ci mette in comunicazione con il Padre, solo imitando Lui, facendo come Lui, passando attraverso di Lui possiamo arrivare a Dio. Non c’è altro modo per arrivare al Padre! Capita molte volte che alcune persone che vivono onestamente e generosamente la loro vita, pur senza accorgersene, percorrono la stessa via, cioè Gesù e quindi anche loro potranno arrivare alla Casa del Padre dove ci sono tante dimore.

E tu, invece, che sei qui perché credi in Gesù e lo conosci, a maggior ragione ricordati di non deviare dalla Via, segui i suoi passi, assomiglia a Lui, perché solo Lui ti può condurre al Padre.

Verifica in questo momento su quale strada ti trovi, da dove parte e dove conduce…

Lui è la Verità.

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Morivo con te sulla croce, oggi con te rivivo. ( 2018 )

Anche oggi il tuo amico Gesù ti ha chiamato e tu hai risposto e sei venuto qui per stare un po’ con Lui.

Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare ‘oltre’ la morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il Vangelo, che Gesù risorto ci vuole donare.

Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Del resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità appassionata del Suo pianto, davanti alla tomba.

Come Lazzaro allora anche noi lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore.

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Lampada ai miei passi è la tua Parola (anno 2018)

La Parola di Dio di ieri ci ha ricordato che il giorno del nostro Battesimo ci è stata donata la fede che con la sua luce illumina il nostro cammino e ci fa vedere le cose con gli occhi di Dio.

Questa fede, simboleggiata dalla candela accesa che viene data durante il Battesimo, è dentro di noi come un fuoco acceso, che rischiara e riscalda la nostra vita, è la fede che ci fa capire il vero senso delle cose, il perché del dolore, dell’amore, della vita e della morte, dell’amicizia e della gioia, del lavoro e della scuola, solo chi ha fede riesce a vedere le cose come stanno veramente…

Questa luce, come ci ricorda l’episodio del cieco, nasce dalla bocca di Gesù, dalla sua Parola. Ecco che nel nostro cammino di riflessione sulla preghiera oggi non possiamo non ricordare l’importanza della Parola e della lettura e meditazione della Bibbia.

Quando si perde la fede o non la si usa per leggere la nostra vita e rispondere a tutte le domande che ci si presentano, si è come il cieco nato del vangelo, si cammina al buio, si è sempre in pericolo, non si conosce la realtà che ci circonda, non si vede la meta da raggiungere… ogni cosa diventa misteriosa e nello stesso tempo fonte di paura e di pericolo… solo la Sua Parola ci dà luce e forza.

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Figli di un vitello? No grazie! Anno 201

Ricordando la prima lettura di ieri che raccontava quanto è successo al popolo di Israele nel deserto con la costruzione del “vitello d’oro”, anche noi, in cammino in questo deserto della vita e in particolare giunti a metà della quaresima, fermiamoci un attimo per verificare un po’ a che punto siamo per non lasciarci tentare dai nostri piccoli vitelli d’oro….

Ecco l’importanza di questo momento tranquillo e disteso di preghiera, che prolunga in noi la Grazia della messa della domenica.

Ecco l’importanza di questo dialogo con il Padre e dell’ascolto della Parola per poter conoscere la verità e per diventare liberi proprio come ci suggeriva Gesù nel Vangelo di ieri.

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I social di una volta

Un pozzo, un luogo deserto, un luogo che poco alla volta si anima perché tutti si ritrovano al pozzo.

Un social di una volta, una piazza dove tutti coloro che hanno sete si radunano quasi un flash mob….

Pensiamo ai nostri cellulari, ai messaggi, a Facebook, Istagram… sono i moderni pozzi attorno ai quali tanti si ritrovano perché hanno sete.

Di cosa? Di comunicare, di piacere….

Gesù oggi ci indica un percorso per ciascuno di noi, un percorso che conduce attraverso un social, ad un incontro personale e sempre più profondo con l’altro, per arrivare ai luoghi più interiori dell’anima.

“Dammi da bere”, così comincia il dialogo tra Gesù e la Samaritana, Gesù aveva sete, anche sulla croce Gesù, prima di morire dirà “Ho sete”!

Ma di cosa ha sete il Signore? Non certo o almeno non solo di acqua.

La sete e l’acqua sono solo un segno, una “scusa”… hanno naturalmente un significato più profondo.

Gesù ha sete di noi, delle nostre anime, e noi, a nostra volta, abbiamo “sete” di Lui.

“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” così diceva Sant’Agostino che aveva per tanti anni cercato di soddisfare la sua sete con le cose e i piaceri di questo mondo e finalmente scopre in Gesù che a sua volta continuava a cercarlo, l’unica fonte di acqua viva

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Prega la Messa

PREGA LA MESSA

Nel nostro cammino di riscoperta della preghiera non possiamo non tenere sempre conto del momento più alto e perfetto per un cristiano qual è naturalmente la celebrazione dell’Eucaristia.

Il nostro papa Francesco continua ormai da mesi a farci riflettere nelle sue catechesi sui vari momenti celebrativi della Messa spiegandone il significato e gli atteggiamenti giusti per partecipare.

Forse troppe volte abbiamo pensato alla Messa della domenica come un obbligo da osservare, una cerimonia da seguire e magari abbiamo partecipato, ascoltato ma forse poche volte abbiamo pensato di “pregare la messa” e non di “pregare a messa”.

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Come posso usarli bene?

“Che dovrò fare per te Efraim? Che dovrò fare per te Giuda?” si domandava il Signore tramite la voce del Profeta Osea.

“Che dovrò fare per te….. (prego inserire il proprio nome….)?

Oggi il Signore lo chiede anche a te!

“Cosa devo fare ancora per te perché tu possa capire quanto ti voglio bene?”

Troppe volte pensiamo che il Signore ci trascura, non ci ascolta, non fa quello che gli chiediamo o troppe volte invece pensiamo di essere noi a fare qualcosa per Lui (una preghiera, una buona azione, persino con questo momento di adorazione corriamo il rischio di vederlo come qualcosa che facciamo per Lui… dovrebbe essere contento di noi….

Il Vangelo di ieri con l’episodio della prostituta, vuol dare, non solo a Simone, il fariseo ospitante (ma non ospitale) ma anche a ciascuno di noi una lezione di vita.

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