Dammi un segno

III Avv. C Amb.5

“Sei proprio tu o dobbiamo aspettarne un altro?”
Ecco il dubbio di Giovanni Battista.
In prigione per amore della verità e per fedeltà alla
sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente
vicino il giorno della sua morte e vuole essere certo di
aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per
niente, di essersi comportato secondo la volontà di
Dio.
Lui, così deciso ha un momento di crisi, di dubbio!
Non c’è da stupirsi, è una caratteristica di ogni uomo e
soprattutto del credente quello di farsi delle domande,
di voler approfondire sempre di più i motivi del suo
credere. Credere non è avere certezze ma fidarsi di
Qualcuno.
Cosa fa allora Giovanni?
Manda dei messaggeri per chiedere a Gesù di aiutarlo
a risolvere i suoi dubbi.
Non dobbiamo spaventarci se a volte andiamo in crisi
e non riusciamo a capire il senso di quello che stiamo
vivendo, il perché di quello che facciamo, il
fondamento della nostra fede, se ci domandiamo qual
è la nostra vocazione, se stiamo camminando nella
giusta direzione,,,
Anche tu oggi sei qui davanti a Gesù per chiedere di confermare la tua fede in Lui, e, se sei attento, Gesù ti aiuta a scoprire i segni della sua presenza di salvezza intorno a te.
Questo momento di adorazione, una volta la settimana è allora un momento importante di silenzio, di ascolto, di riflessione, di ricerca e di approfondimento del tuo rapporto di amicizia con Gesù per vedere tutte le cose con il suo sguardo.
La sua presenza nell’Eucaristia, nel silenzio del tuo cuore, negli amici che pregano con te, nella vita della nostra comunità, nel tuo impegno a favore dei fratelli… sono segni concreti che Gesù ti offre per confermare la tua fede in Lui, per capire che solo vivendo come Lui e con Lui potremo avere la gioia piena.
Non aver paura allora, mettiti nelle sue mani e impara da Giovanni, qui, oggi, sotto lo sguardo pieno di amore di Gesù Eucarestia. Se guardi bene attorno, scoprirai che nel mondo non c’è solo il male, ma ci sono anche i segni del regno di Dio che avanza, il bene che viene seminato ogni giorno nei confronti di chi ha bisogno da tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che come Gesù si fanno prossimo a chi soffre… il lavoro onesto di tanti, la vicinanza a chi soffre, a chi è solo… chiedi allora a Gesù non solo che aumenti la tua fede ma anche le tue opere, così da realizzare il grande sogno di Dio su di te e diventare anche tu testimone con la vita e segno vivente dell’amore di Dio che già opera tra noi.

III Avv. C Amb.5

don Mario

NON È’ UNA FAKE

 

Ieri abbiamo ascoltato le prime parole che san Marco scrive per raccontarci la straordinaria esperienza vissuta da Lui e da san Pietro e per la prima volta nella storia dell’umanità viene usata la parola, “Vangelo”, che voleva dire: “Bella Notizia”, per annunciare non la vittoria di un Imperatore, l’abolizione delle tasse o un black-Friday ma la venuta di Gesù! Da quel giorno con la parola Vangelo indichiamo l’annuncio della Salvezza, una notizia sconvolgente che dà gioia, fiducia e speranza a tutta l’umanità.

Questa notizia è Gesù!
Cioè il fatto che Dio in Gesù di Nazareth viene
per condividere la nostra vita, per morire per
noi, per vincere la morte e donarci la vita
eterna, è la notizia più bella del mondo ed è
ancor più bello il modo con cui Dio ci salva,
cioè diventando, Gesù, uno di noi!
Visto lo stile di Dio, puoi comprendere come oggi sia possibile anche per te, incontrare Gesù qui nell’Eucaristia.
Soprattutto in questi tempi di brutte notizie o di false notizie, abbiamo bisogno di ripetere e riascoltare questa bella notizia. In un mondo diviso da muri, lacerato da odio e divisioni, abbiamo bisogno di ricordarci che l’amore di Dio supera tutte le barriere, non ha confini!
Fermati allora un po’ con Lui, raccontagli di te, della tua vita, delle tue preoccupazioni, Lui ti ascolterà, è venuto qui proprio per te, apri il tuo cuore….
Chiedi a Lui la forza di essere sempre suo fedele discepolo anche nei momenti difficili della vita, e come Marco, senti il dovere e l’urgenza di scrivere tu con la tua vita il “quinto” vangelo “annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo” (seconda lettura).
Se anche tu come Marco saprai portare a tutti la bella notizia, il Vangelo che è Gesù, allora sarà possibile cambiare questo mondo.
Prova allora a iniziare a scrivere il tuo Vangelo, il racconto della tua esperienza con Gesù…..

Don Mario

 

 

 

Vegliate e pregate I Avv. C5

 

Stiamo muovendo i primi passi di questo nuovo anno liturgico, chissà cosa ci riserverà il Signore, quali tesori di grazia!

Noi cristiani dobbiamo guardare con gioia e con entusiasmo al futuro “alzatevi e levate il capo” ci ricordava il Vangelo di questa prima domenica, perché il futuro è nelle mani del Signore, di un dio che ci ama e che viene per liberarci da ogni male e da ogni schiavitù.

Noi come possiamo rispondere allora a questo amore? Come possiamo vivere l’attesa?

“Vegliate e pregate” ci ricorda ancora il Vangelo.

Ecco allora questo momento del lunedì è importante perché è per noi un momento di “Veglia” cioè un momento di attesa vigile, attenta a scorgere i segni del Signore che viene.

Come tutte le veglie diventa anche un momento in cui nel nostro cuore, nella nostra mente anticipiamo la venuta dell’“Atteso”. Qui con noi già è presente il Signore Gesù sotto le specie dell’Eucarestia, è già presente ma non ancora totalmente come lo sarà un giorno quando lo vedremo “faccia a faccia”, quando finalmente verrà ad incontrarci e portarci nel suo Regno.

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Un invito a cena

Ieri, festa della nostra parrocchia è stata proprio una bella festa con al centro la celebrazione della Messa di prima Comunione di alcuni ragazzi.

Ci siamo un po’ tutti commossi, forse qualcuno ha anche versato qualche lacrima ma ora in questo momento di silenzio e di adorazione, è bene fermarsi davanti al Signore e verificare fino a che punto ci siamo lasciati com-muovere. Non basta vivere un momento magari intenso di spiritualità, dobbiamo da questi momenti forti ricavare la forza di andare avanti poi giorno per giorno.

Il mistero della Trinità ci indica un cammino, un impegno, quello di vivere con uno stile trinitario, cioè a immagine di Dio guidati dalla forza del suo Amore. Sì, perché il mistero della Trinità è un mistero di amore.

L’essenza di Dio è l’amore!

È il mistero più alto della nostra fede.
La nostra intelligenza non arriva a comprenderlo, ma, illuminata dallo Spirito Santo, può intuirne la infinita grandezza che si riassume nel segno più grande e distintivo che è l’Eucaristia che hai di fronte.
Anche noi che siamo fatti a immagine di un Dio Trinità, non sentiamo che è forse l’amore il senso di tutta la nostra vita?
E il nostro cuore non ci dice forse che solo per l’Amore, per la felicità di essere amati e di amare che noi esistiamo?
L’unicità di Dio, proclamata dall’Antico Testamento e difesa dalla confusione del politeismo, non è contraddetta dalla rivelazione del mistero della Trinità del Nuovo Testamento. Anzi, questa rivelazione del Dio unico si completa e si illumina più profondamente dicendoci che questo unico Dio è un Dio di relazione, un Dio che ha come caratteristica fondamentale l’essere comunione.
Se ci fermiamo a “leggere” la famosa icona, ci accorgiamo che in primo piano c’è un posto vuoto, è il tuo, tutti siamo chiamati a sederci a tavola con la Trinità a entrare a far parte della “famiglia” di Dio. Accogliamo allora l’invito di Dio di sederci alla sua tavola, proprio come hanno fatto i nostri ragazzi della prima Comunione e diventiamo a nostra volta testimoni dell’amore trinitario di Dio vivendo la nostra vita “eucaristicamente”

Don Mario

 

 

 

La rugiada dello Spirito

Ieri la solennità di Pentecoste, ci ha ricordato la presenza misteriosa ma efficace dello Spirito Santo nella storia del mondo e nella nostra vita di ogni giorno.
Lo Spirito è come il vento, non si tocca, non si vede ma se ne vedono gli effetti.
Anche adesso, se tu sei qui è perché lo Spirito ti ha condotto qui per incontrare il Signore Gesù e per parlare con il Padre.

È Lui che ci fa riconoscere Dio come Padre, è Lui che ci fa capire il segreto delle cose, della storia di Gesù e della nostra vita.
Come posso distinguere la voce dello Spirito da tutte le altre voci che risuonano in me? È semplice, perché la caratteristica dello Spirito è l’Amore e la Comunione e perciò tutto ciò che è amore, pace, gioia, accoglienza, perdono, pazienza, amicizia, giustizia, rispetto, dono di sé, gratuità … viene da Lui e quindi sono sicuro che sarà per il mio bene e per il bene di tutti. I doni dello Spirito non ci vengono dati per farci belli o per goderceli, ma per metterli a disposizione di tutti, per costruire una comunità, in cui regna l’amore, proprio come una famiglia.

Lasciati allora sommergere dallo Spirito, allarga il tuo cuore, il tuo sguardo, le tue braccia per accoglierlo in abbondanza perché lo Spirito ha bisogno di te per produrre i suoi effetti benefici e vitali, se tu non lo accogli, non può dare frutto.

Nella nuova traduzione della preghiera di consacrazione si pronunciano le seguenti parole: “Ti preghiamo, santifica questo doni con la RUGIADA del tuo Spirito”

Lo Spirito Santo non solo è paragonabile al vento che soffia e gonfia le vele della tua barca e ti conduce verso il Padre, ma lo Spirito si può paragonarlo anche alla rugiada che bagna il prato e che fa spuntare tanti e diversi fiori dai mille colori.
Così vale per noi, per la nostra comunità: lo Spirito che ci viene donato in abbondanza, suscita diversi doni proprio come i fiori in un prato, proprio come è capitato ai nostri ragazzi che domenica hanno ricevuto la Cresima ma anche a ciascuno di noi se ci apriamo alla sua Grazia.

Ricordali nella preghiera!
Apri allora il tuo cuore al Signore e chiedi che ti dia la docilità nell’accoglierlo così che la tua vita possa diventare meravigliosa e assieme a tutti i fratelli possa allietare il campo della Chiesa e del mondo.

Don Mario P.S.: Se hai bisogno di una …innaffiata o potata…. In fondo alla chiesa un prete lo trovi.

 

Ogni tanto un tagliando ci vuole

Quando portiamo la macchina a fare il tagliando, mettiamo una serie di crocette sulle esaminate revisionate o riparate perché la macchina possa continuare a fare il suo servizio.Oggi ti propongo di fare anche tu un tagliando della tua vita cristiana di fronte al Signore e soprattutto su comela stai conducendo esaminando le caratteristiche più importanti Aiutati dalla Parola di Dio di ieri, possiamo cominciare ad esaminare alcuni punti della nostra vita. Innazitutto San Paolo a Timoteo ci ricorda “come comportarsi nella casa di Dio” e cioè vivendo il “mistero della vera religiosità” e cioè l’incarnazione di Cristo, quindi tutta la sua umanità e la condivisione della nostra umanità (troppe volte il nostro essere cristiani è staccato dalla realtà, dall’umanità…), la sua docilità allo Spirito (che posto occupa nelle nostre scelte la voce dello Spirito?), il suo essere visto dagli angeli e cioè il suo rapporto con gli angeli messaggeri del Padre (e noi come la mettiamo con il nostro angelo custode?), annunciato alle genti (l’importanza della missionarietà…), creduto nel mondo (che influenza ha il nostro essere cristiani sulla vita del mondo?) ed elevato nella gloria (il premio finale, tengo conto del mio futuro che deve essere nella gloria del Padre?). Questi sono alcuni spunti, alcune crocette da fare sul nostro tagliando, ma una caratteristica importante ce la suggerisce la lettura degli Atti e il Vangelo che insistono sull’unità dei cristiani, della Chiesa che, visto il tradimento e l’abbandono di Giuda, ha bisogno di reintegrarsi, devono essere per forza dodici! Siamo stati chiamati per essere una cosa sola. Proprio come la macchina che se anche avesse ogni sua parte in ottimo stato ma è a pezzi, non sta insieme, non serve a nulla! Così anche noi, verifichiamoci sui punti che abbiamo elencato più sopra ma soprattutto lavoriamo molto sull’unità e l’amore fraterno, questo è l’elemento essenziale per poter partire e andare avanti. Se manca qualcuno… mancano tutti e se non c’è più per sua libera scelta bisogna reintegrarlo, proprio come fanno i discepoli eleggendo Mattia.

Oggi anche tu, che hai percorso tutto il cammino al seguito diGesù, sei chiamato ad essere come Mattia, il tredicesimo apostolo, a mettere la tua vita in gioco con quella dei fratelli per costituire il corpo di Gesù. la presenza di Gesù nel mondo. Mi raccomando, ricordati di pregare per i ragazzi che riceveranno la Cresima.

don Mario
P.S.: se hai bisogno un … meccanico dello Spirito, mi trovi in fondo alla chiesa.