Eutico ti aspetta ( 2018 )

Anche oggi abbiamo ascoltato la voce del Buon Pastore che ci ha chiamati e come pecorelle siamo qui perché ci fidiamo di Lui, perché sappiamo che Lui ci ama.

Oggi il Buon Pastore vuole condividere con noi un suo desiderio: quello di poter essere vicino a tutte le pecore che sono disperse e che hanno bisogno di un pastore che le guidi.

C’è tanto bisogno di sacerdoti che come il Buon Pastore si dedichino totalmente al servizio del gregge, con l’odore delle pecore…. E ci sono, basta guardarsi attorno e non solo leggere i giornali o la TV. Il Papa in questi anni ha compiuto un pellegrinaggio continuo sulle orme di tanti preti santi, don Mazzolari, don Milani, don Zeno, don Puglisi, don Tonino Bello…. È indispensabile il servizio del prete in una comunità! Come sarebbe bello che anche nella nostra parrocchia ci fosse ancora un prete giovane solo per l’oratorio ma purtroppo non è possibile perché ci sono nella nostra diocesi persino numerose parrocchie senza parroco, come sarebbe bello che la nostra comunità fosse così matura e santa da poter esprimere qualche vocazione, qualche giovane che possa innamorarsi di Gesù e della sua Chiesa e si metta in cammino verso il dono di sé nel sacerdozio. E non è così impossibile.

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Gesù sei la più bella TV ( 2018 )

“Chi ha visto me ha visto il Padre”.

Abbiamo ascoltato ieri nel Vangelo questa affermazione di Gesù e oggi siamo qui, Lo vediamo e quindi in Lui vediamo il Padre.

Forse non ci siamo mai soffermati troppo a riflettere su questa affermazione di Gesù.

Gesù ci ricorda anche che Lui è “la Via, la Verità e la Vita”. Lasciamoci allora guidare da queste parole:

Lui è la Via.

Solo attraverso di Lui noi possiamo arrivare al Padre, non c’è altra via. È lui che ci mette in comunicazione con il Padre, solo imitando Lui, facendo come Lui, passando attraverso di Lui possiamo arrivare a Dio. Non c’è altro modo per arrivare al Padre! Capita molte volte che alcune persone che vivono onestamente e generosamente la loro vita, pur senza accorgersene, percorrono la stessa via, cioè Gesù e quindi anche loro potranno arrivare alla Casa del Padre dove ci sono tante dimore.

E tu, invece, che sei qui perché credi in Gesù e lo conosci, a maggior ragione ricordati di non deviare dalla Via, segui i suoi passi, assomiglia a Lui, perché solo Lui ti può condurre al Padre.

Verifica in questo momento su quale strada ti trovi, da dove parte e dove conduce…

Lui è la Verità.

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Morivo con te sulla croce, oggi con te rivivo. ( 2018 )

Anche oggi il tuo amico Gesù ti ha chiamato e tu hai risposto e sei venuto qui per stare un po’ con Lui.

Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare ‘oltre’ la morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il Vangelo, che Gesù risorto ci vuole donare.

Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Del resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità appassionata del Suo pianto, davanti alla tomba.

Come Lazzaro allora anche noi lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore.

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Lampada ai miei passi è la tua Parola (anno 2018)

La Parola di Dio di ieri ci ha ricordato che il giorno del nostro Battesimo ci è stata donata la fede che con la sua luce illumina il nostro cammino e ci fa vedere le cose con gli occhi di Dio.

Questa fede, simboleggiata dalla candela accesa che viene data durante il Battesimo, è dentro di noi come un fuoco acceso, che rischiara e riscalda la nostra vita, è la fede che ci fa capire il vero senso delle cose, il perché del dolore, dell’amore, della vita e della morte, dell’amicizia e della gioia, del lavoro e della scuola, solo chi ha fede riesce a vedere le cose come stanno veramente…

Questa luce, come ci ricorda l’episodio del cieco, nasce dalla bocca di Gesù, dalla sua Parola. Ecco che nel nostro cammino di riflessione sulla preghiera oggi non possiamo non ricordare l’importanza della Parola e della lettura e meditazione della Bibbia.

Quando si perde la fede o non la si usa per leggere la nostra vita e rispondere a tutte le domande che ci si presentano, si è come il cieco nato del vangelo, si cammina al buio, si è sempre in pericolo, non si conosce la realtà che ci circonda, non si vede la meta da raggiungere… ogni cosa diventa misteriosa e nello stesso tempo fonte di paura e di pericolo… solo la Sua Parola ci dà luce e forza.

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Figli di un vitello? No grazie! Anno 201

Ricordando la prima lettura di ieri che raccontava quanto è successo al popolo di Israele nel deserto con la costruzione del “vitello d’oro”, anche noi, in cammino in questo deserto della vita e in particolare giunti a metà della quaresima, fermiamoci un attimo per verificare un po’ a che punto siamo per non lasciarci tentare dai nostri piccoli vitelli d’oro….

Ecco l’importanza di questo momento tranquillo e disteso di preghiera, che prolunga in noi la Grazia della messa della domenica.

Ecco l’importanza di questo dialogo con il Padre e dell’ascolto della Parola per poter conoscere la verità e per diventare liberi proprio come ci suggeriva Gesù nel Vangelo di ieri.

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I social di una volta

Un pozzo, un luogo deserto, un luogo che poco alla volta si anima perché tutti si ritrovano al pozzo.

Un social di una volta, una piazza dove tutti coloro che hanno sete si radunano quasi un flash mob….

Pensiamo ai nostri cellulari, ai messaggi, a Facebook, Istagram… sono i moderni pozzi attorno ai quali tanti si ritrovano perché hanno sete.

Di cosa? Di comunicare, di piacere….

Gesù oggi ci indica un percorso per ciascuno di noi, un percorso che conduce attraverso un social, ad un incontro personale e sempre più profondo con l’altro, per arrivare ai luoghi più interiori dell’anima.

“Dammi da bere”, così comincia il dialogo tra Gesù e la Samaritana, Gesù aveva sete, anche sulla croce Gesù, prima di morire dirà “Ho sete”!

Ma di cosa ha sete il Signore? Non certo o almeno non solo di acqua.

La sete e l’acqua sono solo un segno, una “scusa”… hanno naturalmente un significato più profondo.

Gesù ha sete di noi, delle nostre anime, e noi, a nostra volta, abbiamo “sete” di Lui.

“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” così diceva Sant’Agostino che aveva per tanti anni cercato di soddisfare la sua sete con le cose e i piaceri di questo mondo e finalmente scopre in Gesù che a sua volta continuava a cercarlo, l’unica fonte di acqua viva

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Prega la Messa

PREGA LA MESSA

Nel nostro cammino di riscoperta della preghiera non possiamo non tenere sempre conto del momento più alto e perfetto per un cristiano qual è naturalmente la celebrazione dell’Eucaristia.

Il nostro papa Francesco continua ormai da mesi a farci riflettere nelle sue catechesi sui vari momenti celebrativi della Messa spiegandone il significato e gli atteggiamenti giusti per partecipare.

Forse troppe volte abbiamo pensato alla Messa della domenica come un obbligo da osservare, una cerimonia da seguire e magari abbiamo partecipato, ascoltato ma forse poche volte abbiamo pensato di “pregare la messa” e non di “pregare a messa”.

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Come posso usarli bene?

“Che dovrò fare per te Efraim? Che dovrò fare per te Giuda?” si domandava il Signore tramite la voce del Profeta Osea.

“Che dovrò fare per te….. (prego inserire il proprio nome….)?

Oggi il Signore lo chiede anche a te!

“Cosa devo fare ancora per te perché tu possa capire quanto ti voglio bene?”

Troppe volte pensiamo che il Signore ci trascura, non ci ascolta, non fa quello che gli chiediamo o troppe volte invece pensiamo di essere noi a fare qualcosa per Lui (una preghiera, una buona azione, persino con questo momento di adorazione corriamo il rischio di vederlo come qualcosa che facciamo per Lui… dovrebbe essere contento di noi….

Il Vangelo di ieri con l’episodio della prostituta, vuol dare, non solo a Simone, il fariseo ospitante (ma non ospitale) ma anche a ciascuno di noi una lezione di vita.

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Ritrovato!!!

Eccolo qui, Gesù, nel Tempio, proprio come abbiamo letto nel Vangelo di ieri. Anche tu come Maria, sua madre, come Giuseppe, suo padre, lo hai cercato e lo hai ritrovato qui nella casa del Padre perché, l’aveva detto Gesù dodicenne, “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio (che tradotto meglio vuol dire: “devo stare nella casa del Padre mio)?” Eccoci qui, allora, un po’ affannati e bisognosi di Lui per avere un po’ di luce anche sulla nostra famiglia. Non cerchiamo troppo di “comprendere”, però, impariamo da Maria, serbiamo questi momenti nel profondo del nostro cuore e, come Giuseppe, stiamo in silenzio. Fermiamoci a contemplare Gesù, a indagare sul mistero della sua vita e della sua presenza tra noi. Contempliamo anche la sua meravigliosa Famiglia: riviviamo i pensieri, le emozioni, le domande di Maria e Giuseppe in ansia per Lui. Gesù era tutto per loro!

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Diamoci una mossa anno 2018

Le letture di domenica mettono al centro da una parte la preoccupazione materiale per il cibo, per l’acqua, per il sostentamento quotidiano e dall’altra la risposta sempre generosa e sovrabbondante di Dio che si prende cura e compassione per il suo popolo che lo segue, nel deserto e sulle strade della Palestina.

Dio interviene con la manna e le quaglie, con la nube e la roccia da cui scaturisce l’acqua e poi con Gesù con la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

San Paolo nella seconda lettura, richiama questi segni dell’amore quotidiano di Dio per invitare i Corinzi ad avere fede in un Dio così attento ai bisogni dell’uomo, così provvido e quindi a lasciarci prendere da desideri spirituali e non pensare solo alle cose materiali.

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Alla scuola di Maria anno 2018

Quante volte, un po’ sfiduciati ci chiediamo “Cosa serve pregare?”

Tante volte abbiamo chiesto qualcosa al Signore e ci lamentiamo perché non abbiamo ottenuto quanto sperato e così abbiamo perso la voglia di pregare, pensiamo che sia inutile o che sia solo una “tassa” da pagare, un dovere da compiere …

Il Vangelo di ieri ci presenta il caso di una preghiera esaudita, quella di Maria a Cana di Galilea.

Se esaminiamo bene la preghiera di Maria ci suggerisce un atteggiamento di fondo molto importante da avere quando preghiamo: lei dice ai servi e suggerisce a ciascuno di noi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

Troppe volte la nostra preghiera rivolta a Gesù invece è “Fai qualunque cosa ti chiedo!”. Forse dobbiamo proprio cambiare!

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Ma diamogli un po di soddisfazione ! 2018

“Cristo non volle essere battezzato per essere santificato dalle acque, ma per santificarle lui stesso di modo che fosse Lui a purificare quelle acque che toccava. Rese così pura la fonte perché la grazia del lavacro battesimale fosse distribuita in seguito ai popoli futuri.” (S. Massimo da Torino) Questa grazia di cui ci parla s. Massimo, un giorno è stata effusa su di noi, anche su di te, e siamo diventati figli di Dio. A proposito, ti ricordi la data del tuo Battesimo? Da allora sei diventato figlio e oggi sei qui proprio come figlio per parlare con il Padre ma soprattutto per verificare di fronte al suo Figlio nel quale il Padre si “compiace”, la tua somiglianza con Lui così da essere anche tu “consolazione, compiacimento” del Padre. È proprio Gesù il nostro modello, è a Lui che dobbiamo guardare per vivere fino in fondo la nostra vocazione ad essere figli di Dio. Allora, che cosa fa piacere al Padre? Di che cosa si compiace il Padre nel suo Figlio Gesù? Certamente nel fare la sua volontà, ma qual è la sua volontà? Nell’immergersi nelle acque sporche dei nostri peccati del Giordano per santificarle, per prendere su di sé tutto il male del mondo. E allora mi domando, mi comporto così, come il Figlio ci insegna?

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Ma chi ti credi d’ essere?!

“Tu, chi sei?” Un giorno i farisei hanno chiesto a Giovanni Battista. E se oggi lo chiedessero a te? Forse non corri questo pericolo perché non vai in giro vestito di peli di cammello mangiando cavallette e miele selvatico o forse perché non predichi la venuta del Messia e la conversione … O, forse, purtroppo, nessuno te lo chiede perché la tua vita è un po’ troppo grigia, la tua fede fa fatica a trasparire … O forse perché oggi ognuno si fa i fatti propri e non si cura di quello che fa il vicino … Ma se anche nessuno te lo chiede, oggi Gesù, qui di fronte e a te ti interroga:

“Tu, chi sei?”

“Come vivi la tua vita? Qual è il segreto, il motore della tua vita?”

“Che rapporto c’è tra te e il Signore?”

“Stai vivendo l’Attesa, come?”

Forse, se anche oggi sei venuto qui, è perché il Signore conta qualcosa per te, è perché tra te e Lui c’è un certo rapporto di amicizia, di amore …

Forse questa amicizia, ti stai accorgendo, poco alla volta sta trasformando ogni giorno la tua vita …

Forse ti accorgi che la tua vita ha senso solo se ti metti nelle mani del Signore, al suo servizio, solo se sai riconoscerlo presente in mezzo a noi e sai indicarlo agli altri che lo cercano …

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Meglio un asino vivo che morto anno 2017

Il Signore ne ha bisogno, di cosa? Di un asino legato come me, come te Senza l’asino non può entrare a Gerusalemme, e nel mondo. Il somaro è colui che porta i pesi degli altri, colui che si fa servo e non si serve o si fa servire, per questo il Signore ne ha bisogno perché indica il suo stile di ingresso nel mondo, anche a Betlemme era tra un asino e un bue (segno di mansuetudine). L’asino legato però non serve a nulla, deve lasciarsi slegare da Lui, deve liberare la sua capacità di servire, di mettersi al servizio di Gesù per poterlo portare ai fratelli, deve liberarsi da tutti i pregiudizi e da tutte le domande inutili che la gente si può fare: “Perché lo slegate?” “A cosa serve servire gli altri?” Come la folla che lo accoglie, dobbiamo avere il coraggio di “Buttare i nostri mantelli” cioè le nostre false sicurezze, le nostre ricchezze, la nostra vita, ci dobbiamo mettere ai piedi di Gesù per preparargli la strada, per seguirlo facendo un cammino, passando da Betfage (Casa del fico, cioè della sapienza, dei “dottori”, delle belle parole, dell’immagine… Pensiamo al fico sterile, fatto solo di belle foglie…) a Betania (Casa del povero) attraverso il Tempio (luogo dell’incontro con Dio). Eccoti allora ai piedi di Gesù, forse sei ancora legato, forse hai paura di consegnarti nelle sue mani, forse ti spaventa il suo peso, ma il suo giogo è dolce e leggero…. Fidati di lui, come l’asino, “lo rimanderà subito” dopo aver svolto il suo servizio, non ti schiavizza, ti rimanda libero…

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Un po di profumo

 

Entrando in chiesa sei stato accolto dal profumo dell’incenso che, assieme alle luci e alle candele, ti rimandano alla presenza del Signore nell’Eucarestia. Due segni, la luce e il profumo strettamente collegati all’Eucarestia, che testimoniano la presenza di Gesù. Due segni che ricordano anche il momento del Battesimo, quando ti è stata data la candela (accesa alla fiamma del cero pasquale) e quando sei stato unto con il crisma, l’olio profumato. Due segni che ti hanno “consacrato” testimone della presenza di Gesù! Ieri la Parola di Dio ci ha ricordato che noi siamo il “profumo di Cristo” e che dobbiamo “diffondere ovunque il profumo della sua conoscenza”. In un mondo pieno di “puzza” di male, di violenza, di odio, di divisione, di egoismo, di peccato, inquinato da “polveri sottili di morte” noi invece dobbiamo diffondere il buon profumo di Cristo, come? Con le nostre buone opere, con il nostro stile di vita, con le nostre scelte di amore, di solidarietà, di accoglienza, di condivisione e compassione… quando gli altri si accostano a noi dovrebbero sentire che la bellezza della nostra vita richiama, rimanda, ricorda una Presenza, quella di Gesù!  Gesù nel Vangelo di ieri ci ha ricordato anche la testimonianza di Giovanni: “Egli era la lampada che arde e risplende…”

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