II Dom . Dopo Epifania OFFRI DA BERE !

Se ci guardiamo intorno, vediamo che purtroppo sono tante le famiglie che “non hanno più vino” proprio come è successo alla festa di nozze a Cana raccontata nel Vangelo di ieri. Non avere più vino vuol dire non avere più la gioia dello stare insieme e sono tanti i motivi per cui questa gioia viene a mancare in qualche famiglia, il lavoro troppo stressante che non lascia spazio a rapporti più sereni e umani: i litigi che nascono a volte anche a causa del comportamento dei figli o dei genitori o suoceri, ma anche tante cause esterne alla famiglia: il parere della gente che
troppe volte condiziona, le amicizie invidiose e pericolose, il dolore, le malattie e anche questa pandemia che ha scombinato tutti i rapporti. Se però volgiamo guardare bene è perché ciascuno, invece di donarsi cerca solo di avere e di usare gli altri solo per sé senza rispetto e di mettere l’io davanti al tu.
Ora qui davanti a Gesù presente nell’Eucarestia, prendiamoci a cuore tutto il dolore e la sofferenza che c’è quando una famiglia perde la gioia e l’amore, preghiamo innanzitutto per la nostra famiglia… e poi per tutte quelle della nostra comunità e del mondo intero e diciamo con Maria, la mamma di Gesù, “Non hanno vino!”.

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Batti un cinque con il Padre

 

“Mentre …Gesù, ricevuto anche Lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di Lui lo Spirito Santo….”

Oggi, come quel giorno Gesù, anche tu sei venuto qui, proprio a motivo del tuo Battesimo, per “stare in preghiera”.

Come Gesù fermati un po’ a pregare, a riflettere su questo dono per farlo entrare nella tua vita, per farlo diventare tuo.

È bello sapere che quando ci fermiamo a pregare, abbiamo la possibilità di far “aprire il cielo”.

Se ci pensi bene, ogni volta che noi ci mettiamo in preghiera, per metterci come figli di fronte al Padre, inizia un dialogo meraviglioso, proprio come abbiamo sentito nel Vangelo di Luca: “il cielo si apre”, discende lo Spirito e il Padre parla con il Figlio.

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La Favola di Natale 2021 Hey Gesù !

Si chiamava Pietro ma era un nome troppo di Chiesa per lui che non era quasi mai andato a Messa prima della Cresima e … figuratevi dopo, e così si faceva chiamare Piter, tanto il codice fiscale era uguale. Faceva la terza media, gli piaceva viaggiare sui social, costruire mondi fantastici e sterminare nemici virtuali. Studiare, invece, un po’ meno, anzi molto, molto meno, ma soprattutto gli piaceva tanto una sua compagna di classe, Maria, nome troppo di Chiesa anche quello e che lui aveva sostituito con un più confidenziale Trudy. Ma veniamo alla nostra storia. Un giorno, la Trudy, all’uscita dell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, un po’ imbarazzata gli disse: “Vuoi venire al mio debutto in Chiesa? Devo fare Maria nel presepe vivente e quindi, come Madonna, devo cantare per la prima volta da solista!” Un po’ perplesso per la scelta della location (la Chiesa) per questa prima della sua Trudy, non potè tirarsi indietro, si trattava forse di una specie di Talent show dove la sua amica avrebbe cantato come Madonna e chissà, sarebbe stato il primo di una lunga serie di successi che l’avrebbero resa famosa, avrebbe fatto tournè in tutto il mondo e lui, il Piter, sempre al suo fianco.

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La domanda di oggi, che regalo fare?

LA DOMANDA DI OGGI, CHE REGALO FARE?

Guardati attorno e ti accorgerai che sembra di essere dentro al presepe, tutti guardano verso Gesù, che, come nella capanna, è sulla “mangiatoia”, nell’Eucaristia, si dona come nostro cibo.

Sei venuto qui per stare con Lui, per ricevere luce e forza per vivere bene questa settimana e prepararti alla celebrazione del Natale. Ma è proprio vero?

Se per noi Gesù è importante, se lo consideriamo davvero un amico, allora non ci può essere posto per le invidie, le gelosie, i confronti, le lotte, le divisioni, la superbia che troppe volte abitano nel cuore dei cristiani.
Giovanni Battista ci ricorda che tutta la nostra vita, le cose belle che facciamo hanno senso solo se sono fatte per Gesù e non per metterci in mostra o per farci dire bravo.

Lui deve aumentare e noi dobbiamo diminuire, dobbiamo essere trasparenti e traspiranti per far vedere e comunicare Gesù ai nostri fratelli.
Senza di te, del tuo impegno e della tua testimonianza, Gesù non può raggiungere nessuno… stiamo attenti però perché non dobbiamo annunciare noi stessi, usando pure tutte le doti e gli strumenti che il Signore ci ha dato per metterle al suo servizio.

Dobbiamo avere lo stile di Giovanni Battista e prendere l’esempio da lui che, per battezzare si era spostato sull’altra riva del Giordano perché “là c’era molta acqua!”. Anche noi tante volte come nel caso della nostra parrocchia utilizziamo “molta acqua”, pensiamo a tutte le attività, i gruppi, il catechismo, le strutture… ma non dobbiamo mai dimenticare che sono solo mezzi, strumenti, importanti solo se servono per far conoscere Gesù, proprio come ci insegna Giovanni Battista: “Egli deve crescere, io invece diminuire”.

Programma allora una cura “dimagrante” per la tua vita, troppe volte siamo pieni di noi stessi e poco di Lui…
Cura dimagrante non vuol dire digiunare (magari qualche volta sarebbe utile!) ma soprattutto vuol dire dare al cibo il giusto peso. Così per noi non vuol dire smettere ogni attività o impegno ma ricordarci sempre del perché facciamo tante cose e ogni tanto almeno è bene richiamarcelo alla mente.

Rivedi allora i tuoi impegni sotto questo sguardo: faccio tante cose solo per il piacere di farle o per mettermi in mostra o ne potrei fare di meno o anche di più ma con lo spirito di Giovanni Battista o dell’amico dello sposo che è contento solo se lo Sposo è contento e fa tutto per la sua felicità.
Non dobbiamo essere invidiosi se qualcun altro fa del bene, o pretendere che gli altri ci seguano, noi dobbiamo soltanto metterci nelle mani del Signore.

Se ci pensi bene, se oggi sei qui davanti a Gesù è perché qualcuno ti ha condotto qui dandoti questa opportunità, indicandoti la Sposo.
Quale dono più bello possiamo fare a chi amiamo se non quello di fargli conoscere Gesù… l’hai messo questo dono nella lista di quelli che devi fare per Natale?

Don Mario

 

Dammi un segno

III Avv. C Amb.5

“Sei proprio tu o dobbiamo aspettarne un altro?”
Ecco il dubbio di Giovanni Battista.
In prigione per amore della verità e per fedeltà alla
sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente
vicino il giorno della sua morte e vuole essere certo di
aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per
niente, di essersi comportato secondo la volontà di
Dio.
Lui, così deciso ha un momento di crisi, di dubbio!
Non c’è da stupirsi, è una caratteristica di ogni uomo e
soprattutto del credente quello di farsi delle domande,
di voler approfondire sempre di più i motivi del suo
credere. Credere non è avere certezze ma fidarsi di
Qualcuno.
Cosa fa allora Giovanni?
Manda dei messaggeri per chiedere a Gesù di aiutarlo
a risolvere i suoi dubbi.
Non dobbiamo spaventarci se a volte andiamo in crisi
e non riusciamo a capire il senso di quello che stiamo
vivendo, il perché di quello che facciamo, il
fondamento della nostra fede, se ci domandiamo qual
è la nostra vocazione, se stiamo camminando nella
giusta direzione,,,
Anche tu oggi sei qui davanti a Gesù per chiedere di confermare la tua fede in Lui, e, se sei attento, Gesù ti aiuta a scoprire i segni della sua presenza di salvezza intorno a te.
Questo momento di adorazione, una volta la settimana è allora un momento importante di silenzio, di ascolto, di riflessione, di ricerca e di approfondimento del tuo rapporto di amicizia con Gesù per vedere tutte le cose con il suo sguardo.
La sua presenza nell’Eucaristia, nel silenzio del tuo cuore, negli amici che pregano con te, nella vita della nostra comunità, nel tuo impegno a favore dei fratelli… sono segni concreti che Gesù ti offre per confermare la tua fede in Lui, per capire che solo vivendo come Lui e con Lui potremo avere la gioia piena.
Non aver paura allora, mettiti nelle sue mani e impara da Giovanni, qui, oggi, sotto lo sguardo pieno di amore di Gesù Eucarestia. Se guardi bene attorno, scoprirai che nel mondo non c’è solo il male, ma ci sono anche i segni del regno di Dio che avanza, il bene che viene seminato ogni giorno nei confronti di chi ha bisogno da tanti uomini, donne, giovani e ragazzi che come Gesù si fanno prossimo a chi soffre… il lavoro onesto di tanti, la vicinanza a chi soffre, a chi è solo… chiedi allora a Gesù non solo che aumenti la tua fede ma anche le tue opere, così da realizzare il grande sogno di Dio su di te e diventare anche tu testimone con la vita e segno vivente dell’amore di Dio che già opera tra noi.

III Avv. C Amb.5

don Mario

NON È’ UNA FAKE

 

Ieri abbiamo ascoltato le prime parole che san Marco scrive per raccontarci la straordinaria esperienza vissuta da Lui e da san Pietro e per la prima volta nella storia dell’umanità viene usata la parola, “Vangelo”, che voleva dire: “Bella Notizia”, per annunciare non la vittoria di un Imperatore, l’abolizione delle tasse o un black-Friday ma la venuta di Gesù! Da quel giorno con la parola Vangelo indichiamo l’annuncio della Salvezza, una notizia sconvolgente che dà gioia, fiducia e speranza a tutta l’umanità.

Questa notizia è Gesù!
Cioè il fatto che Dio in Gesù di Nazareth viene
per condividere la nostra vita, per morire per
noi, per vincere la morte e donarci la vita
eterna, è la notizia più bella del mondo ed è
ancor più bello il modo con cui Dio ci salva,
cioè diventando, Gesù, uno di noi!
Visto lo stile di Dio, puoi comprendere come oggi sia possibile anche per te, incontrare Gesù qui nell’Eucaristia.
Soprattutto in questi tempi di brutte notizie o di false notizie, abbiamo bisogno di ripetere e riascoltare questa bella notizia. In un mondo diviso da muri, lacerato da odio e divisioni, abbiamo bisogno di ricordarci che l’amore di Dio supera tutte le barriere, non ha confini!
Fermati allora un po’ con Lui, raccontagli di te, della tua vita, delle tue preoccupazioni, Lui ti ascolterà, è venuto qui proprio per te, apri il tuo cuore….
Chiedi a Lui la forza di essere sempre suo fedele discepolo anche nei momenti difficili della vita, e come Marco, senti il dovere e l’urgenza di scrivere tu con la tua vita il “quinto” vangelo “annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo” (seconda lettura).
Se anche tu come Marco saprai portare a tutti la bella notizia, il Vangelo che è Gesù, allora sarà possibile cambiare questo mondo.
Prova allora a iniziare a scrivere il tuo Vangelo, il racconto della tua esperienza con Gesù…..

Don Mario

 

 

 

Vegliate e pregate I Avv. C5

 

Stiamo muovendo i primi passi di questo nuovo anno liturgico, chissà cosa ci riserverà il Signore, quali tesori di grazia!

Noi cristiani dobbiamo guardare con gioia e con entusiasmo al futuro “alzatevi e levate il capo” ci ricordava il Vangelo di questa prima domenica, perché il futuro è nelle mani del Signore, di un dio che ci ama e che viene per liberarci da ogni male e da ogni schiavitù.

Noi come possiamo rispondere allora a questo amore? Come possiamo vivere l’attesa?

“Vegliate e pregate” ci ricorda ancora il Vangelo.

Ecco allora questo momento del lunedì è importante perché è per noi un momento di “Veglia” cioè un momento di attesa vigile, attenta a scorgere i segni del Signore che viene.

Come tutte le veglie diventa anche un momento in cui nel nostro cuore, nella nostra mente anticipiamo la venuta dell’“Atteso”. Qui con noi già è presente il Signore Gesù sotto le specie dell’Eucarestia, è già presente ma non ancora totalmente come lo sarà un giorno quando lo vedremo “faccia a faccia”, quando finalmente verrà ad incontrarci e portarci nel suo Regno.

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