Il dono della luce

Tutte le letture ci presentano diverse vicende di vita, la prima del popolo di Israele nel deserto, la seconda è una riflessione sulla storia e sul senso della vita e poi il vangelo ci racconta la storia del cieco nato.

In tutte queste pagine ci vengono descritte situazioni di angoscia, di dolore, di sofferenza, di domande forti rivolte a Dio, a volte anche con grida e parole grosse e ad esse il Signore risponde con la sua Parola che dà luce.

La preghiera a volte prende la forma di un grido disperato, di una protesta nei confronti del Signore, a volte si manifesta con la rassegnazione, come nel caso del cieco nato che non muove un dito per essere guarito ma che obbedisce “ciecamente” alla Parola del Signore.

La preghiera quindi non è solo meditazione, contemplazione, dialogo e ascolto ma anche richiesta di aiuto (forse è anche la forma che usiamo di più) a volte anche disperata.

Ma se chiediamo aiuto o a volte protestiamo e ce la prendiamo con il Signore, in fondo è perché crediamo (magari in maniera ancora imperfetta) che Lui esiste e che quindi può darci una mano se noi innalziamo a Lui le nostre (come Mosè nella prima lettura), e, stando all’esempio di Mosè e dei discepoli di Gesù, forse, quando chiediamo per gli altri abbiamo molte più probabilità di essere esauditi…..

Il frutto migliore della preghiera però non è qualcosa che riusciamo ad ottenere dal Signore ma è il dono della luce e cioè della fede che nasce dall’ascolto di tutto ciò che esce dalla bocca di Dio (ecco il perché della saliva per guarire il cieco) così la preghiera ci aiuta soprattutto a crescere nella fede e quindi ci dona luce per comprendere il senso della nostra vita e di quello che ci succede.

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Pietro, la pietra, le pietre

Dopo una settimana dedicata a meditare sulla lettera di Pietro (e per chi non c’era si può andare a rivivere quegli appuntamenti serali sul sito www.trinita.tv), nell’anno cinquantesimo (iniziato sabato 24) dalla posa della prima pietra della nostra Chiesa, dopo aver celebrato ieri la S. Messa di Prima Comunione di più di settanta ragazzi e il battesimo di tre di loro,  ora siamo qui, come pietre stretti attorno a Lui, Pietra Viva per costruire un edificio spirituale (cioè abitato dallo Spirito) per rendere presente, oggi, la salvezza e l’amore di Dio e proclamare agli uomini le meraviglie del suo amore. A questo mondo sempre preoccupato, stressato, disperso e pieno di paure, la Parola di Dio di ieri ci ricorda che solo nel nome di Gesù c’è la salvezza, “non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale è stabilito che noi siamo salvati.” (Prima lettura) Anche il Vangelo di ieri ci ricorda le parole di Gesù che ci tranquillizzano: “Non sia turbato il vostro cuore, e non abbiate timore!” È vero, non dobbiamo avere paura perché se stiamo attaccati a Lui pietra viva, nulla ci farà paura, se come dice s. Paolo ai Corinzi, “noi abbiamo il pensiero di Cristo”, cioè viviamo come Lui, riusciremo a vincere il male e a trasformalo in bene. Anche oggi siamo venuti qui davanti a Lui per esprimergli ancora una volta il nostro desiderio di amarlo e la nostra fede in Lui che dona serenità, speranza e pace. Siamo come i primi discepoli, con Maria nel cenacolo, nell’attesa trepida del dono dello Spirito Santo, che ci condurrà per mano nel cammino della vita, ci edificherà sulla Pietra Viva, ci farà comprendere tutte le parole di Gesù e ci aiuterà a capire quali scelte fare per seguire il Vangelo. Allora anche se siamo semplici e senza troppa istruzione come si dice di Pietro e Giovanni nella prima lettura di ieri, se ci accostiamo alla Pietra che è Gesù, potremo portare ai fratelli la salvezza che viene da Lui. Chiedi a Gesù che apra il tuo cuore e la tua vita al dono della sua Pace e del suo Spirito perché anche tu possa costruire la nostra comunità come una chiesa fatta di pietre vive. Maria, dimora di Dio, contemplata nella festa della visitazione è una meravigliosa sintesi dello stile di gioia, di carità e di disponibilità a servire il Signore per costruire una dimora allo Spirito e portare Gesù nel mondo. Prepariamoci nella preghiera a vivere bene il momento della processione di sabato sera per le vie della nostra parrocchia, proprio chiesa viva che cammina nel mondo. Ricordiamo anche i ragazzi della prima comunione e quelli che fra poco  riceveranno il dono dello Spirito perché possano essere semplici e coraggiosi testimoni di Gesù.

Don Mario