Quale Santo protettore?

Ieri abbiamo celebrato la Festa della Famiglia e oggi, davanti al ss. Sacramento dell’Eucaristia, vogliamo continuare la nostra riflessione su questa realtà meravigliosa che è la famiglia.Se siamo qui è proprio perché abbiamo avuto una famiglia che ci ha donato la vita e il Battesimo e di questo dobbiamo prima di tutto dire Grazie al Signore.Ma di quante cose che abbiamo ricevuto dai nostri genitori dobbiamo ringraziare il Signore?Forse non per tutti la famiglia è sempre fonte di gioia, alcuni magari hanno sofferto o stanno soffrendo proprio per problemi di famiglia perché purtroppo il peccato si fa sempre presente nella nostra vita.È questo allora un motivo in più per fermarsi a pregare, pesando a tanti ragazzi che soffrono, a tante famiglie distrutte dall’egoismo, provate dalla difficile situazione economica, dal dolore e dalla malattia, per tutte le famiglie che fuggono da una guerra o dal pericolo di morte… chiediamo al Signore che aiuti le nostre famiglie a diventare luoghi di amore vero, di rispetto reciproco, di attenzione ai più piccoli e a quelli che hanno bisogno senza innalzare muri o porte blindate nei cuori.Il Vangelo di ieri ci ha ricordato anche alcuni punti fondamentali perché una famiglia possa vivere bene nella gioia, nell’amore e nella serenità e cioè:

  • La ricerca della volontà di Dio e cioè ricordarsi che al centro della nostra famiglia deve esserci sempre il Signore e quindi la preghiera, la Messa della domenica, la carità verso chi ha bisogno e magari qualche bel momento di silenzio e di adorazione….
  • Saper riconoscere che i figli non sono un diritto o una proprietà dei genitori ma sono un dono di Dio, sua proprietà, e che quindi noi li abbiamo in “affido” e perciò dobbiamo rendere conto al Padre.
  • Il rispetto (e la sottomissione, come Gesù) verso i genitori che ci hanno trasmesso la vita e sono immagine di Dio creatore e padre …Se poi la famiglia come dice il Concilio è una “piccola Chiesa domestica” allora, come ogni chiesa si distingue dalle altre perché ha un patrono, così sarebbe bello che ogni famiglia volendo eleggesse (anche senza fare le … primarie) un suo santo patrono particolare.  Quale potrebbe essere il patrono della tua famiglia? Un santo di cui conoscete bene la storia, un santo che la tua famiglia potrebbe rendere visibile con il suo modo di essere e di vivere?Potresti partire magari da un tratto che caratterizza la tua famiglia, per esempio l’unità, la simpatia, l’accoglienza, la sobrietà, la ricchezza di doni, la testimonianza, la fecondità, l’affettuosità, la passione per la musica… e potresti trovare un santo che ha vissuto profondamente questo carisma.Parlane con Gesù e poi magari parlane con i tuoi, potrebbe essere un modo per riflettere insieme sul progetto che Dio ha in mente per la tua famiglia e così fare il punto sul vostro cammino di crescita.

Don Mario

Andata e ritorno

Due giorni di cammino ha fatto il funzionario del Re del Vangelo di ieri, uno per andare da Gesù, e tutto questo perché? Perché suo figlio stava per morire, aveva bisogno che Gesù scendesse…. anche noi oggi abbiamo fatto un cammino per venire fin qui, non è durato certamente due giorni ma siamo qui davanti al Signore presente nel “segno” dell’Eucaristia per aprire il nostro cuore, e certamente abbiamo anche noi bisogno di Lui, gli chiediamo di “scendere” a visitarci, a portare la Vita.Ci siamo messi in cammino perché ci fidiamo della sua Parola che è fonte della vita e ritornando al Vangelo di ieri, ci accorgiamo che è bastata una Parola, con una Parola infatti Gesù ha detto al funzionario di tornare a casa perché suo figlio era guarito.Chissà cosa sarà passato nella testa di quel padre mentre tornava a casa dal suo figlio che aveva lasciato moribondo! Così anche per noi, nel cammino della vita: tanti sono i dubbi, le domande, le stanchezze, le richieste, le speranze che in ogni momento sorgono e si accavallano nella nostra mente e nel nostro cuore, eppure dobbiamo continuare a camminare. Riprendiamo ogni giorno la nostra strada e più andiamo avanti sulla sua Parola, più incontriamo chi ci conferma della presenza reale e provvidente del nostro Dio.Anche noi, se abbiamo occhi per vedere, possiamo constatare ogni giorno che il Signore c’è e ci vuole bene.Noi vorremmo prima vedere e poi credere ma la logica della fede è proprio inversa.Se credi, vedi!Quanti anche oggi cercano disperatamente dei “segni”, rincorrono le più disparate notizie di prodigi, di miracoli, di rivelazioni ma eccolo davanti a te il “segno” più grande e più bello: Gesù che si dona nell’Eucaristia, fonte di vita eterna.Ma sarà proprio vero che basta una Sua Parola? Il funzionario vuol sapere l’ora esatta in cui il figlio è guarito e constata che è proprio nell’ora in cui Gesù ha pronunciato la Parola.  Dio è sempre puntuale! Lui eterno si è fatto tempo per incontrarci. Proprio come adesso, in quest’ora! Quell’Ora a cui però allude il Vangelo è l’ora della croce, l’ora alla quale il vangelo di Giovanni rimanda come punto di arrivo di tutta la vita e la missione di Gesù.Ed ecco: l’Eucaristia, la fonte della vita, il dono di quell’Ora è qui di fronte a te.Parla con il Signore di tutto ciò che pesa sul tuo cuore, apriti all’ascolto della sua Parola e chiedi il miracolo più grande, quello della fede.Allora, dopo averlo ascoltato, anche oggi potrai continuare il tuo cammino, ritornare come il padre di ieri, alle cose di tutti i giorni, nella tua casa, guardare con occhi diversi i tuoi famigliari, riscoprire la gioia della loro presenza, della loro vita accanto alla tua come un dono del Signore, come un “segno” del suo amore e insieme rendere grazie a Dio e rinnovare la tua fede in Lui.

Don Mario

Mani pulite o mani bucate ?

Come allora, nella sinagoga, anche ora, qui, c’è Gesù e ci sei anche tu, con tutta la tua umanità, con tutte le tue domande, con tutte le tue insicurezze, ma anche con tutta la tua capacità di guardare a Lui e di metterti in ascolto.E anche oggi Gesù, che per primo ha steso le sue mani e le sue braccia sulla croce, dice a ciascuno di noi e anche a te: “Tendi la tua mano”,Tendi la tua mano perché forse, non te ne sei accorto ma anche tu, come quel’uomo del Vangelo di ieri, sei un po’ ingessato, impedito…Tendi la tua mano, vuol dire non lasciarti paralizzare dal crederti già santo, dal sentirti a posto solo perché sei qui in chiesa davanti a Lui e quindi pensi di fare già tutto ciò che devi.Tendi la tua mano perché qualcuno attorno a te ha bisogno di te, ha bisogno una mano, la tua.Tendi la tua mano anche se ti costa fatica, anche se tante volte, “se dai una mano … ti prendono anche il braccio…”Tendi la tua mano perché altrimenti la tua vita diventa brutta, senza senso, paralizzata, monca.Quell’uomo del Vangelo di ieri, non chiede nulla a Gesù, ma viene guarito da Gesù che con questo miracolo, vuole dimostrare a tutti coloro che vivevano legati all’osservanza formale e arida delle leggi, che la cosa più importante è fare il bene e che non può esserci nessun comandamento o legge che vada contro alla vita dell’uomo.Quante volte invece anche noi abbiamo ridotto la nostra fede a qualcosa di arido, di formale, a un ordine da eseguire o un precetto da rispettare esaurendo così tutto il nostro impegno di vita.Questo momento di silenzio e di preghiera davanti a Gesù deve essere espressione di un amore vero e di una sincera amicizia nei suoi confronti.Il calore del suo sguardo, deve trasformare la nostra vita, sciogliere le nostre aridità.Mi metto così davanti a Lui con tutte le mie paralisi, con i miei impedimenti e pigrizie e gli chiedo di guarirmi, di aiutarmi a stendere la mia mano e far diventare la mia fede qualcosa di visibile, di concreto e di attivo.Quando un giorno saremo davanti al Signore non importa se le nostre mani saranno pulite perché le avremo tenute in tasca! Stendi allora le tue mani pronto innanzitutto ad accogliere i doni che il Signore ogni giorno ti da ma anche a porgere gli stessi doni ai tuoi fratelli che il Signore mette sul tuo cammino.E non aver paura di avere le mani … bucate, Lui per primo ci ha dato l’esempio.

Don Mario

Abbi pazienza di noi

Che gioia anche oggi poter essere qui e passare un po’ di tempo con il Signore Gesù.È questo un momento forte del nostro cammino, che con la preghiera personale, la S. Messa, la Carità e il nostro impegno quotidiano nel mondo, caratterizza la nostra vita cristiana e la rende più simile al progetto che Dio ha per ciascuno di noi.In particolare oggi, in questo momento non dobbiamo chiederci cosa fare o cosa dire, dobbiamo invece, come ci consiglia il profeta Baruc nella prima lettura, mettere a fuoco il nostro rapporto con Dio, chiedergli perdono e appellarci alla sua pazienza misericordiosa.È il Signore che ha dato forma alla nostra vita, è Lui che ha un progetto su di noi e interviene con “mano forte, con segni e prodigi” in nostro favore e ha fatto per noi grandi cose, e noi invece lo abbiamo più volte tradito…Come per la donna adultera del Vangelo, di fronte al nostro peccato e alle nostre infedeltà, Gesù è pronto a riscrivere per noi un futuro, sulla sabbia della nostra vita.Come il Padre un giorno plasmò l’uomo dalla sabbia, così Gesù ogni volta che riconosciamo il nostro peccato ci plasma con le sue mani. Come un vasaio ci “lavora” per renderci docili, malleabili, ci toglie le impurità, i sassolini che tante volte si nascondono nella pasta e che potrebbero danneggiare l’Opera d’arte che ha in mente, ci schiaccia, ci “appallottola” ma anche ci accarezza, ci raccoglie, e con colpi di pollice ben decisi, ci dà una forma sempre più precisa … da grumo di terra ci trasforma in oggetto prezioso.Quanta pazienza ha il Signore nei nostri confronti, quanta sopportazione delle nostre “molestie” nei suoi confronti!Ieri abbiamo riflettuto sull’opera di misericordia spirituale “sopportare pazientemente le persone moleste”… Dobbiamo proprio imparare da Dio a sopportare con pazienza chi ci dà fastidio, proprio come Lui fa nei nostri confronti.Prova un po’ a richiamare alla mente tutte le volte che in questa settimana trascorsa il Signore è intervenuto nella tua vita, ti ha plasmato con una parola, un gesto, un incontro, una persona, una lettura, un fatto, … tutte le volte che ti ha sopportato e con pazienza ha lavorato per farti capire la tua vocazione e cercare di realizzare il suo progetto su di te.Come ci ricorda il Vangelo di ieri, ha atteso con pazienza, scrivendo per terra, che tutti (Farisei inclusi) comprendessero il senso della loro vita e del loro agire.E tu, invece, come ti sei comportato? Ti sei accorto di questi interventi del Signore?Mettiamoci allora nelle sue mani, proprio come l’argilla nelle mani del vasaio, e lasciamoci plasmare con fiducia dal Signore.Signore, tu che sei nostro Padre, ti preghiamo, non perdere la pazienza, ma come la donna del Vangelo di ieri, scrivi sulla nostra vita una storia nuova, di perdono e di amore. Riscopri la gioia del Sacramento della Confessione per lasciarti riplasmare dal Signore, non abusare della sua pazienza infinita …

Don Mario         

Basta Carrube

Circondato dai maiali ma soprattutto colmo dei suoi peccati, “…ritornò in se …” dice la parabola di domenica a proposito del figlio minore.Dopo aver abbandonato la casa del Padre, chiesto la sua parte di eredità e quindi decretato la sua morte e aver buttato tutte le sue ricchezze, il figlio minore, finalmente, ritorna in sé, si ferma a ragionare e a rileggere la sua vita e la sua mente corre lontano e subito si ricorda i momenti felici, la gioia della casa paterna, la vita di tutti i giorni che prima sembravano uguali e monotoni ma che, ora che non ci sono più, acquistano tutto quel significato e quel valore che prima aveva trascurato… e allora si decide a ritornare…L’altro figlio invece “… si indignò e non voleva entrare …” Mentre il fratello rientra, lui invece esce, sta fuori, indignato.Forse non era mai stato “dentro”, perché per lui lo stare con il Padre era solo servire a un padrone, sbuffando e sopportando e così non trova giusto far festa per chi aveva “evitato di lavorare nella casa del padre per tanto tempo”, per chi si era “goduto la vita”. Questo figlio maggiore invidiava il fratello che se ne era andato perché mal sopportava lo stare con il Padre.Ora tu sei qui, nella casa del Padre, di fronte all’Eucaristia che è il segno più grande dell’amore di Dio per te. A quale figlio assomigli?Forse in fondo ti senti un po’ di condividere le proteste del figlio maggiore, ma se proprio è così, forse stai vivendo la tua vita cristiana con fatica, senza gioia, con il “muso lungo”, come una serie pesante di doveri, di sacrifici e di lavoro che forse, non hai il “coraggio” di scrollarti di dosso. “Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua…. Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale.” (Evangelii Gaudium)A volte siamo tentati dall’invidia o dalla gelosia per gli “ultimi arrivati”, per i “neo-convertiti”, abbiamo sempre qualcosa da dire e da suggerire anche al Padre su come dovrebbe comportarsi!Forse se ritorni un po’ in te stesso, ti sentirai come il figlio minore, che ha sperperato i doni del Padre e ora finalmente ritorna alla casa accontentandosi magari di fare solo il servo.Anche questo figlio non aveva ancora capito bene l’amore del Padre e quale rapporto doveva esserci con un Padre. È vero, il figlio minore fa una scelta giusta, quella di ritornare alla casa del Padre e chiedere perdono, ma c’è sempre per lui la tentazione, poco alla volta di trasformarsi come il figlio maggiore e di servire il Padre solo come un servo e quindi di chiudersi all’accoglienza e al perdono dell’altro, di non vivere nella gioia e quindi di non sentire il desiderio profondo di condividerla.Ma potrebbe essere che non riusciamo a identificarci con nessuno dei due figli perché sono tutti e due in parte dentro ciascuno di noi.Noi abbiamo però di fronte a noi il vero modello di figlio, il Figlio per eccellenza, Gesù, al quale chiediamo di donarci il suo Spirito perché possiamo comportarci da veri Figli quali noi siamo e se rientrando in te scopri di non essere proprio come Lui, affrettati a chiedere perdono perché il Padre proprio per mezzo di Lui ci ha dato la possibilità di cancellare i nostri peccati e rinnovare la nostra vita.

Don Mario

Con Gesù anche tu

Siamo giunti ormai alla Quaresima di quest’anno, tempo importante di cammino ma soprattutto dono che il Signore ci fa, occasione speciale per crescere nell’amore e per cambiare sul serio la nostra vita.Oggi anche tu hai voluto rispondere alla chiamata del Signore, ti sei “lasciato guidare dallo Spirito” e sei venuto per fare un po’ di deserto, per dedicare un po’ di tempo a Lui, per stare con Lui, per riflettere, come Gesù in quei quaranta giorni nel deserto, sull’amore del Padre e quindi per comprendere come fare a rispondere a questo amore.Certamente (è capitato anche a Gesù!) il diavolo ti tenterà non solo durante questa Quaresima, ma anche in questi momenti di preghiera, (proprio quando sei in preghiera ti viene in mente di tutto), non saranno tentazioni straordinarie, ma ci sono e le senti dentro di te!“Ma chi te lo fa fare di stare qui in chiesa, con tutto quello che potresti fare di meglio…. giocare, andare a trovare un’amica, guardare la TV….”“Ma perché fare digiuno, penitenza, si può benissimo non rinunciare a nulla e fare magari una bella offerta, non è lo stesso?”“Che senso ha programmare un cammino spirituale di crescita, in fondo cosa faccio di male, … se tutti fossero come me, !”“…e anche questo foglio da leggere, non ne ho già abbastanza di cose da leggere o da studiare?”“Cosa serve impegnarsi più seriamente in questa quaresima, tanto poi sono sempre lo stesso…”Queste e tante altre possono essere le tentazioni quotidiane che ti assalgono anche in questo momento, ecco allora l’importanza di fare un po’ di deserto, ma soprattutto di imparare a lottare contro il demonio, proprio come Gesù nel deserto.Una lotta che ha come armi la parola di Dio e come alleato Gesù stesso che continua a combattere al tuo fianco perché anche tu possa realizzare la volontà del Padre e come Lui possa donare la tua vita al servizio dei fratelli.Metti a tacere allora tutte le tentazioni e le distrazioni e fissa il tuo sguardo su Gesù, impara da Lui, chiedi il suo aiuto e programma all’inizio di questa quaresima il tuo cammino di conversione, magari utilizzando le proposte che ti sono offerte

Don Mario

Lui ha sete, tu hai sete, noi abbiamo sete!

“Dammi da bere”, così comincia il dialogo tra Gesù e la Samaritana nel Vangelo di ieri; Gesù aveva sete, anche sulla croce Gesù, prima di morire dirà “Ho sete”!Ma di cosa aveva sete il Signore?Non certo o almeno non solo di acqua.La sete e l’acqua sono solo un segno, una “scusa”…hanno naturalmente un significato più profondo.Gesù ha sete di noi, delle nostre anime, e noi, a nostra volta, abbiamo “sete” di Lui.“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” così diceva Sant’Agostino che aveva per tanti anni cercato di soddisfare la sua sete con le cose e i piaceri di questo mondo e finalmente scopre in Gesù che continuava a cercarlo, l’unica fonte di acqua viva.Di fronte a Gesù allora anche tu oggi interrogati sulla tua “sete” …Ti accorgi che in fondo noi siamo sempre assetati di tante cose che però non ci danno piena soddisfazione?Solo Gesù ci può dissetare completamente, solo se crediamo in lui e cerchiamo di stare con Lui e di vivere per lui, allora tutti i nostri desideri, le nostre aspirazioni avranno una risposta che ci potrà soddisfare.Certo, tutto questo richiede da noi impegno e generosità, ma se ci lasciamo guidare da Lui, nulla ci potrà preoccupare e niente sarà per noi impossibile da spiegare e soddisfare: troveremo il perché ultimo di ogni cosa, primo fra tutti il perché della nostra vita. Eccoci qui allora davanti a questa fonte di acqua viva che è il Signore per abbeverarci di Lui, per riempirci di Lui…Facciamo allora il “pieno” di quest’acqua viva, così che, come dice Gesù alla Samaritana, diventi in noi sorgente di vita!Rinnoviamo il nostro Battesimo quando per la prima volta ci siamo incontrati con il Signore che ci ha donato quest’acqua viva e, come la Samaritana, andiamo di corsa dai nostri fratelli ad annunciare che abbiamo incontrato il Messia, uno che “sa tutto di me” che mi ha svelato il segreto della mia vita…. Diventiamo così testimoni e missionari del Vangelo e accompagniamo i nostri fratelli al pozzo, all’incontro con il Salvatore del mondo.

Don Mario

Papa Francesco compagno di strada , Gesù tra noi

Siamo arrivati a metà del nostro cammino Quaresimale, un cammino dedicato.da secoli soprattutto nel rito ambrosiano alla riflessione e alla catechesi sul Battesimo.Dopo il segno dell’acqua della settimana scorsa ecco un altro elemento su cui riflettere ed è l’amore paterno di Dio e la sua vicinanza a ciascuno di noi che nel Battesimo si manifesta nel riconoscerci suoi figli. Siamo consapevoli di questo grande dono? Forse tante volte anche noi ci siamo lasciati tentare come i “giudei” (categoria di fedeli purtroppo presente in ogni religione) e abbiamo preferito un dio “vitello”, robusto, messo su un piedistallo, pieno di forza e di vita fisica, costruito dalle nostre mani, a nostra immagine e somiglianza. Troppe volte ci adagiamo sulle nostre sicurezze, il nostro essere battezzati diventa una garanzia che ci dà diritto di per sé stessa a ritenerci figli di Dio senza dimostrarlo con la nostra vita o peggio ancora offrendo una immagine stravolta di Dio.Ora sei qui davanti all’Eucarestia, non davanti a un “vitello” ma ad un agnello, l’Agnello di Dio, immagine di un Dio che fin dall’Antico Testamento, (vedi la prima lettura):… scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il SignoreDio misericordioso e pietosolento all’ira e ricco di amore di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». (Es.34,5-7)Questi sono anche chiamati i 13 attributi di Dio secondo il popolo di Israele, un Dio non certo “vitello” ma “agnello”, che scende al nostro livello, che si ferma presso di noi, che ci fa conoscere il suo nome, che si mostra a noi con le sue doti di misericordia, pietà, pazienza, sovrabbondanza di amore, fedele sempre, che non lascia senza punizione e castiga fino alla terza e alla quarta generazione ma che perdona e che mantiene il suo amore intatto per 1000 generazioni, e che ha realizzato tutto questo in Cristo, l’Agnello di Dio.Al termine di questa settimana, sabato prossimo, sarà tra noi Papa Francesco, Vicario di Cristo, per visitare questo popolo numeroso in Milano. Preghiamo per lui che ci farà sentire oggi, ancora più vicino l’amore misericordioso del Padre.

Buon cammino.

Don Mario

Il pianto di Gesù

Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare “oltre” la morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il Vangelo, che Gesù risorto ci vuole donare. Infatti: come Lui è stato raggiunto dal desiderio affettuoso del Padre Suo di averLo per sempre accanto a Sé, facendoLo risorgere da morte “per opera dello Spirito Santo”, così anche noi siamo oggetto di un amore speciale da parte Sua che vuole averci accanto a Sé, per sempre.Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Del resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità appassionata del Suo pianto, davanti alla tomba. Come Lazzaro, anche noi lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore. Troppe volte siamo legati da bende mortali, abbiamo una pietra sul cuore o addirittura al posto del cuore. Anche su di noi tante volte Gesù piange nel vederci prigionieri della morte.Prova a dare un nome alle “bende” che ti tengono legato nel peccato, nel sepolcro.Se però vogliamo accogliere il dono della Sua risurrezione, è decisivo partecipare anche della Sua morte. Un passaggio delicato, che chiede a noi di imparare, nei giorni che passano, poco alla volta, a saper morire per amore, a liberarci da tutte le nostre schiavitù esercitandoci costantemente a saperci abbandonare a un amore più grande, a vivere e morire, proprio come ha fatto Gesù e profondamente in amicizia con Lui.Una bellissima antifona della liturgia ambrosiana canta così: “Morivo con te sulla Croce, oggi con te rivivo; con te dividevo la tomba, oggi con te risorgo.” Per questo, a Marta che voleva comprendere le Sue parole, Gesù risponde non teorizzando la resurrezione, ma dicendole semplicemente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv 11,25).Lasciati afferrare dall’amore di Gesù, mettiti in sintonia con Lui e con il suo Amore per tutti quelli che si trovano chiusi nel sepolcro del loro egoismo e del loro peccato, accompagna Gesù a visitare ogni sofferenza, ogni lontananza, ogni male del mondo, cominciando dal tuo fino alle periferie dell’umanità. Sii pronto a rispondere alla grazia del Signore che ti invita a “uscire fuori” dal sepolcro a vivere la tua vita per amore fino in fondo, ma soprattutto senti il calore dell’amore e delle lacrime di Gesù su di te, lasciati lavare dalla sua Grazia e riscopri ancora una volta la sua amicizia.  Sono ancora molto vive le emozioni e la gioia profonda che la visita del Papa ha portato nel carcere di San Vittore. Molti, bendati e rinchiusi nel loro sepolcro hanno sentito l’amore di Gesù venirgli incontro e si sono sentiti risuscitare. Anche a te allora…. Buona risuscitazione….

Don Mario

Come il Piave

Anche oggi abbiamo ascoltato la voce del Buon Pastore che ci ha chiamati e come pecorelle siamo qui perché ci fidiamo di Lui, perché sappiamo che Lui ci conosce per nome, ci ama e ci chiama.Oggi in particolare, ci vuole far partecipi di una sua preoccupazione, vuol condividere con noi un suo desiderio: quello di poter essere vicino a tutte le pecore che sono disperse e che hanno bisogno di qualcuno che le guidi, in particolare a tutti i ragazzi, i giovani e gli adulti che ancora non lo conoscono!Innanzitutto, c’è tanto bisogno di sacerdoti che come il Buon Pastore raccolgano il gregge! Come sarebbe bello per esempio che nella nostra parrocchia ci fosse ancora un prete solo per l’oratorio ma purtroppo non è possibile perché ci sono nella nostra diocesi persino numerose parrocchie senza il parroco.Perché succede questo? Perché ormai ci sono pochi sacerdoti.Noi sappiamo però che il Signore non smette di chiamare tanti giovani e tanti ragazzi eppure sono sempre meno quelli che hanno il coraggio di rispondere di sì al Signore.La Parola di Dio di ieri ci ricordava che già nella prima comunità di Gerusalemme gli Apostoli non riuscivano a venire incontro a tutte le esigenze dei discepoli e così, intercettando il mormorio, vengono chiamati alcuni laici generosi e disponibili ad assumersi la responsabilità di mettersi al servizio dei fratelli per portare la carità e assistere i bisognosi.Anche oggi c’è bisogno non solo di sacerdoti ma anche di tanti altri, uomini e donne che si mettano generosamente al servizio dei fratelli che portino un po’ il peso del Pastore e non siano invece di peso a tutta la comunità con le loro sterili critiche e mormorazioni.Per fortuna nella chiesa non ci sono solo quelli che mormorano, dividono e distruggono, ma tanti invece che con il loro impegno fanno crescere il regno di Dio e il gregge: questi sono coloro che capiscono le difficoltà e responsabilmente si prendono a cuore i problemi e le situazioni difficili. Pensiamo ai molti diaconi anche sposati che svolgono il loro ministero, ai numerosi catechisti, educatori, animatori, a tutte quelle persone che aiutano ogni giorno in parrocchia, mettendosi gratuitamente al servizio dei più poveri, dei bisognosi e della comunità ma c’è ancora tanto bisogno…. c’è bisogno anche di te ma soprattutto di sacerdoti perché se non c’è qualcuno che dia la vita e si dedichi totalmente alla comunità, questa non si regge; se non c’è chi si mette al servizio dei fratelli e rende presente e visibile il Signore Gesù che perdona, che celebra l’Eucarestia, che guida con la Sua Parola, non può esistere una Chiesa.Oggi in maniera particolare dobbiamo pregare perché il Signore ci renda sempre più disponibili ad ascoltare la sua voce e rispondere generosamente alla sua chiamata.Ricordiamo anche le suore, i religiosi e i missionari che, con il dono della vita, rendono presente e visibile l’amore del Buon Pastore. Mettiamo anche di fronte a Lui i nostri ragazzi e affidiamogli i fidanzati che si stanno preparando alla celebrazione del Matrimonio.Stringiamoci attorno al Buon Pastore e partecipiamo alla sua preoccupazione, al suo desiderio di essere vicino a tutti. E …. intanto facciamoci un esame di coscienza: sei forse anche tu qualche volta più simile al Piave che a Gesù?

Don Mario

Un inquilino speciale

Anche oggi sei qui davanti al Signore un po’ per abitudine ma forse anche un po’ per amore perché sai che Lui è importante per te ed è l’unico che sa ascoltarti e che ti conosce fino in fondo.Come si fa a sapere che gli vuoi bene?Ce lo ricorda il Vangelo di ieri: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama” e”Se uno mi ama, osserverà la mia parola”.A questo punto devi chiederti se davvero metti in pratica la sua Parola, i suoi desideri o ami solo a parole?Non posso dire di voler bene a qualcuno se poi non faccio di tutto per fargli piacere, per fare quello che lui desidera e in questo caso il Suo desiderio corrisponde anche alla mia gioia vera e piena.Forse non sempre è facile capire quello che Lui vuole da me perché spesso faccio fatica a capire la sua volontà ma questo capita anche perché la mia amicizia con lui non è così salda.Insomma amore e amicizia vanno di pari passo, più amo e più divento amico e più divento amico e più amo e lo dimostro con i fatti.E anche il mio Amico mi dimostra con i fatti il suo amore per me, dice il Vangelo di ieri:”Il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e penderemo dimora presso di lui”Ecco il regalo che fa il Signore ai suoi amici, tutta la Trinità viene ad abitare presso di noi, prende la sua dimora. Proprio come adesso, a te che apri il tuo cuore, che dichiari la tua amicizia, il Signore fa il dono di venire ad abitare la tua vita, di mettere su casa da te, di farti diventare Tempio vivente di Dio e di farti partecipe della sua stessa vita.Con un “inquilino” così puoi stare tranquillo, niente ti farà più paura e soprattutto potrai sentire e godere della luce e della pace che solo Lui sa mettere dentro il nostro cuore, l’importante è che tu faccia la sua volontà non a parole ma con i fatti obbedendo ai suoi comandi, amando come Lui e donando la tua vita come Lui.Prendiamoci allora l’impegno di vivere sempre più con coerenza il Vangelo e così non ci capiterà di “sfrattare” questo inquilino così importante ma soprattutto prendiamoci anche la responsabilità e l’impegno di farlo conoscere agli altri mettendo in pratica l’opera di misericordia che ci ricorda di “ammonire i peccatori”. Anche noi siamo responsabili della salvezza degli altri e quindi dobbiamo impegnarci per aiutarli, con le parole, con l’esempio e la preghiera. Il messaggio centrale di Fatima è: “pregare per i peccatori che si convertano!”Ricorda oggi in particolare nella preghiera i nostri chierichetti che si sono presi l’impegno di servire il Signore perché possano essere sempre fedeli e il Signore possa riempire di gioia la loro vita. Affidiamoli ai piccoli S. Francesco e S. Giacinta e ricordiamo anche i nostri ragazzi che fra poco faranno la prima Comunione, il Signore possa sempre abitare nei loro cuori.

Don Mario

Pace

A noi che siamo sempre preoccupati, stressati e pieni di paure il Vangelo di ieri ci ricorda le parole di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore, e non abbiate timore!”È vero, non dobbiamo avere paura perché “Suo è il regno, sua la potenza e sua la gloria nei secoli”Anche oggi siamo venuti qui davanti a Lui per dirgli ancora una volta il nostro desiderio di amarlo e di osservare la sua parola così che possa prendere dimora presso di noi, nel nostro cuore, nella nostra vita come ci ha promesso.Allora lo Spirito Santo ci condurrà per mano nel cammino della vita e ci farà comprendere tutte le parole di Gesù, ci aiuterà a capire quali scelte fare per seguire il Vangelo, per meglio mettere in pratica il comandamento dell’Amore.Allora non avremo più paura di nulla perché il Signore sarà sempre con noi, e ci darà la Pace, quella vera, non quella fondata sulle armi, sulla violenza, sugli affari ma quella che nasce dalla giustizia, dal rispetto dell’altro, dall’accoglienza della diversità, dall’amore fraterno fino al dono totale di sé, dal perdono e dalla voglia di costruire insieme la civiltà dell’amore.Rinnoviamo allora oggi qui davanti al Signore la nostra fede in Lui, nella forza della preghiera e nella potenza del suo amore che ancora oggi vuole trasformare il mondo ma che potrà farlo solo se noi metteremo a sua disposizione il nostro cuore, la nostra vita e sapremo amare come Lui ci ha amato.Preghiamo perché gli uomini comprendano che la Pace non si può fondare sulla potenza delle armi o sul terrore ma solo sul rispetto, la giustizia, il perdono e l’amore.Preghiamo il Signore perché ci doni la sua Pace e perché ciascuno di noi possa essere portatore di Pace cominciando dalla sua famiglia, dai vicini, dal nostro paese.Affidiamo al Signore tutte le vittime innocenti della guerra, dell’odio e della violenza e chiediamo pietà e il dono della conversione per tutti coloro che invece seminano discordie, dolore e sofferenze inutili con il loro modo di agire.E ancora una volta impegniamoci a seguire la sua parola…Don Mario

Sentiamo vicini particolarmente i ragazzi che ieri hanno ricevuto per la prima volta l’Eucarestia perché possano essere sempre fedeli amici di Gesù e crescano in santità e grazia.

Resta qui con LUI

Ieri è capitato anche a noi, come ai discepoli di Emmaus, di incontrare nel nostro cammino, il Signore Risorto, di ascoltare la sua Parola e, spero proprio, di riconoscerlo allo spezzare del Pane, sì, perché ogni volta che celebriamo l’Eucarestia si celebra il memoriale della passione, morte e risurrezione di Gesù.Memoriale non vuol dire ricordo o anniversario, ma realizzazione, attualizzazione, presenza reale di ciò che si celebra e quindi della Pasqua di Gesù.Ieri quindi il Signore ci ha parlato, si è incontrato con noi e noi oggi vogliamo prolungare personalmente questo momento di amicizia proprio perché stare con lui “ci fa ardere il cuore”.A Lui diciamo: “resta con noi”.Poiché se l’Eucarestia fa la Chiesa, cioè la costruisce, la costituisce, la plasma, l’adorazione diventa quindi un momento di preghiera personale importante per mezzo del quale vogliamo far entrare nella nostra vita quanto celebrato nell’Eucarestia della Domenica.Prova a chiederti qui di fronte a Gesù:Quali sono le domande, i dubbi, le angosce, le delusioni che pesano sul mio cuore e mi rendono triste nel cammino della vita?Cosa dice a me oggi il Signore?Come posso vivere quanto ho ascoltato e celebrato domenica?Chiedo al Signore che mi affianchi, che mi accompagni e soprattutto che apra i miei occhi all’intelligenza delle Scritture, che scaldi il mio cuore perché possa riconoscerlo nel sacramento dell’Eucarestia e possa avere l’entusiasmo di annunciarlo ai fratelli.Preghiamo anche per i nostri ragazzi che hanno ricevuto il Battesimo e la Comunione e per quelli che tra pochi giorni riceveranno la Cresima perché si accorgano sempre che il Signore Gesù cammina al loro fianco, ogni giorno.Fermati allora un po’ a questa sorgente di vita, offri te stesso e riceverai in cambio il Signore Gesù… E poi ritorna “senza indugio” a “Gerusalemme” dove ti aspettano per portare loro l’annuncio gioioso della presenza di Gesù sempre al nostro fianco…

Don Mario

Lasciati innaffiare e trasportare

Ieri la solennità di Pentecoste, ci ha ricordato la presenza misteriosa ma efficace dello Spirito Santo nella storia del mondo e nella nostra vita di ogni giorno.Lo Spirito è come il vento, non si tocca, non si vede ma se ne vedono gli effetti.Anche adesso, se tu sei qui è perché lo Spirito ti ha condotto qui per incontrare il Signore Gesù e per parlare con il Padre.È lo stesso Spirito che, se tu ti lasci guidare, ti suggerirà le parole da dire. È Lui che ci fa riconoscere Dio come Padre, è Lui che ci fa capire il segreto delle cose, della storia di Gesù e della nostra vita.Ma come faccio a distinguere la voce dello Spirito da tutte le altre voci che risuonano in me?È semplice, perché la caratteristica dello Spirito è l’Amore e la Comunione e perciò tutto ciò che è amore, pace, gioia, accoglienza, perdono, pazienza, amicizia, giustizia, rispetto, dono di sé, gratuità … viene da Lui e quindi sono sicuro che sarà per il mio bene e per il bene di tutti.Lasciati allora sommergere dallo Spirito, allarga il tuo cuore, il tuo sguardo, le tue braccia per accoglierlo in abbondanza perché lo Spirito ha bisogno di te per produrre i suoi effetti benefici e vitali, se tu non lo accogli, non può dare frutto.Non solo è paragonabile al vento che soffia e gonfia le vele della tua barca e ti conduce verso il Padre, ma lo Spirito si può paragonarlo anche alla pioggia o alla rugiada che bagna il prato e che fa spuntare tanti e diversi fiori dai mille colori.Così vale per noi, per la nostra comunità: lo Spirito che ci viene donato in abbondanza (proprio come la pioggia), se noi ce ne appropriamo, suscita diversi doni proprio come i fiori in un prato, proprio come capiterà ai nostri ragazzi della Cresima che domenica prossima saranno “innaffiati” con quest’acqua miracolosa dello Spirito che come il vento soffierà su di loro e li porterà a portare il loro contributo di freschezza e di varietà di doni a tutta la comunità.Ricordali nella preghiera!Apri allora il tuo cuore al Signore e chiedi che non si stanchi di donarci il suo Spirito, chiedi anche che ti dia la docilità nell’accoglierlo così che la tua vita possa diventare meravigliosa e assieme a tutti i fratelli possa allietare il campo della Chiesa e del mondo.

Adesso lascia parlare lo Spirito e ascolta cosa ti suggerisce.

Don Mario