Costruire il Duomo della nostra vita

In questa domenica dedicata alla riflessione sulla Dedicazione del Duomo di Milano, la Parola di Dio ci invita a riflettere sulla nostra vita, perché noi siamo le pietre vive della chiesa.La comunità cristiana ha il compito di rendere visibile, proprio come il Duomo, la presenza del Signore nella nostra città.Ma per ogni costruzione che si rispetti, occorre tanto lavoro, dallo scavo agli ornamenti delle guglie… e così anche noi, per poter essere all’altezza di questa missione, dobbiamo lavorare sodo e sempre (proprio come la fabbrica del Duomo).Nel Vangelo di ieri c’è l’indicazione di un percorso, un percorso a ritroso, dalla superficie al profondo, un cammino spirituale che usa immagini prese dalla vita di tutti i giorni.Questo momento di adorazione, è proprio il tempo giusto per mettere a punto il progetto, per fare uno stato di avanzamento dei lavori dello spirito, per approfondire e verificare il nostro cammino di ascesi.La prima immagine che ci viene suggerita è quella dei frutti buoni (o cattivi).Il primo esame che dobbiamo fare, quindi, è se la nostra vita produce dei frutti e soprattutto la qualità di questi frutti.Siamo persone che costruiscono, che donano cose buone o persone che distruggono, dividono, “avvelenano”?  Il Vangelo ci aiuta a capire che non possiamo dare frutti buoni se il nostro cuore è pieno di male, non basta andare dal fruttivendolo… dobbiamo invece cambiare il nostro cuore, lasciarci trasformare dall’Amore del Signore, allora i frutti saranno certamente buoni.I frutti sono qualcosa di concreto, non belle parole, belle intenzioni, bei fiori o belle foglie, non dobbiamo pensare che essere cristiani si misuri dalle belle parole… Papa Francesco proprio qualche giorno fa ricordava che sono ipocriti quei cristiani che difendono Gesù e la fede a parole ma poi non sono capaci di aprire il loro cuore e di accogliere chi ha bisogno.Se vogliamo costruire una casa che resista a tutte le intemperie dobbiamo ascoltare la Sua Parola e metterla in pratica.Per arrivare però a tutto questo, dobbiamo fare un lavoro molto importante, quello di scavare, scavare e scavare per incontrare la roccia sulla quale poi costruire la nostra casa, il nostro edificio spirituale.Quando hanno iniziato i lavori per i grattacieli qui vicino, la prima cosa che hanno fatto è stata un enorme voragine perché più profonde sono le fondamenta più alta e sicura sarà la casa. Così anche noi, se vogliamo davvero costruire una vita solida e bella, dobbiamo dedicare tanto tempo e tanta fatica per scavare e consolidare le fondamenta e cioè la nostra conoscenza di Gesù e l’amicizia con Lui.Ecco, allora, che la Messa della Domenica, la lettura della Sua Parola (al Giovedì) e l’adorazione del Lunedì sono momenti forti per scavare queste fondamenta che ci porteranno a fare frutti buoni.

Don Mario

Oggi preghiamo in particolare per i missionari e per i due bimbi, pietre vive della nostra chiesa, che domenica hanno ricevuto il battesimo.

Adorare e annuinciare è una cosa da imparare

Di fronte ai discepoli che dubitavano (?!) Gesù non fa grandi discorsi ma dice “andate e fate discepoli tutti i popoli….”Celebrare la Giornata missionaria è come aprire le finestre di casa, far entrare cioè aria fresca.Di fronte alle nostre piccole “beghe” quotidiane, di fronte ai nostri egoismi e alle nostre pigrizie e dubbi, il Signore ci ricorda che dobbiamo uscire, andare nel “campo che è il mondo” ed annunciare il Vangelo a tutte le genti.Ogni cristiano, se vero cristiano, dovrebbe sentire dentro di sé la spinta ad essere missionario, a portare dovunque l’annuncio della gioia che deriva dalla fede in Gesù.Forse, però, dobbiamo cominciare da noi stessi, andare nelle “periferie” del nostro cuore, nei paesi “lontani” della nostra vita di tutti i giorni per portare la luce di Cristo.Ci sono momenti, situazioni, rapporti nella nostra quotidianità che non sono ancora illuminati dalla fede: troppe volte magari viviamo come se Gesù non ci fosse e siamo schiavi di altre “divinità” (la nostra lingua, sempre troppo lunga, i nostri desideri, non sempre limpidi e puri, le nostre azioni all’insegna dell’egoismo, i nostri rapporti con gli altri dominati dall’interesse o dalla “simpatia”….), abbiamo tante “foreste” e “territori ancora inesplorati” dentro di noi che dobbiamo “conquistare” al Signore perché “divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo” come raccomandava san Paolo ai Romani.Prova a scoprire davanti al Signore quali sono questi angoli bui nella tua vita….

(pausa di riflessione)

Se oggi sei qui, penso che, al di là delle foreste che avrai scoperto, ci sia dentro di te almeno la voglia di essere discepolo di Gesù e quindi anche una buona parte di fede che quindi ti deve spingere ad annunciarlo a tutti i fratelli.Chiediti allora se qualche volta pensi anche a quelli che il Signore mette ogni giorno sul tuo cammino e senti dentro di te il desiderio di parlare loro del Signore, con il tuo modo di fare, con le tue scelte, i giudizi che dai, le parole che dici?

Non ti viene voglia di dire a tutti la gioia di essere cristiano? O forse per te non è una gioia?

Forse hai bisogno di conoscere un po’ più a fondo il Signore e come diceva pochi giorni fa Papa Francesco, “… non è sufficiente il catechismo per conoscere Gesù, occorre coltivare l’abitudine di adorare, di adorare in silenzio, adorare. Credo che questa preghiera di adorazione è la meno conosciuta da noi, è quella che facciamo di meno. Perdere il tempo, mi permetto di dire, davanti al Signore, davanti al mistero di Gesù Cristo. Adorare. E lì in silenzio, il silenzio dell’adorazione. Lui è il Signore e io lo adoro.”

Continua allora a riflettere sulla tua missionarietà, ma soprattutto sulla tua fede perché è da questa che nasce il desiderio di annunciare a tutti il Vangelo. Non dimenticarti di sentire vicino in questo momento tutti i nostri missionari che nel mondo stanno donando la loro vita.                                                                                                                                                                                                                                Don Mario

L’ esame

Il Vangelo di domenica scorsa ci parla della venuta di Gesù alla fine dei tempi, cioè alla fine del mondo, quando davanti a Lui sfileranno tutti gli uomini come un gregge e Lui, come un pastore, dividerà le pecore dalle capre, i buoni dai cattivi.Tutto questo avverrà alla fine del mondo ma prima alla fine della nostra vita, noi andremo da Lui ed Egli ci giudicherà.Questa, che stiamo iniziando, per noi cristiani, è l’ultima settimana dell’anno liturgico e allora potremmo approfittarne per fare un po’ il bilancio di quest’anno passato, per esaminare la nostra vita e prepararci al grande esame finale.Se ci pensiamo bene, siamo proprio fortunati perché, al contrario degli esami di scuola, noi già sappiamo le domande dell’esame finale che il Signore ci farà e quindi possiamo prepararci per rispondere bene.In quel giorno il Signore ci chiederà: Avevo fame e tu…….?Avevo sete e tu………?Ero forestiero, extracomunitario e tu…….?Ero nudo, povero, senza chi mi difendesse e tu…….?Ero malato, handicappato, in ospedale e tu………..?Ero in carcere e tu………..?Ero senza casa, senza famiglia, senza lavoro e tu……..?Prova a riprendere queste domande e innanzi tutto a dare un volto, un nome a Gesù affamato, malato, forestiero…… è impossibile non accorgersi che anche oggi, qui, nel nostro quartiere, intorno a noi, Gesù soffre nella carne del nostro prossimo….E tu, come mai non lo sai o non lo vuoi riconoscere?E se riesci a riconoscerlo, cosa hai fatto per Lui fino ad oggi……?Ti accorgerai che è difficile amare sul serio come Lui ci insegna, abbiamo bisogno del suo aiuto, di imparare da Lui, dobbiamo stare un po’ più vicini a Lui … essere più generosi, meno calcolatori e spenderci con più coraggio per i fratelli, e soprattutto non prendere la preghiera come qualcosa che ci mette a posto la coscienza credendo di essere già bravi solo perché siamo andati a Messa la Domenica o addirittura super bravi perché veniamo anche all’adorazione del Lunedì.La preghiera, la Messa, l’adorazione, devono essere momenti forti per darti la carica per vivere come Lui, per scoprirlo nei fratelli, per donarti con generosità.Stare con Lui in Chiesa deve darti la gioia per continuare a stare con Lui nel mondo.In chiesa, si entra per amare Gesù nel tabernacolo e si esce per amare Gesù nei fratelli.Chiedi allora a Gesù che ti aiuti a prepararti bene all’esame, quello più importante della vita e a cominciare a mettere in atto qualche gesto concreto di amore.

Don Mario

Prega per fare la sua volontà

Se confrontiamo le parole di Gesù del Vangelo di ieri con le notizie dei giornali e della Tv, possiamo riconoscere che i “segni” della venuta del Signore sono già presenti e riconoscere che il mondo ha bisogno di un Salvatore e solo Gesù può soddisfare questo bisogno.Cosa dobbiamo fare allora? Come deve comportarsi il cristiano?Due sono le tentazioni che ci si presentano quando ci mettiamo di fronte al problema della fine del mondo e quindi del valore del tempo e della nostra vita.La prima è il desiderio di conoscere la “data di scadenza” e quindi la tentazione di  poter possedere il tempo misurandolo, come si fa con tante altre cose.Ma se ci pensiamo bene il tempo ci sfugge, nel momento stesso in cui tu pensi a “questo momento”, è già passato … solo il Signore è padrone del tempo, Lui che non solo “esce dal tempio”, ma è al di fuori del tempo, Lui che è Eterno.La seconda tentazione è conseguente alla prima e cioè, visto che non possiamo fermare e possedere il tempo, allora riempiamolo, sfruttiamolo fino in fondo, godiamo a più non posso, non perdiamo nemmeno un secondo … e così ci ritroviamo pieni di impegni, sport, amici, TV, lavoro, mestieri di casa,…, tanto che la malattia del secolo è la depressione (qual è il fine della mia vita?) o lo stress (non ho più un minuto di tempo), ma il tempo passa lo stesso e noi, presi da tante cose, non ci accorgiamo dove stiamo andando.Sì perché la cosa più importante non è conoscere il tempo della “fine” della nostra vita o del mondo, ma è sapere qual è “IL FINE” della nostra vita e della storia del mondo, cioè la direzione del nostro cammino, la meta dove vogliamo arrivare.Ecco allora che per te, “popolo che porti nel cuore la mia legge” (come diceva la prima lettura di ieri), anche questo tempo che ogni Lunedì “butti via” stando qui davanti al Signore è un momento importante nel cammino della vita.Importante perché ti aiuta a capire e a fare un po’ di chiarezza in merito alla direzione della tua vita, su come impiegare meglio il tempo che il Signore ti ha donato.Ieri abbiamo parlato anche di quell’opera di misericordia che ci ricorda l’importanza di pregare per i vivi e per i morti e allora usa bene questo tempo per pregare per tutti le persone che ti stanno a cuore ma anche per chi è lontano o ostile. Pregare abbiamo detto non vuol dire chiedere al Signore che faccia la nostra volontà ma metterti dalla parte dell’amore di Dio, sentire con il suo cuore e chiedere che venga il suo regno, che si compia l’attesa della sua venuta nel nostro cuore e nel cuore di tutti i nostri fratelli, vivi o defunti con i quali siamo misteriosamente in comunione.Chiediti se vivi ogni momento in riferimento a Lui e se sei sempre consapevole che Lui ti vuol bene e ti protegge e che, malgrado le avversità della vita e le tribolazioni, “la sua giustizia durerà per sempre e la sua salvezza di generazione in generazione”.Rimani un po’ di tempo qui davanti al Signore già pregustando quel tempo infinito che ci aspetta quando Lui vorrà chiamarci e così saremo sempre con Lui senza più il dominio del tempo e fai il proposito di vivere bene questo tempo di avvento.

Don Mario

Giovanni sei tu?

Oggi 21 Novembre 2016, come un giorno su Giovanni, oggi, in questo contesto storico, la Parola di Dio scende su di te, il Signore vuole incontrarti e tu sei venuto qui disponibile all’ascolto.Ecco il miracolo che anche oggi si avvera: la Parola che ha creato tutto, la Parola che è fuori dal tempo e dallo spazio, quella Parola “scende” in questo mondo, entra a far parte della nostra storia, della tua storia, della tua vita.Come nel Vangelo che abbiamo ascoltato ieri, anche oggi la Parola ha bisogno del deserto per poter arrivare a destinazione.Devi allora fare deserto e cioè innanzitutto silenzio perché tu possa ascoltare la Parola.Devi fare silenzio dentro di te! Metti a tacere tutte le voci che ti disturbano e ti distraggono, tutte le tentazioni che ti distolgono dal Signore e mettiti in ascolto, tendi l’orecchio, apri il cuore, renditi disponibile, attento e desideroso della sua Parola.Il deserto però è anche il luogo della povertà, dell’aridità e molte volte assomiglia proprio alla nostra vita, povera, arida, ma assetata e desiderosa di cambiare.Non dobbiamo pensare di poter offrire al Signore chissà quali cose, Lui viene anche nel deserto, nel “piattume” della nostra vita di ogni giorno con i nostri limiti e i nostri peccati ma desideroso di acqua che ristori la sete e dia fecondità, con la voglia, di cambiare, di lasciarci trasformare da Lui.Questa Parola, come un giorno su Giovanni, scende su di te, perché tu possa, come Giovanni, annunciarla con la tua voce e la tua testimonianza di vita bella,Tocca a te allora accogliere questa Parola e come Giovanni “evangelizzare” cioè portare a tutti il Vangelo, la buona notizia e suscitare un cambiamento di vita, la conversione.Ascolta allora quello che oggi il Signore ti vorrà dire in questo momento di deserto, in questo tempo di Avvento…Sarà una Parola di vita, che parlerà al tuo cuore e susciterà in te la domanda: “Cosa debbo fare?”. Ascolta, interroga, e soprattutto lasciati guidare…Buon deserto allora. Ricordiamoci di pregare per tutti coloro che stanno attraversando il deserto o i deserti della loro esistenza e della loro vita, stranieri, immigrati, rifugiati perché possano trovare accoglienza.

Don Mario

Com- muoviamoci sul serio

Con la Festa di Pentecoste abbiamo concluso il tempo di Pasqua ed ora iniziamo questo  nuovo tempo liturgico dominato dal colore rosso, come il fuoco dello Spirito.È  stata una festa bella che è culminata con la celebrazione della Messa di prima Comunione  e il Battesimo di alcuni ragazzi e che ha commosso un po’ tutti, da me, ai nostri ragazzi, alle catechiste che li hanno preparati in questi anni, ai genitori, padrini, madrine, a chi c’era in Chiesa, a chi seguiva con la radio parrocchiale, ai parenti e frequentatori del nostro sito che hanno partecipato a migliaia di kilometri di distanza via internet.  Forse qualcuno anche ha versato qualche lacrima ma ora in questo momento di silenzio e di adorazione, è bene fermarsi un po’ davanti al Signore e verificare fino a che punto ci siamo lasciati coinvolgere, com-muovere dai doni dello Spirito.Non basta vivere un momento magari intenso di spiritualità, dobbiamo da questi momenti forti ricavare la forza di andare avanti poi ogni giorno.Dopo la Pentecoste, iniziamo un tempo di responsabilità, il cero pasquale, segno della luce di  Gesù risorto presente in mezzo a noi, non c’è più sull’altare. Ora noi siamo chiamati a rendere presente l’amore di Gesù in mezzo ai fratelli, una responsabilità grande, un compito impegnativo ma non dobbiamo temere, il Signore ci accompagna con il dono del suo Spirito, questa forza misteriosa e vitale che ieri ha donato a tutti noi.Mentre negli Atti degli apostoli riuniti in preghiera nel cenacolo, sarà soffio di vento impetuoso, lingue di fuoco, nel vangelo di Giovanni di ieri, lo Spirito è il misterioso Paràclito, il Consolatore, colui che ci asciuga le lacrime (anche quelle della commozione), ci fa vedere bene tutte le cose (attraverso le lacrime si vede male), ci coccola, ci sostiene, ci fa tornare il sorriso.  Medita in questo momento queste belle parole di una predica di Pentecoste di Efrem Siro“Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l’intera creazione… Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l’ordine di seminare…Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito… Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell’ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi…O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l’intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell’azione di grazie!”Anche noi, come gli Apostoli, lasciamoci accendere come lampade dallo Spirito Santo per illuminare l’intera creazione, lasciamoci seminare come terreno arato e fertile e lasciamoci sospingere dalla brezza verso l’oceano dell’amore e della contemplazione orante.Preghiamo  così: Vieni Spirito Consolatore, trasformaci col tuo soffio ricreatore, dilata il nostro cuore, rendi puro il nostro sguardo, splendente il nostro volto; feconda con la tua forza il seme della Parola perché riecheggi sempre nel nostro cuore e nella nostra mente e venga proclamata con coraggio dalle nostre labbra. Amen!Ricordiamo nella preghiera tutti i nostri ragazzi, le loro famiglie e ricordiamo anche in maniera particolare tutti quei nostri fratelli cristiani che in questio tempi vivono momenti difficili di persecuzione e di martirio.

Don Mario

La Famiglia di Dio

Dio ha tanto amato il mondo da traboccare, per così dire, del suo essere amore-trinitario, amore-comunione.L’essenza di Dio è questo amore: il Padre e il Figlio che si amano a tal punto che il loro reciproco amore è una terza persona: lo Spirito Santo.È il mistero più alto della nostra fede.La nostra intelligenza non arriva a comprenderlo, ma, illuminata dallo Spirito Santo, può intuirne gli splendori proprio perché cuore del mistero è l’Amore e segno più grande e distintivo è l’Eucaristia che hai di fronte.Anche noi che siamo fatti a immagine di un Dio Trinità, amore non sentiamo che è forse l’amore il senso di tutta la nostra vita?E il nostro cuore non ci dice forse che solo per l’Amore, per la felicità di essere amati e di amare che noi esistiamo?L’unità di Dio, proclamata dall’Antico Testamento e difesa dalla confusione del politeismo imperante attorno al popolo di Israele, non è contraddetta dalla rivelazione del mistero della Trinità del Nuovo Testamento. Anzi, questa rivelazione del Dio unico si completa e si illumina più profondamente dicendoci che questo unico Dio è un Dio di relazione, un Dio che ha come caratteristica fondamentale l’essere comunione.E noi, accogliendo il dono del Paraclito, dello Spirito Santo, entriamo a far parte della “squadra” di Dio, della sua Famiglia e diventiamo a nostra volta testimoni dell’amore trinitario di Dio.Fermiamoci allora a contemplare l’aspetto trinitario della nostra vita.Anche oggi, se sono qui è perché lo Spirito mi ha guidato all’incontro con il Padre per mezzo del suo Figlio Gesù che chiede a me di continuare a vivere anche i miei rapporti quotidiani con lo stesso stile “Trinitario” cioè nel rispetto della diversità dell’altro e nel dono reciproco.

 

Don Mario

O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per stabilirmi in te, immobile  e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità. Che nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da te, o mio Immutabile, ma che ogni istante mi porti più lontano, nella profondità del tuo Mistero.  (Sr. Elisabetta della Trinità)

Sciallà

Oggi qui davanti al Signore, abbiamo diversi motivi per cui pregare, diversi argomenti da presentare al Signore e di cui parlargli.Innanzitutto non possiamo dimenticare i nostri ragazzi che ieri hanno ricevuto la Cresima, loro sono diventati più “ricchi” ma anche noi, perché, attraverso il Corpo Mistico di Gesù, partecipiamo di questa Grazia che è stata effusa sui nostri ragazzi.Ricordiamoli al Signore perché possano essere sempre docili all’azione dello Spirito e possano scoprire il senso della loro vita e il sogno che il Signore ha su ciascuno di loro.Pochi giorni fa abbiamo ricordato il quinto anniversario del martirio di Mons. Luigi Padovese, un uomo che ha dato la vita per il dialogo e la pace tra i popoli e in maniera particolare con il mondo islamico e proprio attraverso le parole e la presenza di Mons. Paolo Martinelli che ha amministrato la Cresima e si è appoggiato proprio al pastorale di Mons. Luigi, sentiamo ancora forte la sua presenza benedicente sulla nostra e sua  parrochia, perciò in questo momento, ricordiamolo al Signore ma soprattutto chiediamo a lui che continui ad assisterci nel nostro cammino e che sappiamo essere sempre anche noi strumenti di comunione e di missione.Ciascuno di noi poi ha i suoi motivi per pregare il Signore, e soprattutto per rinnovare la nostra fiducia in Lui, come ci suggerisce il Vangelo di ieri.Forse troppe volte ci affanniamo per le cose di questo mondo, come se tutto dipendesse da noi e dimentichiamo che siamo figli di un Padre buono che ci ama, ci cura, ci protegge e ci aiuta.Il Signore Gesù forse oggi sintetizzerebbe il suo discorso che abbiamo ascoltato dal Vangelo di ieri con la parola che oggi tanti giovani usano: “Scialla” che tra i tanti significati che può avere, vuol significare soprattutto: “stai sereno, non stressarti, calmati, fidati….” Certo che, in tempi così difficili dal punto di vista economico dove molti fanno fatica ad arrivare a fine mese, sembra quasi una presa in giro sentire il Vangelo di ieri che ci dice: “Scialla!”Ma Gesù ci vuole ricordare che dobbiamo guardare le cose con i suoi occhi, cambiare la nostra prospettiva sempre troppo umana e mondana per risolvere i problemi alla radice, e cioè, ci chiede di fare  una giusta scala di valori e di priorità, prima il Signore e poi tutto il resto, se siamo arrivati a questo punto di crisi e di disastro economico, è forse perché abbiamo messo prima tutto il resto e poi il Signore e così ci siamo imbarcati in un “falso” benessere e opulenza creando gravi differenze e povertà che ora poco alla volta ci chiedono il conto…. Se avessimo scelto per primo il Signore, la nostra vita sarebbe stata certamente più armonica e serena …..E allora ….sciallati un po’ anche tu perché, in fondo, che vale è Gesù

Don Mario

Tu ……..da che parte stai?

“I soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto,…C’era anche una scritta… uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava… l’altro invece lo rimproverava …”E Lui, con le braccia allargate come in un grande abbraccio d’amore, appeso alla croce, pronunciava solo parole di perdono, di amore, di dono, di accoglienza. Prometteva il Paradiso al ladrone pentito, donava sua Madre a noi e noi a sua Madre, effondeva il suo sangue per la nostra salvezza, pensava solo a salvarci e si abbandonava alla volontà del Padre.Eccoti qui anche oggi in chiesa, sei entrato, hai fatto una bella genuflessione, hai tracciato un bel segno di croce e, se sei proprio bravo, ti sei messo un momento in ginocchio, poi ti sei seduto (qualcuno, troppo stanco, si è seduto subito…) e, ora, hai tra le mani questo foglietto.Sei anche tu qui davanti al Re in Croce!Domenica abbiamo celebrato la solennità di Cristo Re ed è proprio per questo che quando entro in chiesa mi prostro davanti a Lui e faccio la genuflessione per dirgli che Lui è più grande di me, che io non sono degno nemmeno di guardarlo negli occhi, che mi considero piccolo davanti a Lui…Ma è proprio vero che Lui è il mio Re, il Signore della mia vita?Un Re diverso dagli altri che ha come trono una croce! È proprio il segno di croce che distingue i discepoli di Gesù, quello che domenica abbiamo fatto sulla fronte di Raffaello e Evelin che iniziano il loro cammino per ricevere il Battesimo, quello che anche noi abbiamo ricevuto per la prima volta il giorno del nostro Battesimo e che facciamo tutte le volte che iniziamo a pregare. È con la croce che Gesù ha conquistato il Regno.Ed è proprio la croce di Gesù che noi vogliamo portare. Ma sarà proprio così? Quante volte pensiamo che essere Re occorra farsi rispettare e “non farsi mettere sotto i piedi!”, non è certamente questa la “logica della croce”.Quante volte siamo pronti ad evitare la fatica, l’impegno, la responsabilità, siamo pronti a scegliere il male facile piuttosto che il bene difficile o abbiamo paura a farci riconoscere come cristiani… Non è questa la logica della croce… Forse sei anche tu come i soldati… o come uno dei ladroni…. Quale… o peggio ancora forse sei come Pilato, con le mani pulite?E allora, di fronte a questo infinito amore misericordioso di Gesù che in croce abbraccia tutta l’umanità, mettiti in ginocchio, in raccoglimento, in preghiera perché è solo così, attraverso l’adorazione, il silenzio, l’ascolto della sua Parola, puoi conoscere la sua volontà, uniformarti al suo pensiero, anche tu puoi così essere un vero “suddito” del suo regno, partecipare pienamente alla sua vittoria sul male e diventare anche tu Re innanzitutto della tua vita per farne un dono come Lui.Oggi, Lui, qui, presente nell’Eucarestia ci ricorda la fedeltà del suo amore, ma anche oggi come allora la gente intorno continua a sbrigare le proprie faccende, c’è chi lo disprezza, chi lo nega, chi soffre maledicendo, chi guarda, chi pensa agli affari, chi lo strumentalizza politicamente,…, e come allora anche oggi Lui qui, dalla croce guarda, accoglie, perdona, dona, ama, muore…Ma c’è qualcosa di diverso, oggi da allora: oggi, qui, ci sei anche tu…!E allora, tu, cosa fai? Hai deciso da che parte stare?Prova allora a “guardare” anche tu verso di Lui, lasciati perdonare, accogliere, amare… allora anche per te Oggi, si apriranno le porte del Paradiso e la gioia entrerà nel tuo cuore.

 

Che tempo che fa ?

Se confrontiamo le parole di Gesù nel Vangelo di ieri con le notizie di ogni giorno, possiamo riconoscere che i “segni” della venuta del Signore ci sono tutti: il mondo ha bisogno di un Salvatore e solo Gesù può soddisfare questo bisogno.Cosa dobbiamo fare allora?Come deve comportarsi il cristiano?Due sono le tentazioni che si presentano quandoci mettiamo di fronte al problema del valore del tempo e della nostra vita.
La prima è il desiderio di conoscere il futuro per possedere il tempo e così ci rivolgiamo a maghi, astrologi, alle previsioni meteo… Ci piacerebbe conoscere il futuro, sapere la “scadenza” della nostra vita e del mondo ma ci accorgiamo che è impossibile possedere il tempo e allora cerchiamo di misurarlo come si fa con tante altre cose. Possediamo orologi che spaccano il secondo, talmente precisi che nel momento stesso in cui tu leggi l’ora, non riesci a dirla esatta perché è già passata … solo il Signore è padrone del tempo, Lui che è al di fuori del tempo, Lui che è Eterno. La seconda tentazione è conseguente alla prima e cioè, visto che non possiamo fermare o possedere il tempo, allora lo riempiamo, lo sfruttiamo fino in fondo, non stiamo fermi un minuto, non perdiamo un attimo … e così ci ritroviamo pieni di impegni, sport, amici, TV, lavoro, mestieri di casa,…, tanto che la malattia del nostro secolo è lo stress,…. ma il tempo passa lo stesso e noi, presi da tante cose, non ci accorgiamo dove stiamo andando.Sì perché la cosa più importante non è conoscere la data della “fine” della nostra vita o del mondo, ma scoprire qual è “IL FINE” della nostra vita e della storia del mondo, cioè la direzione del nostro cammino, la meta dove vogliamo arrivare e di conseguenza, come conviene impiegare in maniera giusta il tempo che ci è dato.Ecco allora che per te, che hai scelto di venire qui a “buttare via” un po’ di tempo stando qui davanti al Signore, questo momento di adorazione diventa importante. Importante perché, nel silenzio, davanti a Gesù, puoi capire meglio e fare un po’ di chiarezza sulla direzione della tua vita, sulla scelta di come impieghi il tuo tempo. Approfitta allora di questi momenti per esaminare le tue scelte di ogni giorno, i tuoi impegni: possiamo paragonarli ai granelli di sabbia che riempiono la clessidra della tua vita.Chiediti se vivi ogni momento in riferimento a Lui che è IL FINE della tua vita, se sei sempre consapevole che Lui ti vuol bene e ti protegge da ogni male “nemmeno un capello del vostro capo cadrà” e anche a te dice di non temere quando succedono alcune cose anzi di “risollevarti e alzare il capo perché la liberazione è vicina”. Rimani allora un po’ di tempo qui davanti al Signore già gustando quel tempo infinito che ci aspetta quando Lui vorrà chiamarci e così saremo sempre con Lui senza più il dominio del tempo…

Don Mario

Inizio del Vangelo secondo …te

Ieri abbiamo ascoltato le prime parole del Vangelo di Marco.Queste solenni parole: “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” ci riportano indietro, attorno all’anno 60, a Roma mentre sta per abbattersi sulla comunità una nuova grande persecuzione sotto la quale moriranno martiri molti cristiani e tra questi Pietro e Paolo.Per questi cristiani di Roma, Marco, ascoltando la testimonianza di Pietro in carcere, inizia a scrivere una “bella notizia“, una notizia sconvolgente che dà gioia, fiducia e speranza a tutta la comunità. Questa notizia è Gesù!Cioè il fatto che Dio in Gesù di Nazareth viene per condividere la nostra vita, per morire per noi, per vincere la morte e donarci la vita eterna, è la notizia più bella del mondo ed è ancor più bello il modo con cui Dio ci salva, cioè diventando uno di noi!Visto lo stile di Dio, puoi comprendere come oggi possa essere possibile anche per te, incontrare Gesù qui nell’Eucaristia.Questa bella notizia si manifesta anche per noi, oggi è già “quel giorno” di cui parla Isaia nella prima lettura: oggi, Gesù è qui per te!La venuta di Gesù porta la pace, l’incontro tra gli uomini che si lasciano sommergere e convertire dal suo amore, nella visione di Isaia anche i secolari nemici Assiria ed Egitto, si aprono all’amore del Signore lo riconoscono come Dio e vivono in comunione con Israele.Anche oggi, soprattutto abbiamo bisogno di queste parole di speranza del profeta. Anche oggi in un mondo lacerato da odio e divisioni, abbiamo bisogno di credere che l’amore di Dio supera tutte le barriere.Fermati allora un po’ con Lui, raccontagli di te, della tua vita, delle tue preoccupazioni, proprio come con un amico vero, apri il tuo cuore¼.Come i primi discepoli della comunità di Roma chiedi a Lui la forza di essere sempre suo fedele discepolo anche nei momenti difficili della vita, e come Marco, Giovanni Battista e Paolo, senti l’urgenza di “annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio creatore dell’universo” (seconda lettura).Solo la fede nel Signore ci può salvare e salvare il mondo intero dalla distruzione.Se anche tu come Marco saprai portare a tutti la bella notizia, il Vangelo che è Gesù, allora sarà possibile cambiare questo mondo.Prova a iniziare anche tu a scrivere il tuo Vangelo, il racconto della tua esperienza con Gesù…..

Don Mario

Dubito ergo credo

“Sei proprio tu o dobbiamo aspettarne un altro?”Ecco il dubbio di Giovanni Battista.In prigione per amore della verità e per fedeltà alla sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente vicino il giorno della sua morte e vuole essere certo di aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per niente, di essersi comportato secondo la volontà di Dio.Lui, così deciso ha un momento di dubbio!Non c’è da stupirsi, è proprio una caratteristica dell’uomo e soprattutto del credente quello di farsi sempre delle domande, di voler approfondire sempre di più i motivi del suo credere, la sua conoscenza del Signore e del suo progetto su di noi.Cosa fa allora Giovanni?Manda dei messaggeri a chiedere a Gesù di aiutarlo a risolvere i suoi dubbi.Anche noi allora, non dobbiamo spaventarci se ci chiediamo il perché di quello che facciamo, della nostra fede, se ci domandiamo qual è la nostra vocazione.Dobbiamo fare come Giovanni, chiedere, informarci, parlare magari con un sacerdote che possa meglio aiutarci a capire la volontà del Signore.Anche questo momento di adorazione devi riscoprirlo come un momento importante di riflessione, di ricerca e di approfondimento del tuo rapporto di amicizia con Gesù e della tua serietà nel seguirlo.Questa adorazione è la risposta che Gesù da alle tue domande, ai tuoi dubbi: la sua presenza nell’Eucaristia, nel silenzio del tuo cuore, negli amici che pregano con te, nel don in fondo alla chiesa……. sono segni concreti della sua vicinanza a te e strumenti che ti offre per crescere nella fede e nella comprensione della tua vita.Non aver paura allora, mettiti nelle sue mani e impara da Giovanni, con forza e con decisione affronta i tuoi problemi e le tue domande, qui, oggi, sotto lo sguardo pieno di amore di Gesù Eucarestia.Guardati attorno e scopri i segni del regno di Dio che avanza, il bene che viene seminato ogni giorno nei confronti di chi ha bisogno da tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che come Gesù si fanno prossimo a chi soffre… e chiedi di diventare anche tu segno vivente dell’amore di  Dio

don Mario

 

Figli nel Figlio

“Mentre …Gesù, ricevuto anche Lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di Lui lo Spirito Santo… e venne una voce dal cielo: <Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.>”Anche a noi il giorno del nostro Battesimo è capitata la stessa cosa.Anche a me, anche a te, il Padre ha detto: Tu sei mio figlio, l’amato!In questo momento di preghiera mi metto di fronte all’Eucarestia, al sacramento dell’Amore con il quale il Padre ci ha amato, al corpo del suo Figlio donato e spezzato per noi e mi domando se anche per me possa continuare la frase detta un giorno al suo Figlio Gesù, …. In te ho posto il mio compiacimento!La mia vita è proprio come quella di Gesù, mi metto in fila con i peccatori o mi sento più bravo, superiore agli altri?Mi immergo nelle acque del Giordano come Gesù?Mi lascio bagnare dalle lacrime dei miei fratelli, dal loro dolore?Condivido la vita di chi mi sta attorno o penso sempre e solo a me stesso?Mi porto addosso il male, i peccati, l’egoismo mio e del mondo che mi circonda per poterlo santificare, purificare, illuminare dalla grazia del Signore.È per questo modo di essere e di fare che il Padre si compiace del suo Figlio Gesù!E allora se anche noi siamo suoi figli anche noi dobbiamo imparare da Lui.Quanto male c’è nel mondo perché sono troppi coloro che lo fanno ma sono altrettanto numerosi coloro che lo ripercuotono sugli altri e non lo vincono con gesti e atteggiamenti di amore e di perdono.Certo è difficile essere figli come il Figlio.Forse era meglio se il Padre ci chiamava ad una missione un po’ più semplice, meno rischiosa e, a prima vista, più gratificante.Perché dobbiamo assomigliare a Gesù e dare la vita come Lui?Costa fatica, troppa…Ma è proprio perché il Padre ci ama! Lui vuole che noi viviamo la nostra vita in pienezza e che sappiamo portare a tutti il suo amore misericordioso. Allora, come per il suo figlio Gesù ci farà passare attraverso la morte, ci farà vincere la morte se ogni giorno sapremo morire un po’ per gli altri.Grazie Signore di averci fatti tuoi figli, grazie di averci fatti partecipi della tua famiglia e aiutaci ad esserne sempre degni perché tu possa compiacerti anche di noi.In questo momento di preghiera ricordiamo al Signore Pietro e Giacomo suoi nuovi figli e nostri fratelli, ricordiamo anche tutte le famiglie in difficoltà, in maniera particolare una che in questi giorni sta soffrendo.

Don Mario

Diventa segno consola Giovanni

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”Ecco il dubbio di Giovanni Battista.In prigione per amore della verità e per fedeltà alla sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente vicino il giorno della sua morte e vuole essere certo di aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per niente, di essersi comportato secondo la volontà di Dio.Lui, così deciso ha un momento di dubbio, di crisi!E ai suoi inviati Gesù cosa risponde?Guardate i segni del regno che avanza, che è già in mezzo a noi …Quali sono questi segni?I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti resuscitano e ai poveri è annunciato il Vangelo!A questo mondo in crisi che si trova imprigionato e costretto nella sua libertà dai potenti, che ci interpella che chiede dei segni della verità del Vangelo e della capacità di salvezza di Gesù, cosa dobbiamo dire?Dobbiamo dare luce, annunciare e far sentire la sua voce, dobbiamo portare purezza e possibilità di vita nuova, eliminare le emarginazioni e annunciare agli “scarti” di questo mondo la bella notizia che Dio ci ama.Ma come? Non con le parole ma con i fatti, con la nostra vita bella, con la luce delle nostre comunità aperte, dove ciascuno viene stimato e valorizzato per i suoi doni, tanti o pochi non importa, comunque diversi, dove vige la legge dell’accoglienza e dell’amore fraterno…. Ma sarà proprio così?Forse, se tanti si fanno qualche domanda sulla reale forza del Vangelo è perché le nostre comunità, grandi (diocesi, parrocchie) o piccole (gruppi, famiglie) non sono proprio esempio di questa bellezza e gioia del Vangelo e allora non sarà il caso di approfittare di questo avvento per provare a cambiare vita?Apri il tuo cuore qui davanti al Signore e chiedi a Lui l’aiuto per vivere sempre più coerentemente la tua fede.Intanto però guardati attorno e scoprirai anche i segni del regno di Dio che avanza, il bene che viene seminato ogni giorno nei confronti di chi ha bisogno da tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che come Gesù si fanno prossimo a chi soffre… e chiedi di diventare anche tu segno vivente dell’amore di Dio

don Mario

A si no cercasi !

Il Signore ne ha bisogno, di cosa?Di un asino legato come me, come te!Senza l’asino non può entrare a Gerusalemme, nel mondo.Il somaro è colui che porta i pesi degli altri, colui che si fa servo e non si serve o si fa servire, per questo il Signore ne ha bisogno perché indica il suo stile di ingresso nel mondo, anche a Betlemme era tra un asino e un bue (segno di mansuetudine).L’asino però deve lasciarsi slegare da Lui, deve liberare la sua capacità di servire, di mettersi al servizio di Gesù per poterlo portare ai fratelli, deve liberarsi da tutti i pregiudizi e da tutte le domande inutili che la gente si può fare: “Perché lo slegate?” “A cosa serve servire gli altri?”“Una vita serve se serve!” ha detto più volte Papa Francesco.Dobbiamo avere il coraggio di “buttare i nostri mantelli” cioè le nostre false sicurezze, le nostre ricchezze, la nostra vita; ci dobbiamo mettere ai piedi di Gesù per preparargli la strada, per seguire Gesù nel cammino passando da Betfage (Casa del fico, cioè della sapienza, dell’immagine, pensiamo al fico sterile, fatto solo di belle foglie…) a Betania (Casa del povero) attraverso il Tempio (luogo dell’incontro con Dio).Eccoti allora ai piedi di Gesù, forse sei ancora legato, forse hai paura di consegnarti nelle sue mani, forse ti spaventa il suo peso su di te, ma il suo giogo è dolce e leggero…. Fidati di lui, come l’asino, “lo rimanderà subito” dopo aver svolto il suo servizio, non ti schiavizza, ti rimanda libero…In questa pausa di silenzio, preparati ad accogliere Gesù in questo Natale, preparati a portare Gesù con la tua vita bella in mezzo ai fratelli, prega il Signore che “ti faccia crescere e sovrabbondare nell’amore per tutti”, così che possa attraverso la tua testimonianza e il tuo servizio venire ancora oggi in mezzo a noi e portare pace, giustizia, amore e perdono in questo mondo.Lasciati slegare, libera la tua vita, fanne dono come il Signore ci ha insegnato, allora tutto intorno a te sarà gioia e festa: “Osanna, Benedetto colui che viene, osanna nel più alto dei cieli” come un giorno cantavano gli angeli così oggi possano cantarlo gli uomini che si accorgono della presenza, della venuta e della visita di Gesù.  Stendi allora il tuo mantello ai piedi del Signore, libera la tua capacità di amare e di servire e con gioia per-corri con il Signore questo cammino di Avvento.

                                    don Mario

Un Mandato da Dio

Venne un uomo mandato da Dio… Queste sono le parole con cui iniziava la pagina di Vangelo di domenica, parole che sembrano rivolte a ciascuno di noi: ciascuno di noi è mandato da Dio. La nostra vita non è un caso per nessuno, né per noi né per il mondo intero. Ciascuno di noi è protagonista di un mandato: siamo tutti dei “mandati” con un progetto per la nostra vita. Tutti abbiamo uno scopo nella nostra vita: le nostre parole risuonano e rimangono nei giorni della storia; le nostre azioni si incidono nelle azioni di tutti gli uomini. Le parole che dico, i sentimenti che vivo, le azioni che compio sono irripetibili: dentro la storia di tutti Dio sa trovare sempre le mie parole, i miei gesti, le mie imprese, anche le mie sciocchezze. La vita di ogni uomo è preziosa come la vita di Giovanni Battista: tra i nati da donna nessuno è più grande di Lui, ha detto Gesù di Giovanni, ma noi siamo i più piccoli del Regno di Gesù, perciò siamo più grandi di Giovanni. La vita di ogni uomo è preziosa come la vita di Gesù: Giovanni mandato per preparare la strada a Gesù; Gesù mandato per tracciare la strada a tutti noi, la strada di figli di Dio. Se qualcuno manca su questa strada, Dio Padre se ne accorge subito, e Gesù si mette subito sulla strada per cercarci. E quando ci radunerà tutti nel suo Regno farà l’appello, se mancherà qualcuno, Lui si accorgerà subito. Dio guarda a ciascuno di noi e ci avvolge della sua tenerezza di Padre, come ha fatto per Maria la Madre: piena di grazia, anche a noi ha detto: Tu sei pieno della mia grazia. Siamo mandati per dare testimonianza alla luce: questo è il nostro compito: che la nostra vita dia luce, faccia luce. Che fortuna quando si incontra qualcuno dal quale riceviamo sempre luce, serenità, fiducia in noi stessi… Che bello ritornare a casa la sera e quando entri in casa, ti accorgi che c’è luce. Che fortuna quando si incontra qualcuno che ci sa indicare la strada verso Gesù, che ci fa luce per rimanere affascinati, incantati di Gesù. Tu sei pieno di luce, dice a ciascuno di noi.  Siamo ormai tutti presi (il tempo, la mente, i pensieri, i soldi…), tutti travolti da una corrente che ci trascina verso il Natale. E accanto a questo, molto nervosismo, un po’ di ansia, qualche delusione… Contiamo di riuscire a fare tutto in tempo e arriviamo al Natale stressati e stanchi, e anche scontenti. Gesù non è contento pensando che il suo Natale ci procura così tanti affanni e tensioni. Gesù è venuto tra di noi per darci la possibilità di avere una vita buona, bella come la sua. Cerchiamo di vivere i rapporti quotidiani (dalla famiglia al lavoro), attingendo luce, speranza, gioia, serenità e salute dalla luce, dalla speranza, dalla gioia, dalla serenità, dalla salute degli altri: Sappi splendere della speranza degli altri! Sarebbe il regalo più bello per Natale. Cerchiamo negli altri la cosa più preziosa che ci possono donare. Non è sempre la più evidente, anche perché noi siamo distratti da tante cose.Approfitta di questo momento di silenzio, di adorazione, per andare al profondo del tuo cuore e chiederti: sono felice? Cosa mi manca per essere felice? Ti accorgerai che ciò che ti manca per essere felice è a portata di mano: è lo sguardo puro che sa vedere gli altri come un dono, è il cuore finalmente libero dai risentimenti, dai rancori, dalle gelosie… Anche tu, come Giovanni, sei mandato per risplendere della luce di Gesù e per portarla ai tuoi fratelli!

Gesù sarà contento se ci prepariamo al suo Natale così.

Ma diamogli un po’ di soddisfazione

 “Cristo non volle essere battezzato per essere santificato dalle acque, ma per santificarle lui stesso di modo che fosse Lui a purificare quelle acque che toccava. Rese così pura la fonte perché la grazia del lavacro battesimale fosse distribuita in seguito ai popoli futuri.”(S. Massimo da Torino, un vescovo dei primi secoli)…E questa grazia di cui ci parla s. Massimo, un giorno è stata effusa su di noi, anche su di te, e siamo diventati figli di Dio. A proposito, ti ricordi la data del tuo Battesimo?Da allora sei diventato figlio e oggi sei qui proprio come figlio per parlare con il Padre ma soprattutto per verificare di fronte al suo Figlio nel quale il Padre si “compiace”, la tua somiglianza con Lui così da essere anche tu “consolazione, compiacimento” del Padre.È  proprio Gesù il nostro modello, è a Lui che dobbiamo guardare per vivere fino in fondo la nostra vocazione ad essere figli di Dio.Allora, che cosa fa piacere al Padre? Certamente il fare la sua volontà, “adempiere ogni giustizia”, ma qual è la sua volontà? Amare Dio e amare i fratelli, vivere la misericordia di cui ci parla la prima lettura del Profeta Isaia, portare la gioia, la pace, la giustizia, distruggere tutti i muri di separazione tra gli uomini, stare dalla parte dei poveri, dei lontani, dei peccatori, per portare loro la buona notizia di un Dio che ci ama ed edificare un tempio santo e diventare dimora di Dio:  questo è quello che piace al Padre.E allora mi domando, mi comporto così, da Figlio?Sono capace di condividere i problemi, i dolori, le solitudini di chi mi sta intorno o penso solo a me stesso, ai miei problemi, alle mie ansie…Sono capace di portare gioia, serenità, pace, giustizia intorno a me o sono invece causa di sofferenza, di divisione, di ingiustizie…Di chi sono figlio? Di Dio, del mio egoismo o del maligno?Ricorda che un giorno con il Battesimo ti è stata data la forza e la potenza dello Spirito di Cristo, sta a te lasciarti guidare dallo Spirito e anche se qualche volta lo hai dimenticato, questa forza non viene meno, hai sempre la possibilità di fare ritorno, ogni giorno, alla casa del Padre. La confessione è uno strumento indispensabile nel nostro cammino di figli … troppe volte … prodighi. Proprio con la confessione rinnoviamo ogni volta la Grazia del Battesimo e l’immagine del Figlio. Perché allora non dare una bella soddisfazione al Padre e fargli piacere, in fondo Lui non aspetta altro che il momento per dirti con gioia “ecco il mio figlio nel quale mi sono compiaciuto!” Facciamolo contento allora, comportiamoci da figli! E naturalmente chiediamo ancora una volta l’aiuto a Gesù nostro Fratello…

Don Mario

Non hanno più vino

“Non hanno più vino!”, come Maria, qui davanti a Gesù anche noi ripetiamo con fede e con forza questa bellissima invocazione che nasce da un cuore materno e pieno di compassione.Anche noi, chiesa in cammino nel mondo abbiamo questo compito importante, quello di Maria alle nozze di Cana.Dobbiamo pregare il Signore Gesù per tutte quelle coppie che non hanno più vino, il cui amore sta annacquandosi, per cui la gioia non esiste più ma regna la stanchezza, il dolore, la malattia, la povertà, il non rispetto, l’egoismo, il tradimento…Pensiamo in questo momento a tutte quelle famiglie che sono in crisi e che non riescono ad uscirne, che non vogliono superarle, che sono sole e senza aiuto e che alle prime difficoltà si arrendono provocando grandi disastri in sé stessi e nei figli innocenti….Chiediamo a Gesù che trasformi gli otri pieni di lacrime e colmi dell’acqua di purificazione, in vino nuovo, buono, abbondante….Che il Signore ridoni a tutti gli sposi la gioia, l’amore e la bellezza della vita coniugale….Nel racconto del Vangelo di ieri bisogna notare che gli unici che non si accorgono e che non fanno nulla sono gli sposi che invece subiscono o godono del lavoro e dell’intercessione di altri (del maestro di tavola, sbadato che pensa solo al guadagno, dei servi che … servono, di Maria che intercede e di Gesù che opera).Anche noi siamo chiamati quindi ad impegnarci per le famiglie che abbiamo intorno. Se vanno in crisi è molto spesso per i “maestri di tavola” che li sfruttano! Pensiamo all’impegno di lavoro stile “piramidi” che oggi viene chiesto alle nostre famiglie! Non c’è più tempo per stare assieme, si torna stressati, non si riesce a trovare tempo per fare e per educare i figli, frutto più bello e gioioso dell’amore…. Ci sono mutui che strozzano e schiavizzano le famiglie a vantaggio di banche e costruttori ricchi sfondati che dilapidano ricchezze mal guadagnate… certo è un problema più grande di noi, cosa possiamo fare? Innanzitutto mettere davanti a Gesù tutta questa situazione e poi, fare come i servi sul consiglio di Maria: “Fate tutto quello che vi dirà!”…Che cosa mi dici Signore? Come posso fare per portare la tua gioia, il vino buono a tante famiglie intorno a me? Certo ci vuole un grande sforzo (gli otri pesavano ed erano colmi di lacrime e peccati purificati) ma ognuno ha certamente la sua risposta dal Signore, certo è che dobbiamo creare una rete intorno alle nostre famiglie, un aiuto, una protezione, anche se, come a Cana, per ora non si accorgono di nulla, ma prima che scoppi il disastro dobbiamo sentirci anche noi responsabili.Come? Ascolta quello che ti suggerisce il Signore, non farti troppe domande, lui è capace di trasformare le lacrime in gioia… se tu però farai tutto quello che ti dirà!!!!!

Don Mario

Destra o sinistra , questo è il problema

Consigliare i dubbiosi è la prima opera di misericordia spirituale.Opera di misericordia perché si fa carico dell’esperienza del dubbio, del disorientamento, dell’incertezza di un fratello.Sono due le parole che definiscono questa opera, cerchiamo di capire cosa significano. La prima: “Consigliare”Uno dei doni dello Spirito Santo è proprio quello del consiglio e cioè della certezza nell’aiuto dello Spirito Santo nelle scelte della vita, ma anche della capacità e della facoltà che ogni Cristiano maturo ha di consigliare i fratelli.Ma cosa vuol dire consigliare?Qualche esempio di consiglieri: Il mister sportivo, l’allenatore è uno che consiglia, che mi aiuta a usare in pieno le mie doti sportive, la guida in montagna è colui che mi accompagna con i suoi consigli nel cammino per raggiungere una vetta, una meta prefissata, il maestro di musica mi dà suggerimenti per valorizzare in pieno il mio talento musicale, abbiamo poi i cosiddetti “consigli per gli acquisti”, c’è poi il consiglio comunale, il consiglio di istituto e sappiamo bene che funzioni hanno…  Ma consigliare per un cristiano cosa vuol dire?Tra tutti questi consiglieri che ci aiutano dal punto di vista materiale, esiste anche la possibilità, la responsabilità e la gioia di consigliare spiritualmente cioè di aiutare un fratello a fare un cammino di crescita nello spirito.Consigliare è aiutare qualcuno nel desiderio di comprendere la sua vita e nella onesta ricerca del bene, significa aiutare gli altri a camminare nella giusta direzione, a compiere le scelte giuste, a rendersi conto che si sta sbagliando, a conoscere meglio se stessi e comprendere la propria vocazione, a leggere con verità le situazioni, a decidere secondo coscienza, a valutare le situazioni nella logica del Vangelo.Il vero consigliere è colui che innanzitutto sa ascoltare la voce dell’altro ma soprattutto la voce dell’Altro, del Signore che mi parla e mi dà luce e quindi aiuta a scoprire le meraviglie che il Signore ha messo nel cuore di ciascuno.Il vero consigliere, si potrebbe paragonare ad un archeologo dello spirito colui cioè che aiuta a scoprire i tesori e la volontà del Signore sulla nostra vita.Quindi consigliare vuol dire favorire il discernimento della volontà di Dio da parte di ogni persona e aiutare ciascuno ad agire secondo giustizia. È rispondere alla domanda che ritroviamo posta a Gesù nei Vangeli e a successivamente agli apostoli: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? (cfr Mt 19)Consigliare è offrire una risposta onesta, amorevole e autorevole a questa domanda che attraversa i tempi.La condizione per esercitare l’opera misericordiosa del consigliare è naturalmente quella di crescere in sapienza, nel pensiero di Cristo, imparare a vedere e a sentire con gli stessi sentimenti di Gesù.Grazie all’opera dello Spirito Santo, al dono del consiglio, la mente e il cuore di ognuno diventano capaci di condividere il sentire di Gesù, il suo modo di leggere la realtà, di valutarla e di assumerla.La seconda parola è “Dubbiosi”.L’essere umano in quanto tale è essenzialmente sempre di fronte a un bivio, che molte volte diventa un dubbio, cioè una incertezza nella scelta. Non esiste umanità se non c’è una possibilità di scelta che chiama in gioco la nostra libertà. Pensiamo ad Adamo ed Eva.In maniera particolare nel campo della fede non può non esserci il dubbio, la domanda, la tentazione e la scelta, altrimenti non è più fede ma certezza, calcolo matematico, ottusità mentale.Avere dubbi vuol dire crescere nella fede, avere dubbi vuol dire essere stimolati a cercare, conoscere, approfondire… e quindi rendere sempre più profondo il nostro rapporto con il Signore e sempre più bella la nostra vita.Rimanere nel dubbio invece crea disorientamento, ansia, angoscia… ecco perché consigliare i dubbiosi è un’opera di misericordia, di amore ma nello stesso tempo è una impresa che richiede pazienza, accoglienza, sintonia, esperienza, santità e capacità di meraviglia.Allora, se vogliamo crescere nello spirito, utilizziamo questa bella possibilità che abbiamo di farci aiutare da qualche bravo consigliere.Non c’è santo che non abbia avuto un bravo direttore spirituale, un consigliere che lo ha affiancato nel cammino della vita, pensiamo a Domenico Savio e al suo “sarto” don Bosco.Ma se vogliamo essere dei veri cristiani non possiamo nemmeno dimenticare che siamo chiamati anche a consigliare e quindi a cercare di capire sempre di più il progetto di Dio su di noi e sui nostri fratelli.Volete un consiglio?Non tenete dentro di voi i dubbi e le domande, abbiate fiducia, rivolgetevi a un bravo cristiano, sacerdote, suora o laico che possa aiutarvi a leggere la vostra vita… dice un proverbio che quattro occhi vedono meglio di due se poi due sono quelli del Signore…..

don Mario

Quale Santo protettore?

Ieri abbiamo celebrato la Festa della Famiglia e oggi, davanti al ss. Sacramento dell’Eucaristia, vogliamo continuare la nostra riflessione su questa realtà meravigliosa che è la famiglia.Se siamo qui è proprio perché abbiamo avuto una famiglia che ci ha donato la vita e il Battesimo e di questo dobbiamo prima di tutto dire Grazie al Signore.Ma di quante cose che abbiamo ricevuto dai nostri genitori dobbiamo ringraziare il Signore?Forse non per tutti la famiglia è sempre fonte di gioia, alcuni magari hanno sofferto o stanno soffrendo proprio per problemi di famiglia perché purtroppo il peccato si fa sempre presente nella nostra vita.È questo allora un motivo in più per fermarsi a pregare, pesando a tanti ragazzi che soffrono, a tante famiglie distrutte dall’egoismo, provate dalla difficile situazione economica, dal dolore e dalla malattia, per tutte le famiglie che fuggono da una guerra o dal pericolo di morte… chiediamo al Signore che aiuti le nostre famiglie a diventare luoghi di amore vero, di rispetto reciproco, di attenzione ai più piccoli e a quelli che hanno bisogno senza innalzare muri o porte blindate nei cuori.Il Vangelo di ieri ci ha ricordato anche alcuni punti fondamentali perché una famiglia possa vivere bene nella gioia, nell’amore e nella serenità e cioè:

  • La ricerca della volontà di Dio e cioè ricordarsi che al centro della nostra famiglia deve esserci sempre il Signore e quindi la preghiera, la Messa della domenica, la carità verso chi ha bisogno e magari qualche bel momento di silenzio e di adorazione….
  • Saper riconoscere che i figli non sono un diritto o una proprietà dei genitori ma sono un dono di Dio, sua proprietà, e che quindi noi li abbiamo in “affido” e perciò dobbiamo rendere conto al Padre.
  • Il rispetto (e la sottomissione, come Gesù) verso i genitori che ci hanno trasmesso la vita e sono immagine di Dio creatore e padre …Se poi la famiglia come dice il Concilio è una “piccola Chiesa domestica” allora, come ogni chiesa si distingue dalle altre perché ha un patrono, così sarebbe bello che ogni famiglia volendo eleggesse (anche senza fare le … primarie) un suo santo patrono particolare.  Quale potrebbe essere il patrono della tua famiglia? Un santo di cui conoscete bene la storia, un santo che la tua famiglia potrebbe rendere visibile con il suo modo di essere e di vivere?Potresti partire magari da un tratto che caratterizza la tua famiglia, per esempio l’unità, la simpatia, l’accoglienza, la sobrietà, la ricchezza di doni, la testimonianza, la fecondità, l’affettuosità, la passione per la musica… e potresti trovare un santo che ha vissuto profondamente questo carisma.Parlane con Gesù e poi magari parlane con i tuoi, potrebbe essere un modo per riflettere insieme sul progetto che Dio ha in mente per la tua famiglia e così fare il punto sul vostro cammino di crescita.

Don Mario