Con Gesù anche tu

Siamo giunti ormai alla Quaresima di quest’anno, tempo importante di cammino ma soprattutto dono che il Signore ci fa, occasione speciale per crescere nell’amore e per cambiare sul serio la nostra vita.Oggi anche tu hai voluto rispondere alla chiamata del Signore, ti sei “lasciato guidare dallo Spirito” e sei venuto per fare un po’ di deserto, per dedicare un po’ di tempo a Lui, per stare con Lui, per riflettere, come Gesù in quei quaranta giorni nel deserto, sull’amore del Padre e quindi per comprendere come fare a rispondere a questo amore.Certamente (è capitato anche a Gesù!) il diavolo ti tenterà non solo durante questa Quaresima, ma anche in questi momenti di preghiera, (proprio quando sei in preghiera ti viene in mente di tutto), non saranno tentazioni straordinarie, ma ci sono e le senti dentro di te!“Ma chi te lo fa fare di stare qui in chiesa, con tutto quello che potresti fare di meglio…. giocare, andare a trovare un’amica, guardare la TV….”“Ma perché fare digiuno, penitenza, si può benissimo non rinunciare a nulla e fare magari una bella offerta, non è lo stesso?”“Che senso ha programmare un cammino spirituale di crescita, in fondo cosa faccio di male, … se tutti fossero come me, !”“…e anche questo foglio da leggere, non ne ho già abbastanza di cose da leggere o da studiare?”“Cosa serve impegnarsi più seriamente in questa quaresima, tanto poi sono sempre lo stesso…”Queste e tante altre possono essere le tentazioni quotidiane che ti assalgono anche in questo momento, ecco allora l’importanza di fare un po’ di deserto, ma soprattutto di imparare a lottare contro il demonio, proprio come Gesù nel deserto.Una lotta che ha come armi la parola di Dio e come alleato Gesù stesso che continua a combattere al tuo fianco perché anche tu possa realizzare la volontà del Padre e come Lui possa donare la tua vita al servizio dei fratelli.Metti a tacere allora tutte le tentazioni e le distrazioni e fissa il tuo sguardo su Gesù, impara da Lui, chiedi il suo aiuto e programma all’inizio di questa quaresima il tuo cammino di conversione, magari utilizzando le proposte che ti sono offerte

Don Mario

Lui ha sete, tu hai sete, noi abbiamo sete!

“Dammi da bere”, così comincia il dialogo tra Gesù e la Samaritana nel Vangelo di ieri; Gesù aveva sete, anche sulla croce Gesù, prima di morire dirà “Ho sete”!Ma di cosa aveva sete il Signore?Non certo o almeno non solo di acqua.La sete e l’acqua sono solo un segno, una “scusa”…hanno naturalmente un significato più profondo.Gesù ha sete di noi, delle nostre anime, e noi, a nostra volta, abbiamo “sete” di Lui.“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” così diceva Sant’Agostino che aveva per tanti anni cercato di soddisfare la sua sete con le cose e i piaceri di questo mondo e finalmente scopre in Gesù che continuava a cercarlo, l’unica fonte di acqua viva.Di fronte a Gesù allora anche tu oggi interrogati sulla tua “sete” …Ti accorgi che in fondo noi siamo sempre assetati di tante cose che però non ci danno piena soddisfazione?Solo Gesù ci può dissetare completamente, solo se crediamo in lui e cerchiamo di stare con Lui e di vivere per lui, allora tutti i nostri desideri, le nostre aspirazioni avranno una risposta che ci potrà soddisfare.Certo, tutto questo richiede da noi impegno e generosità, ma se ci lasciamo guidare da Lui, nulla ci potrà preoccupare e niente sarà per noi impossibile da spiegare e soddisfare: troveremo il perché ultimo di ogni cosa, primo fra tutti il perché della nostra vita. Eccoci qui allora davanti a questa fonte di acqua viva che è il Signore per abbeverarci di Lui, per riempirci di Lui…Facciamo allora il “pieno” di quest’acqua viva, così che, come dice Gesù alla Samaritana, diventi in noi sorgente di vita!Rinnoviamo il nostro Battesimo quando per la prima volta ci siamo incontrati con il Signore che ci ha donato quest’acqua viva e, come la Samaritana, andiamo di corsa dai nostri fratelli ad annunciare che abbiamo incontrato il Messia, uno che “sa tutto di me” che mi ha svelato il segreto della mia vita…. Diventiamo così testimoni e missionari del Vangelo e accompagniamo i nostri fratelli al pozzo, all’incontro con il Salvatore del mondo.

Don Mario

Papa Francesco compagno di strada , Gesù tra noi

Siamo arrivati a metà del nostro cammino Quaresimale, un cammino dedicato.da secoli soprattutto nel rito ambrosiano alla riflessione e alla catechesi sul Battesimo.Dopo il segno dell’acqua della settimana scorsa ecco un altro elemento su cui riflettere ed è l’amore paterno di Dio e la sua vicinanza a ciascuno di noi che nel Battesimo si manifesta nel riconoscerci suoi figli. Siamo consapevoli di questo grande dono? Forse tante volte anche noi ci siamo lasciati tentare come i “giudei” (categoria di fedeli purtroppo presente in ogni religione) e abbiamo preferito un dio “vitello”, robusto, messo su un piedistallo, pieno di forza e di vita fisica, costruito dalle nostre mani, a nostra immagine e somiglianza. Troppe volte ci adagiamo sulle nostre sicurezze, il nostro essere battezzati diventa una garanzia che ci dà diritto di per sé stessa a ritenerci figli di Dio senza dimostrarlo con la nostra vita o peggio ancora offrendo una immagine stravolta di Dio.Ora sei qui davanti all’Eucarestia, non davanti a un “vitello” ma ad un agnello, l’Agnello di Dio, immagine di un Dio che fin dall’Antico Testamento, (vedi la prima lettura):… scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il SignoreDio misericordioso e pietosolento all’ira e ricco di amore di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». (Es.34,5-7)Questi sono anche chiamati i 13 attributi di Dio secondo il popolo di Israele, un Dio non certo “vitello” ma “agnello”, che scende al nostro livello, che si ferma presso di noi, che ci fa conoscere il suo nome, che si mostra a noi con le sue doti di misericordia, pietà, pazienza, sovrabbondanza di amore, fedele sempre, che non lascia senza punizione e castiga fino alla terza e alla quarta generazione ma che perdona e che mantiene il suo amore intatto per 1000 generazioni, e che ha realizzato tutto questo in Cristo, l’Agnello di Dio.Al termine di questa settimana, sabato prossimo, sarà tra noi Papa Francesco, Vicario di Cristo, per visitare questo popolo numeroso in Milano. Preghiamo per lui che ci farà sentire oggi, ancora più vicino l’amore misericordioso del Padre.

Buon cammino.

Don Mario

Il pianto di Gesù

Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare “oltre” la morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il Vangelo, che Gesù risorto ci vuole donare. Infatti: come Lui è stato raggiunto dal desiderio affettuoso del Padre Suo di averLo per sempre accanto a Sé, facendoLo risorgere da morte “per opera dello Spirito Santo”, così anche noi siamo oggetto di un amore speciale da parte Sua che vuole averci accanto a Sé, per sempre.Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Del resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità appassionata del Suo pianto, davanti alla tomba. Come Lazzaro, anche noi lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore. Troppe volte siamo legati da bende mortali, abbiamo una pietra sul cuore o addirittura al posto del cuore. Anche su di noi tante volte Gesù piange nel vederci prigionieri della morte.Prova a dare un nome alle “bende” che ti tengono legato nel peccato, nel sepolcro.Se però vogliamo accogliere il dono della Sua risurrezione, è decisivo partecipare anche della Sua morte. Un passaggio delicato, che chiede a noi di imparare, nei giorni che passano, poco alla volta, a saper morire per amore, a liberarci da tutte le nostre schiavitù esercitandoci costantemente a saperci abbandonare a un amore più grande, a vivere e morire, proprio come ha fatto Gesù e profondamente in amicizia con Lui.Una bellissima antifona della liturgia ambrosiana canta così: “Morivo con te sulla Croce, oggi con te rivivo; con te dividevo la tomba, oggi con te risorgo.” Per questo, a Marta che voleva comprendere le Sue parole, Gesù risponde non teorizzando la resurrezione, ma dicendole semplicemente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv 11,25).Lasciati afferrare dall’amore di Gesù, mettiti in sintonia con Lui e con il suo Amore per tutti quelli che si trovano chiusi nel sepolcro del loro egoismo e del loro peccato, accompagna Gesù a visitare ogni sofferenza, ogni lontananza, ogni male del mondo, cominciando dal tuo fino alle periferie dell’umanità. Sii pronto a rispondere alla grazia del Signore che ti invita a “uscire fuori” dal sepolcro a vivere la tua vita per amore fino in fondo, ma soprattutto senti il calore dell’amore e delle lacrime di Gesù su di te, lasciati lavare dalla sua Grazia e riscopri ancora una volta la sua amicizia.  Sono ancora molto vive le emozioni e la gioia profonda che la visita del Papa ha portato nel carcere di San Vittore. Molti, bendati e rinchiusi nel loro sepolcro hanno sentito l’amore di Gesù venirgli incontro e si sono sentiti risuscitare. Anche a te allora…. Buona risuscitazione….

Don Mario

Come il Piave

Anche oggi abbiamo ascoltato la voce del Buon Pastore che ci ha chiamati e come pecorelle siamo qui perché ci fidiamo di Lui, perché sappiamo che Lui ci conosce per nome, ci ama e ci chiama.Oggi in particolare, ci vuole far partecipi di una sua preoccupazione, vuol condividere con noi un suo desiderio: quello di poter essere vicino a tutte le pecore che sono disperse e che hanno bisogno di qualcuno che le guidi, in particolare a tutti i ragazzi, i giovani e gli adulti che ancora non lo conoscono!Innanzitutto, c’è tanto bisogno di sacerdoti che come il Buon Pastore raccolgano il gregge! Come sarebbe bello per esempio che nella nostra parrocchia ci fosse ancora un prete solo per l’oratorio ma purtroppo non è possibile perché ci sono nella nostra diocesi persino numerose parrocchie senza il parroco.Perché succede questo? Perché ormai ci sono pochi sacerdoti.Noi sappiamo però che il Signore non smette di chiamare tanti giovani e tanti ragazzi eppure sono sempre meno quelli che hanno il coraggio di rispondere di sì al Signore.La Parola di Dio di ieri ci ricordava che già nella prima comunità di Gerusalemme gli Apostoli non riuscivano a venire incontro a tutte le esigenze dei discepoli e così, intercettando il mormorio, vengono chiamati alcuni laici generosi e disponibili ad assumersi la responsabilità di mettersi al servizio dei fratelli per portare la carità e assistere i bisognosi.Anche oggi c’è bisogno non solo di sacerdoti ma anche di tanti altri, uomini e donne che si mettano generosamente al servizio dei fratelli che portino un po’ il peso del Pastore e non siano invece di peso a tutta la comunità con le loro sterili critiche e mormorazioni.Per fortuna nella chiesa non ci sono solo quelli che mormorano, dividono e distruggono, ma tanti invece che con il loro impegno fanno crescere il regno di Dio e il gregge: questi sono coloro che capiscono le difficoltà e responsabilmente si prendono a cuore i problemi e le situazioni difficili. Pensiamo ai molti diaconi anche sposati che svolgono il loro ministero, ai numerosi catechisti, educatori, animatori, a tutte quelle persone che aiutano ogni giorno in parrocchia, mettendosi gratuitamente al servizio dei più poveri, dei bisognosi e della comunità ma c’è ancora tanto bisogno…. c’è bisogno anche di te ma soprattutto di sacerdoti perché se non c’è qualcuno che dia la vita e si dedichi totalmente alla comunità, questa non si regge; se non c’è chi si mette al servizio dei fratelli e rende presente e visibile il Signore Gesù che perdona, che celebra l’Eucarestia, che guida con la Sua Parola, non può esistere una Chiesa.Oggi in maniera particolare dobbiamo pregare perché il Signore ci renda sempre più disponibili ad ascoltare la sua voce e rispondere generosamente alla sua chiamata.Ricordiamo anche le suore, i religiosi e i missionari che, con il dono della vita, rendono presente e visibile l’amore del Buon Pastore. Mettiamo anche di fronte a Lui i nostri ragazzi e affidiamogli i fidanzati che si stanno preparando alla celebrazione del Matrimonio.Stringiamoci attorno al Buon Pastore e partecipiamo alla sua preoccupazione, al suo desiderio di essere vicino a tutti. E …. intanto facciamoci un esame di coscienza: sei forse anche tu qualche volta più simile al Piave che a Gesù?

Don Mario

Un inquilino speciale

Anche oggi sei qui davanti al Signore un po’ per abitudine ma forse anche un po’ per amore perché sai che Lui è importante per te ed è l’unico che sa ascoltarti e che ti conosce fino in fondo.Come si fa a sapere che gli vuoi bene?Ce lo ricorda il Vangelo di ieri: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama” e”Se uno mi ama, osserverà la mia parola”.A questo punto devi chiederti se davvero metti in pratica la sua Parola, i suoi desideri o ami solo a parole?Non posso dire di voler bene a qualcuno se poi non faccio di tutto per fargli piacere, per fare quello che lui desidera e in questo caso il Suo desiderio corrisponde anche alla mia gioia vera e piena.Forse non sempre è facile capire quello che Lui vuole da me perché spesso faccio fatica a capire la sua volontà ma questo capita anche perché la mia amicizia con lui non è così salda.Insomma amore e amicizia vanno di pari passo, più amo e più divento amico e più divento amico e più amo e lo dimostro con i fatti.E anche il mio Amico mi dimostra con i fatti il suo amore per me, dice il Vangelo di ieri:”Il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e penderemo dimora presso di lui”Ecco il regalo che fa il Signore ai suoi amici, tutta la Trinità viene ad abitare presso di noi, prende la sua dimora. Proprio come adesso, a te che apri il tuo cuore, che dichiari la tua amicizia, il Signore fa il dono di venire ad abitare la tua vita, di mettere su casa da te, di farti diventare Tempio vivente di Dio e di farti partecipe della sua stessa vita.Con un “inquilino” così puoi stare tranquillo, niente ti farà più paura e soprattutto potrai sentire e godere della luce e della pace che solo Lui sa mettere dentro il nostro cuore, l’importante è che tu faccia la sua volontà non a parole ma con i fatti obbedendo ai suoi comandi, amando come Lui e donando la tua vita come Lui.Prendiamoci allora l’impegno di vivere sempre più con coerenza il Vangelo e così non ci capiterà di “sfrattare” questo inquilino così importante ma soprattutto prendiamoci anche la responsabilità e l’impegno di farlo conoscere agli altri mettendo in pratica l’opera di misericordia che ci ricorda di “ammonire i peccatori”. Anche noi siamo responsabili della salvezza degli altri e quindi dobbiamo impegnarci per aiutarli, con le parole, con l’esempio e la preghiera. Il messaggio centrale di Fatima è: “pregare per i peccatori che si convertano!”Ricorda oggi in particolare nella preghiera i nostri chierichetti che si sono presi l’impegno di servire il Signore perché possano essere sempre fedeli e il Signore possa riempire di gioia la loro vita. Affidiamoli ai piccoli S. Francesco e S. Giacinta e ricordiamo anche i nostri ragazzi che fra poco faranno la prima Comunione, il Signore possa sempre abitare nei loro cuori.

Don Mario

Pace

A noi che siamo sempre preoccupati, stressati e pieni di paure il Vangelo di ieri ci ricorda le parole di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore, e non abbiate timore!”È vero, non dobbiamo avere paura perché “Suo è il regno, sua la potenza e sua la gloria nei secoli”Anche oggi siamo venuti qui davanti a Lui per dirgli ancora una volta il nostro desiderio di amarlo e di osservare la sua parola così che possa prendere dimora presso di noi, nel nostro cuore, nella nostra vita come ci ha promesso.Allora lo Spirito Santo ci condurrà per mano nel cammino della vita e ci farà comprendere tutte le parole di Gesù, ci aiuterà a capire quali scelte fare per seguire il Vangelo, per meglio mettere in pratica il comandamento dell’Amore.Allora non avremo più paura di nulla perché il Signore sarà sempre con noi, e ci darà la Pace, quella vera, non quella fondata sulle armi, sulla violenza, sugli affari ma quella che nasce dalla giustizia, dal rispetto dell’altro, dall’accoglienza della diversità, dall’amore fraterno fino al dono totale di sé, dal perdono e dalla voglia di costruire insieme la civiltà dell’amore.Rinnoviamo allora oggi qui davanti al Signore la nostra fede in Lui, nella forza della preghiera e nella potenza del suo amore che ancora oggi vuole trasformare il mondo ma che potrà farlo solo se noi metteremo a sua disposizione il nostro cuore, la nostra vita e sapremo amare come Lui ci ha amato.Preghiamo perché gli uomini comprendano che la Pace non si può fondare sulla potenza delle armi o sul terrore ma solo sul rispetto, la giustizia, il perdono e l’amore.Preghiamo il Signore perché ci doni la sua Pace e perché ciascuno di noi possa essere portatore di Pace cominciando dalla sua famiglia, dai vicini, dal nostro paese.Affidiamo al Signore tutte le vittime innocenti della guerra, dell’odio e della violenza e chiediamo pietà e il dono della conversione per tutti coloro che invece seminano discordie, dolore e sofferenze inutili con il loro modo di agire.E ancora una volta impegniamoci a seguire la sua parola…Don Mario

Sentiamo vicini particolarmente i ragazzi che ieri hanno ricevuto per la prima volta l’Eucarestia perché possano essere sempre fedeli amici di Gesù e crescano in santità e grazia.

Resta qui con LUI

Ieri è capitato anche a noi, come ai discepoli di Emmaus, di incontrare nel nostro cammino, il Signore Risorto, di ascoltare la sua Parola e, spero proprio, di riconoscerlo allo spezzare del Pane, sì, perché ogni volta che celebriamo l’Eucarestia si celebra il memoriale della passione, morte e risurrezione di Gesù.Memoriale non vuol dire ricordo o anniversario, ma realizzazione, attualizzazione, presenza reale di ciò che si celebra e quindi della Pasqua di Gesù.Ieri quindi il Signore ci ha parlato, si è incontrato con noi e noi oggi vogliamo prolungare personalmente questo momento di amicizia proprio perché stare con lui “ci fa ardere il cuore”.A Lui diciamo: “resta con noi”.Poiché se l’Eucarestia fa la Chiesa, cioè la costruisce, la costituisce, la plasma, l’adorazione diventa quindi un momento di preghiera personale importante per mezzo del quale vogliamo far entrare nella nostra vita quanto celebrato nell’Eucarestia della Domenica.Prova a chiederti qui di fronte a Gesù:Quali sono le domande, i dubbi, le angosce, le delusioni che pesano sul mio cuore e mi rendono triste nel cammino della vita?Cosa dice a me oggi il Signore?Come posso vivere quanto ho ascoltato e celebrato domenica?Chiedo al Signore che mi affianchi, che mi accompagni e soprattutto che apra i miei occhi all’intelligenza delle Scritture, che scaldi il mio cuore perché possa riconoscerlo nel sacramento dell’Eucarestia e possa avere l’entusiasmo di annunciarlo ai fratelli.Preghiamo anche per i nostri ragazzi che hanno ricevuto il Battesimo e la Comunione e per quelli che tra pochi giorni riceveranno la Cresima perché si accorgano sempre che il Signore Gesù cammina al loro fianco, ogni giorno.Fermati allora un po’ a questa sorgente di vita, offri te stesso e riceverai in cambio il Signore Gesù… E poi ritorna “senza indugio” a “Gerusalemme” dove ti aspettano per portare loro l’annuncio gioioso della presenza di Gesù sempre al nostro fianco…

Don Mario

Lasciati innaffiare e trasportare

Ieri la solennità di Pentecoste, ci ha ricordato la presenza misteriosa ma efficace dello Spirito Santo nella storia del mondo e nella nostra vita di ogni giorno.Lo Spirito è come il vento, non si tocca, non si vede ma se ne vedono gli effetti.Anche adesso, se tu sei qui è perché lo Spirito ti ha condotto qui per incontrare il Signore Gesù e per parlare con il Padre.È lo stesso Spirito che, se tu ti lasci guidare, ti suggerirà le parole da dire. È Lui che ci fa riconoscere Dio come Padre, è Lui che ci fa capire il segreto delle cose, della storia di Gesù e della nostra vita.Ma come faccio a distinguere la voce dello Spirito da tutte le altre voci che risuonano in me?È semplice, perché la caratteristica dello Spirito è l’Amore e la Comunione e perciò tutto ciò che è amore, pace, gioia, accoglienza, perdono, pazienza, amicizia, giustizia, rispetto, dono di sé, gratuità … viene da Lui e quindi sono sicuro che sarà per il mio bene e per il bene di tutti.Lasciati allora sommergere dallo Spirito, allarga il tuo cuore, il tuo sguardo, le tue braccia per accoglierlo in abbondanza perché lo Spirito ha bisogno di te per produrre i suoi effetti benefici e vitali, se tu non lo accogli, non può dare frutto.Non solo è paragonabile al vento che soffia e gonfia le vele della tua barca e ti conduce verso il Padre, ma lo Spirito si può paragonarlo anche alla pioggia o alla rugiada che bagna il prato e che fa spuntare tanti e diversi fiori dai mille colori.Così vale per noi, per la nostra comunità: lo Spirito che ci viene donato in abbondanza (proprio come la pioggia), se noi ce ne appropriamo, suscita diversi doni proprio come i fiori in un prato, proprio come capiterà ai nostri ragazzi della Cresima che domenica prossima saranno “innaffiati” con quest’acqua miracolosa dello Spirito che come il vento soffierà su di loro e li porterà a portare il loro contributo di freschezza e di varietà di doni a tutta la comunità.Ricordali nella preghiera!Apri allora il tuo cuore al Signore e chiedi che non si stanchi di donarci il suo Spirito, chiedi anche che ti dia la docilità nell’accoglierlo così che la tua vita possa diventare meravigliosa e assieme a tutti i fratelli possa allietare il campo della Chiesa e del mondo.

Adesso lascia parlare lo Spirito e ascolta cosa ti suggerisce.

Don Mario