Scusi per Damasco?

Stiamo ormai per finire questo tempo pasquale che si concluderà con la solennità della Pentecoste e con la celebrazione della Cresima dei nostri ragazzi che porterà a tutta la comunità infiniti doni, la domenica seguente poi la Messa di prima comunione proprio nel giorno della festa della Trinità e la fine del mese di Maggio…. sono momenti importanti per tutti noi. Il Vangelo di ieri ci invitava a preparaci ad accogliere il dono dello Spirito che ci dà la forza di testimoniare, che ci protegge, ci difende, ci aiuta a leggere tutta la nostra vita con gli occhi di Dio e ci fa affrontare con serenità la lotta quotidiana.
Chiediamo al Signore di essere anche noi con la nostra vita, veri testimoni della presenza dello Spirito, perché molti possano vedere e aprirsi alla grazia del Signore. Lo Spirito, che, anche se non ce ne siamo accorti, anche oggi ci ha condotti qui, ci doni la forza e la serenità che nascono dalla consapevolezza della sua presenza dentro di noi così che anche nelle avversità della vita, sappiamo essere sempre sereni e pieni di fiducia nell’amore fedele del Signore e diventare luce per i nostri fratelli che ci incontreranno sulla strada.
È stata proprio la luce della testimonianza del martirio di tanti cristiani e in particolare di Stefano che ha abbagliato Saulo sulla via di Damasco ed è stata la luce del Battesimo e il dono dello Spirito che poi gli ha ridato la vista. Saulo, incontrato Gesù, lo ha testimoniato dovunque, utilizzando ogni occasione e ogni mezzo per annunciare il vangelo, anche con la sua difesa in tribunale come abbiamo ascoltato nella prima lettura di ieri.
E tu? Quando, come, dove e con chi riesci a testimoniare la tua fede?

Forse hai bisogno di andare a … Damasco per incontrarlo, come capitò e Saulo? Lasciati allora guidare dallo Spirito e, in questo momento di silenzio, come i discepoli, assieme a Maria nel Cenacolo, preparati ad accoglierlo e, lasciandoti guidare da Lui, a testimoniarlo.

Don Mario P.S.: in fondo alla chiesa puoi chiedere indicazioni per la via di …Damasco…

 

 

 

Lui prega e tu?

È proprio una bella cosa fermarsi almeno una volta la settimana con un po’ di calma davanti al Signore, guidati dalla Parola della domenica per fare il punto del nostro cammino spirituale.

Molte volte, infatti, ci lasciamo prendere dalle cose che ci capitano e facciamo delle scelte che a prima vista ci sembrano giuste ma ci dimentichiamo di quello che le parole di Gesù nel Vangelo di ieri ci hanno ricordato e cioè che l’importante nella vita è compiere l’Opera per la quale il Padre ci ha creati e cioè fare la sua volontà.

Non sempre però riusciamo a capire qual è la sua volontà e molte volte facciamo coincidere la nostra volontà con la sua. Leggi tutto “Lui prega e tu?”

IV Pasqua Amb. B4 Eutico ha bisogno di t

Abbiamo ascoltato la voce del Buon Pastore che ci ha chiamati e come pecorelle siamo qui perché ci fidiamo di Lui, perché sappiamo che Lui ci conosce e ci ama.

Oggi Gesù vuole condividere con te un suo desiderio: quello di poter essere vicino a tutte le pecore che sono disperse e che hanno bisogno di un pastore che le guidi.

C’è tanto bisogno di sacerdoti che, come il Buon Pastore, si dedichino totalmente al servizio del gregge, con l’odore delle pecore…. È indispensabile il servizio del prete in una comunità! Come sarebbe bello che anche nella nostra parrocchia ci fosse ancora un prete giovane solo per l’oratorio ma purtroppo non è possibile perché nella nostra diocesi ci sono addirittura numerose parrocchie senza parroco, molto probabilmente come succederà alla nostra tra non molto. Come sarebbe bello che la nostra comunità fosse così matura e santa da poter esprimere qualche vocazione, qualche giovane che possa innamorarsi di Gesù e della sua Chiesa e si metta in cammino verso il dono di sé nel sacerdozio. E non è così impossibile, io, in questi miei 44 anni di sacerdozio, ho avuto la gioia di ascoltare e raccogliere il desiderio di più di venti ragazzi e giovani che sentivano la chiamata a seguire il Signore nel sacerdozio o nella vita consacrata. È una gioia inenarrabile trovarsi di fronte un giovane che pensa di fare della sua vita un dono e di questo ringrazio il Signore e prego per questi che ora sono preti e suore maturi.

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SEGNO E SEGNI

“Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo…”Oggi tu sei qui di fronte ad uno di questi “segni” di Gesù risorto: l’Eucarestia.
Come i Discepoli, anche tu devi sentirti pieno di gioia nel vedere il Signore e nel rinnovare la tua fede in Lui che ha vinto la morte e che, come ai discepoli soffia su di te il suo Spirito per il perdono dei peccati.
Se i tuoi occhi sono illuminati dalla fede, guardandoti attorno scoprirai anche altri “segni” di Gesù risorto: sono le persone che pregano accanto a te, i ragazzi del catechismo che s’impegnano a conoscere Gesù e riconoscerlo come Signore e Dio, proprio come Tommaso, le catechiste, il don, questa Chiesa, l’oratorio, il Cero Pasquale… sono tutti segni che

Gesù è vivo, è ancora oggi
presente in mezzo a noi con la
sua forza di Amore e di Salvezza.
È bello anche vedere tutto questo
movimento attorno all’Eucarestia
che “segno per eccellenza della
presenza di Gesù”, dà vita e
senso a tutto.
Allora di fronte alla presenza di
Gesù, fermati anche tu ad
ascoltarlo, a chiedere aiuto perché aumenti la tua fede, e perché tu possa come Tommaso, riconoscerlo come tuo Signore e tuo Dio.
Chiedi anche al Signore che trasformi la tua vita perché anche tu possa a tua volta essere “segno” per gli altri della presenza di Gesù.
Chiedi che aumenti il nostro amore fraterno, che la nostra comunità, come quella degli Atti degli Apostoli, sia “un cuor solo e un anima sola” così da essere sempre più segno vivo della sua Resurrezione e sia testimonianza della sua presenza di amore. Chiedi …. E impegnati …. Perché tutto ciò si realizzi perché sono tanti i “Tommaso” che cercano fatti concreti e visibili della presenza del Signore e tu sei chiamato a questo compito….

P.S.: Il primo segno che Gesù dona ai discepoli è il Suo Spirito per il perdono dei peccati, approfittane, il perdono è “in distribuzione” in fondo alla chiesa. Ti aspetto.

Don Mario

 

 

Lazzaro, vieni fuori!

Anche oggi il tuo amico Gesù ti ha chiamato e tu hai risposto e sei venuto qui per stare un po’ con Lui.
Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare ‘oltre’ la morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il V angelo, che Gesù risorto ci vuole donare.

Perché Gesù risuscita Lazzaro?
Anzitutto e semplicemente per il
grande affetto che gli portava. Del
resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità del Suo pianto, davanti alla tomba. Quante volte il Signore piange di fronte alla nostra vita legata dal peccato e chiusa al mondo. Anche noi, come Lazzaro molto spesso siamo legati da bende mortali e abbiamo una pietra sul cuore o addirittura al posto del cuore.

Prova a dare un nome alle “bende” che ti tengono legato nel sepolcro, alle tue pigrizie, alle tue chiusure nei confronti dei bisogni degli altri.
Solo se rispondiamo alla parola d’amore di Gesù che ci chiama, possiamo essere liberati, uscire dalla nostra tomba e riprendere il cammino.

Solo Lui che è morto e risorto per noi può liberarci, fidiamoci della sua Parola piena di Amore. Solo allora la nostra vita avrà un senso e anche la morte fisica non ci farà più paura perché illuminata dal suo amore fedele che ci accompagnerà sempre.
A Marta, Gesù risponde non teorizzando la resurrezione, ma dicendole semplicemente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv. 11,25).

In questo momento di preghiera lasciati afferrare dall’amore di Gesù, mettiti in sintonia con Lui e con il suo Amore per tutti quelli che si trovano chiusi nel sepolcro del loro egoismo e del loro peccato, accompagna Gesù a visitare ogni sofferenza, ogni lontananza, ogni male del mondo, cominciando dal tuo fino ai confini dell’umanità.

Sii anche pronto a rispondere alla grazia del Signore che ti invita a “uscire fuori” dal sepolcro a vivere la tua vita per amore, come Lui, fino in fondo.
Ma soprattutto senti il calore dell’amore e delle lacrime di Gesù su di te, lasciati lavare dalla sua Grazia e riscopri ancora una volta la sua amicizia. Buona risuscitazione….

Don Mario

In fondo alla chiesa Gesù ti chiama per liberarti dal sepolcro, magari potresti apprfittarne per fare una bella confessione…..

 

 

 

 

Và a lavarti!

Il Battesimo era fin dalle origini della Chiesa chiamato il sacramento dell’Illuminazione, cioè che dava come dono la luce. Con il battesimo quindi anche a noi è stata donata la luce della fede per illuminare il nostro cammino e vedere le cose con gli occhi di Dio.

Questa fede, simboleggiata dalla candela accesa che viene data durante il Battesimo, è dentro di noi come un fuoco acceso, che rischiara e riscalda la nostra vita, è la fede che ci fa capire il vero senso delle cose, il perché del dolore, dell’amore, della vita e della morte, dell’amicizia e della gioia, del lavoro e della scuola, solo chi ha fede riesce a vedere le cose come stanno veramente…

Ecco perché, nel cammino della Quaresima che serviva appunto come catechismo per chi chiedeva il Battesimo, in questa quarta domenica viene letto il Vangelo che narra l’episodio del cieco nato. Leggi tutto “Và a lavarti!”

Figli di Abramo III Quar. ambr. A4

Non possiamo oggi non pensare a quanto è successo in questi ultimi giorni. Il viaggio del Papa in Irak ci ha fatto toccare con mano quanto abbiamo letto nel Vangelo di ieri, siamo tutti figli di Abramo, ma non sempre ci comportiamo come lui e non sempre ci sentiamo e viviamo da fratelli.

Ricordando la prima lettura di ieri che raccontava quanto è successo al popolo di Israele nel deserto con la costruzione del “vitello d’oro”, anche noi, in cammino in questo deserto della vita e in particolare giunti a metà della quaresima, fermiamoci un attimo per verificare un po’ a che punto siamo per non lasciarci tentare dai nostri piccoli vitelli d’oro….

Ecco l’importanza di questo momento tranquillo e disteso di preghiera, che prolunga in noi la Grazia della messa della domenica.

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Altrochè lotteria degli scontrini

Andava tutti i giorni ad attingere l’acqua indispensabile per la sua vita e quella dell’ultimo compagno. Un’azione abitudinaria, un po’ come capita a noi quando andiamo al supermercato e magari partecipiamo alla lotteria degli scontrini nella speranza di risolvere almeno qualche problema… e così, quel giorno, il Signore Gesù, nel suo pellegrinare per le strade del mondo, si ferma, attende quella donna e chiede da bere sconvolgendo tutte le aspettative e gli schemi: un Giudeo che parla con una donna, manifesta senza timore di avere bisogno, chiede un favore, offre un’acqua che disseta per sempre senza nemmeno possedere una brocca, mi conosce nel profondo… altrochè lotteria degli scontrini, quella donna ha risolto tutti i problemi della sua esistenza!

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E’ un problema da porci ….

Circondato dai maiali ma soprattutto colmo dei suoi peccati, “…ritornò in sè …” dice la parabola di domenica a proposito del figlio minore.

Dopo aver abbandonato la casa del Padre, chiesto la sua parte di eredità comportandosi come se il padre fosse già morto e aver buttato tutte le sue ricchezze, il figlio minore, finalmente, ritorna in sé, si ferma a ragionare e a rileggere la sua vita. La sua mente corre lontano e subito si ricorda i momenti felici, la gioia della casa paterna, la vita di tutti i giorni che prima sembravano uguali e monotoni ma che, ora che non ci sono più, acquistano tutto quel significato e quel valore che prima aveva trascurato… e allora si decide a ritornare…

Quante volte mi capita di incontrare degli adulti, magari in occasione del cammino di fede dei fidanzati, che hanno abbandonato per un po’ di tempo la frequenza alla Messa o a momenti di formazione e ritornano ricordando con nostalgia e tanta gioia i tempi della gioventù quando frequentavano l’Oratorio, i gruppi, la Messa.

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La vita un dono

Ieri abbiamo celebrato con solennità la Festa della Vita e abbiamo ricordato insieme ai bambini battezzati lo scorso anno e alle loro famiglie che la vita è dono di Dio e noi siamo solo amministratori di questo prezioso dono.

Ieri era anche la festa della Presentazione di Gesù al Tempio e quindi anche della vita consacrata che ci ha ricordato che ciascuno di noi deve fare della sua vita un dono a Dio e ai fratelli: siamo chiamati anche noi a consacrare la nostra vita, renderla sacra!

Oggi qui davanti al Signore Gesù che si dona a noi con il suo Corpo, siamo chiamati a rinnovare la nostra consacrazione iniziata con il Battesimo e confermata con la Cresima e siamo invitati a mettere davanti a Lui la vita che ci ha donato.

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È accesa la lampada? Festa della Famiglia

Ieri abbiamo celebrato la Festa della Famiglia e oggi, davanti al ss. Sacramento dell’Eucaristia, vogliamo continuare la nostra riflessione su questa realtà meravigliosa che è la famiglia.

Se siamo qui è proprio perché abbiamo avuto una famiglia che ci ha dato la vita e il Battesimo e di questo dobbiamo prima di tutto dire Grazie al Signore.

Ma di quante cose che abbiamo ricevuto dai nostri genitori dobbiamo ringraziare il Signore?

Forse non per tutti la famiglia è sempre fonte di gioia, alcuni magari hanno sofferto o stanno soffrendo proprio per problemi di famiglia perché purtroppo il peccato si fa sempre presente nella nostra vita.

È questo allora un motivo in più per fermarsi a pregare, pesando a tanti ragazzi che soffrono, a tante famiglie distrutte dall’egoismo, provate dalla difficile situazione economica, dal dolore e dalla malattia, per tutte le famiglie che fuggono da una guerra o dal pericolo di morte… chiediamo al Signore che aiuti le nostre famiglie a diventare luoghi di amore vero, di rispetto reciproco, di attenzione ai più piccoli e a quelli che hanno bisogno senza innalzare muri o porte blindate nei cuori.

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“Gesù cresceva…….tu ?”

“… e Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.”

Queste sono le parole finali del Vangelo che abbiamo letto domenica a Messa e, se ci pensi bene sono davvero molto importanti perché ci dicono che Gesù, il figlio di Dio, ha voluto vivere in mezzo a noi, proprio come uno di noi e soprattutto vivendo la vita normale di ogni giorno di tutti i ragazzi.

Anche lui cresceva, diventava grande, non si faceva grande o bullo perché Lui era figlio di Dio, ma cresceva poco alla volta, giorno dopo giorno perché crescere è una cosa molto bella proprio come capita a ciascuno di noi.

Crescere vuol dire raggiungere poco alla volta degli obiettivi, seguire un progetto, e tu cosa pensi per il tuo futuro? Come vorresti crescere? Cosa vorresti diventare?

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” Non hanno più vino” testo per adulti

“Non hanno più vino!”, come Maria, qui davanti a Gesù anche noi ripetiamo con fede e con forza questa bellissima invocazione che nasce da un cuore materno e pieno di compassione.

Anche noi, chiesa in cammino nel mondo abbiamo questo compito importante, quello di Maria alle nozze di Cana.

Dobbiamo pregare il Signore Gesù per tutte quelle coppie che non hanno più vino, il cui amore sta annacquandosi, per cui la gioia non esiste più ma regna la stanchezza, il dolore, la malattia, la povertà, il non rispetto, l’egoismo, il tradimento…

Pensiamo in questo momento a tutte quelle famiglie che sono in crisi e che non riescono ad uscirne, che non vogliono superarle, che sono sole e senza aiuto e che alle prime difficoltà si arrendono provocando grandi disastri in sé stessi e nei figli innocenti….

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Adorazione per ragazzi ” Ti pago da bere”

Se ci guardiamo intorno, vediamo che purtroppo sono tante le famiglie che “non hanno più vino” proprio come è successo alla festa di nozze a Cana raccontata nel Vangelo di ieri.

Non avere più vino vuol dire non avere più la gioia dello stare insieme e sono tanti i motivi per cui questa gioia viene a mancare in qualche famiglia, il lavoro troppo stressante che non lascia spazio a rapporti più sereni e umani, i litigi che nascono a volte anche a causa del comportamento dei figli o dei genitori o dei suoceri, tante cause anche esterne alla famiglia, il parere della gente, le amicizie invidiose e pericolose, il dolore e le malattie ma sempre comunque è perché ciascuno, invece di donarsi cerca solo di avere e di usare gli altri solo per sé senza rispetto.

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Ma facciamogli piacere….

“Cristo non volle essere battezzato per essere santificato dalle acque, ma per santificarle lui stesso di modo che fosse Lui a purificare quelle acque che toccava. Rese così pura la fonte perché la grazia del lavacro battesimale fosse distribuita in seguito ai popoli futuri.” (S. Massimo da Torino)

…E questa grazia di cui ci parla s. Massimo, un giorno è stata effusa su di noi, anche su di te, e siamo diventati figli di Dio.

A proposito, ti ricordi la data del tuo Battesimo?

Da allora sei diventato figlio e oggi sei qui proprio come figlio per parlare con il Padre ma soprattutto per verificare di fronte al suo Figlio nel quale il Padre si “compiace”, la tua somiglianza con Lui così da essere anche tu “consolazione, compiacimento” del Padre.

È proprio Gesù il nostro modello, è a Lui che dobbiamo guardare per vivere fino in fondo la nostra vocazione ad essere figli di Dio.

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Cercasi asino

Il Signore ne ha bisogno.Di cosa?

Di un asino legato come me, come te!

Senza l’asino non può entrare a Gerusalemme, nel mondo.

Il somaro è colui che porta i pesi degli altri, colui che si fa servo e non si serve o si fa servire, per questo il Signore ne ha bisogno perché indica il suo stile di ingresso nel mondo, anche a Betlemme era tra un asino e un bue (segno di mansuetudine).

L’asino però deve lasciarsi slegare da Lui, deve liberare la sua capacità di servire, di mettersi al servizio di Gesù per poterlo portare ai fratelli, deve liberarsi da tutti i pregiudizi e da tutte le domande inutili che la gente si può fare: “Perché lo slegate?” “A cosa serve servire gli altri?”

“Una vita serve se serve!” ha detto più volte Papa Francesco.

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Il dubbio Giovanneo !!

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”

Ecco il dubbio di Giovanni Battista.

In prigione per amore della verità e per fedeltà alla sua missione, Giovanni, riflette sulla sua vita, sente vicino il giorno della morte e vuole essere certo di aver visto giusto, di non aver speso la sua vita per niente, di essersi comportato secondo la volontà di Dio.

Lui, così deciso ha un momento di dubbio, di crisi!

Manda i suoi discepoli a chiedere luce a Gesù.

E ai suoi inviati Gesù cosa risponde?

Guardate i segni del regno che avanza, che è già in mezzo a noi …

Quali sono questi segni?

I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti resuscitano e ai poveri è annunciato il Vangelo!

Quanti anche ai nostri giorni cercano dei segni, in questo mondo in crisi dove sembra che solo il male, l’odio e la violenza sembrano farla da padroni e pretendono di imporre la loro volontà e visione della vita, cosa possiamo fare, cosa dobbiamo dire?

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